Qui, dove alfin m'assido (Il rosignuolo), H. 618
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
- Recitativo: Qui dove alfin m'assido odo mesto usignuol
- Aria: Adagio (mi minore) - Benché amaro si fa caro
- Recitativo: Ma, oh Dio! ch'ogni dolore quanto diletta
- Aria: Andante (fa minore) Lento - Quel bel canto è sì grato
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo
Il Rosignuolo
per soprano e basso continuo
Recitativo
Qui dove alfin m’assido
Odo mesto usignuol che si lamenta
Ed or che sono in questi orror notturni
Il doloroso canto
Tacito, e suolo accompagnarlo col pianto.
Aria - Adagio (mi minore)
Benché amaro si fa caro
Il penar quand’altri pena
Par che dica l’altrui duolo
In penar non sei tu solo
Datti pace, e il duol, raffrena.
Recitativo
Ma oh Dio, che ogni dolore
Quanto diletta più tant’è maggiore
Lo sa purtroppo
Quel misero angeletto
Che sfogando il suo affetto
Di quel duol che l’accora
Sempre più s’addolora
Lento prima incomincia il tutto pende
Da una tremola voce
E par che amora
Quando rinforza il fiato e presto ascende
Trilla scioglie più note e poi sospira
Poi cessa e si ritira
Mormorando nel sen profonde note
Indi iratosi scuote
Si sfida si risponde e poi s’ascolta
E agitando in mille guise, e mille
La gola armoniosa
Talor si stanca
Ma non più riposa.
Aria - Andante (fa minore)
Quel bel canto è si grato
Ch’al mio cor La pena mal ceca
Addormenta ogni dolor e
Si grato quel bel canto
Ch’al mio cor
Pur deliro e sospiro
Che quel canto
Ch’è si dolce
Fa ch’io pensi
A un core ingrato
Che l’amò tanto tanto
Sol tradì per altro amor.
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Ultimo aggiornamento 17 marzo 2025