Quanti affanni ad un core (Pene amorose per lontananza), H. 599

Cantata per soprano e basso continuo

Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
  1. Recitativo: Quanti affanni ad un core può far soffrire Amore
  2. Arioso: La pena che m'uccide è lontananza
  3. Aria: (do minore) - Stando lungi dal bene che brama
  4. Recitativo e arioso: Intorno a queste sponde spesso ratto
  5. Aria: Adagio (sol minore) - Se a me non vieni, se a te non torno
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo

Quanti affanni ad un core
per soprano e basso continuo

Recitativo
Quanti affanni ad un core
Può far soffrire amore Io già soffersi
Ma già mai non aspersi
Con sì gravi tormenti
Di lacrimoso humor gl’occhi dolenti
Udite qual martire
Crudo a farmi morire In me s’avanza.

Arioso
La pena che m’uccide e lontananza.

Aria - (do minore)
Stando lungi dal bene
Che brama chi ben ama
No, no viver non può
E s’io vivo è rigor della sorte
Ch’in braccio alla morte
Vivendo men vo’

Recitativo-arioso
Intorno a queste sponde
Spesso ratto in amore Il piede io movo
Cercando Clori e Clori mia non trovo
La chiamo e non risponde
Ma son pur folle e come
Da me chiamarsi a nome
Può sentir l’idol mio
Se non è Clori mia dove son io
Deh per pietade amore
Vola al mio bene è dì

Aria - Adagio (sol minore)
Se a me non vieni
Se a te non torno
E qual conforto Il core havrà
Convien ch’io peni
E per te un giorno
Che Tirsi è morto
Si sentirà.


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Ultimo aggiornamento 14 settembre 2024