Quando credeva il core, H. 590

Cantata per soprano e basso continuo

Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
  1. Recitativo: Quando credeva il core doppo lungo servir duro penare
  2. Aria: Adagio (re maggiore) - Vuol che io speri e vuol ch’io mora
  3. Recitativo: S'è pur ver ch’in amore lusinghiera speranza
  4. Aria: Andante (sol minore) - Bastava dirmi: spera
  5. Recitativo: Or se lunga speranza con più lungo martir
  6. Aria: Andante (fa diesis minore) - Risolvo di morire
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: forse 16 ottobre 1701
Testo

Quando credeva il core
per soprano e basso continuo

Recitativo
Quando credeva il core
Doppo lungo servir duro penava
I sospirati e cari
Dell’idol mio crudel goder gl’affetti
Con rigidi dispetti
Con spietati rigori
Spera spera mi disse
O pena o pena o mori.

Aria - Adagio (re maggiore)
Vuol ch’io speri e vuol ch’io mora
La tiranna mia beltà
Collo stral di cruda morte
Col rigor di dura speme
Mi condanna a doppia pena
La sua fiera crudeltà.

Recitativo
S’è pur ver ch’in amore
Lusinghera speranza
È veleno mortal d’amante core,
Perché cruda spietata
Vuoi ch’io speri o che mora
Se la speme talor è morte ancora[?]

Aria - Andante (sol minore)
Bastava dirmi spera
Per farmi poi morir
Tormento d’un seno
D’un alma e veleno
La speme del bene
Ch’è tardi al gioir.

Recitativo
Or se lunga speranza
Con più lungo martir un alma uccide,
Mori mori cor mio
Che fia meglio morire

Che sperar di goder e mai gioire.
Aria - Andante (fa diesis minore)
Risolvo di morire
E la mia morte sia
Pace del alma mia
Meta agli affanni
Se vaga di mie pene
M’alletti con la speme
Trovo ne vezzi tuoi
Lusinghe e inganni.


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Ultimo aggiornamento 19 dicembre 2024