Sì, t'intendo, tu vuoi ch'io non pensi (Non può scordarsi della sua dama), H. 659
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
- Recitativo: Sì, t'intendo, tu vuoi ch’io non pensi più a Fille
- Aria: Largo (la minore) - Vorrei scordarmi dell'idol mio
- Recitativo: Ragion mi sgrida e m’apre con sue ragioni i lumi
- Aria: (la minore) - Chi non toglie dal seno il mio core
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo
Sì, t'intendo, tu vuoi
per soprano e basso continuo
Recitativo
Sì t’intendo tu vuoi
Ch’io non pensi più a Fille anima offesa
Non è facile impresa
Obliar quel sembiante
Per cui piansi, e tante volte, e tante.
Aria - (la minore)
Vorrei scordarmi dell’idol mio
Ma come oh Dio se il cor non può.
Per dove giro le mie pupille
Io veggo Fille
Se lungi da quella i passi movo
Pur Fille io trovo
Mi volgo altrove coi pensier miei
Poi sempre a lei tornando io vo.
Recitativo
Ragion mi sgrida, e m’apre
Con sue ragioni i lumi
Io cangiando costumi
Dovrei da Fille allontanar la mente
Lo stimolo, e presente
Onde affatto di lei che mi piagò
Io scordar mi vorrei ma il cor non può.
Aria - (la minore)
Chi non toglie dal seno il mio core
Non può togliermi Filli dal sen
No perché in esso
Forte impresso per mano d’amore
Porto il volto del caro mio ben.
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Ultimo aggiornamento 17 febbraio 2026