Sarei troppo felice, H. 631
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: Benedetto Pamphilij
- Arioso refrain: Adagio (fa maggiore) - Sarei troppo felice s’io potessi dar legge
- Recitativo: Io miro in bel giardin spuntar la rosa
- Arioso refrain: Sarei troppo felice
- Aria: A tempo giusto (si bemolle maggiore) - Tal, se premo sentiero odorato
- Recitativo: Fra le danze e i teatri ove festeggia
- Arioso refrain: Sarei troppo felice
- Aria: A tempo giusto (do maggiore) - Che mi giova che vaga sirena
- Recitativo: Il vario mio pensiero, d’una madre immortal figlio
- Aria: (re minore) - Il pensiero è un prato ameno
- Recitativo: Or chi brama goder tranquilla pace
- Arioso refrain: A tempo (fa maggiore) - Sarei troppo felice
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: 30 aprile 1701
Testo
Sarei troppo felice
per soprano e basso continuo
Aria - Adagio (fa minore)
Sarei troppo felice
S’io potessi dar legge al mio pensiero.
Recitativo
Io miro in bel giardin spuntar la Rosa
Cui fan corona innamorati I gigli,
Io veggio le viole
Quai verginelle ascose
Pallidette e fugaci
Schivar del sol nascente i primi baci.
Che prò? Formo col piede orme odorose
Ma di cure penose
La mia mente trascorre altro sentiero.
Refrain
Sarei troppo felice
S’io potessi dar legge al mio pensiero.
Aria - A tempo giusto (si bemolle maggiore)
Tal se premo sentiero odorato
Dura spina che punge il mio core
Va dicendo un dicendo costante dolore
Non vien meno fra I vezzi del prato.
Recitativo
Fra le danze, e i teatri,
Ove festeggia in ogni ciglio il riso,
Ove ogni senso a la sua pace è volto,
Nel mio dolor sepolto
Mi lascia all’improvviso
Quanto veloce tanto più fiero.
Refrain
Sarei troppo felice
S’io potessi dar legge al mio pensiero.
Aria - A tempo giusto (do maggiore)
Che mi giova che vaga sirena
Sciolga all’aura vezzosi concenti
Se i più cari, i più dolci contenti
Mi risveglian l’antica mia pena.
Recitativo
Il vario mio pensiero
D’una madre immortal figlio incostante
Se lo sgrido mi fugge,
Se nol voglio mi segue;
E con moto indefesso
Entro i deliri suoi perdo me stesso.
Aria - (re minore)
Il pensiero è un prato ameno
Ove i sensi hanno il confine.
Mille fiori chiude in seno
Ma lo chiudon mille spine.
Il pensiero è una Fenice,
Che in un tempo e more e nasce.
Or di lagrime li pasce
Or risorge più felice.
In un tempo e more e nasce
Il pensiero come Fenice.
Recitativo
Or chi brama goder tranquilla pace,
Piacer fermo e sincero
Incateni il pensier se v’è catena
E human pensiero incatenar si vanti,
Io per me lo desio ma non la spero.
Aria - A tempo (fa maggiore)
Sarei troppo felice
S’io potessi dar legge al mio pensiero.
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Ultimo aggiornamento 17 giugno 2025