Api industri che volate (Paragone amoroso), H. 55
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
- Aria: Allegro (la minore) - Api industri che volate
- Recitativo: Primavera più vaga e più gentile
- Aria: Allegro (la minore) - Su quel volto il picciol labbro
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Attribuzione incerta
Testo
Api industri che volate
per soprano e basso continuo
Aria - Allegro (la minore)
Api industri che volate
Sempre in traccia di bei fiori,
L’ali d’oro omai fermate
Che son tutti in volto a Clori.
Per tacer d’ogn’altro fiore
Trono han qui la rosa el giglio,
Questi in lei stende il candore
L’altra poi gli dà il vermiglio.
Recitativo
Primavera più vaga e più gentile
Alle vostre rapine
Mai non offrì il più bel vago Aprile
E quel ch’è ancor più raro,
Vi trovarete i fior senza le spine,
Il dolce senza amaro.
A delitie sì care api volate
Ma quei fiori gentil solo baciate.
Aria - Allegro (la minore)
Su quel volto il picciol labro
Leggierissime fermate.
Né pensate d’accostarvi
Per ferire
O il candor del bianco giglio
O il vermiglio del cinabro
Perché in vece di gioire
A morire vi portate.
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Ultimo aggiornamento 17 marzo 2025