Poi che cessano al fin, H. 568

Cantata per soprano e basso continuo

Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
  1. Recitativo: Poi che cessano al fin gl’aspri tormenti
  2. Aria: Andante (fa maggiore) - Vago ruscello
  3. Recitativo: Del mio fiero Destino
  4. Aria: Andante (do maggiore) - Clori mia, mio sol, mia vita
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo

Poi che cessano al fin
per soprano e basso continuo

Recitativo
Poiché cessaro alfin gl’aspri tormenti
Del crud’esiglio ove mi trasse il fato
Amarti all’impresa
Or con l’anima accesa
Ried’a te Clori mia, mio nume amato.
Già già più non temo
Nel guerrier cimento
Ch’altri i dardi mi scocchi
Ch’io voglio Clori mia,
Le ferite al mio sen de tuoi begl’occhi.

Aria - Andante (fa maggiore)
Vago ruscello
Scorre sul lido
Ma torna fido
Del mare in sen.
Tal io son quello
Che lungi errante
Or fida amante
Torn’al mio sen.

Recitativo
Del mio fiero destino
Già penando soffersi
La crudeltà più ria
Già con nav’agitata
Solcai del mar l’onde più infide e irate
Poiché lungi da te con l’alma mesta
Ove il piede volgeva era tempesta,
Or che ritorn’a voi lucide stelle
Vegg’in calma cangiar le mie querele
Ed al vago fulgor di vostra face
Sper’alla guerra in dolce pace.

Aria - Andante (do maggiore)
Clori mia, mio sol, mia vita
Col bel dardo del tuo sguardo
M’impiagò l’arciero amor.
Fu crudele la ferita
Mentre vissi a te lontano
Or la rende la tua mano
Cara e dolce a questo cor.


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Ultimo aggiornamento 11 maggio 2025