Mentre un zeffiro arguto, H. 421

Cantata per soprano, due violini e basso continuo

Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
  1. Sinfonia: Adagio (si minore)
  2. Recitativo: (si minore) - Mentre un Zeffiro arguto
  3. Aria: Allegro (si minore) - Non più lacci non più strali
  4. Recitativo: - Vuol Cupido ch'io mora
  5. Aria: Allegro (re maggiore) - Sirena ch'alletti con vezzi homicidi
  6. Recitativo: Stelle barbare stelle ch'il mio voler
  7. Aria: (mi minore) - Navigar l'Egeo d'amore
  8. Recitativo-Arioso: (si minore) - Mio cor se di Fortuna
Organico: soprano (o basso), 2 violini, basso continuo
Composizione: prima del 1694
Testo

Mentre un zeffiro arguto
per soprano, due violini e basso continuo

Sinfonia - Adagio (si minore)

Recitativo - (si minore)
Mentre un Zeffiro arguto
Con la sferza dell’ali
Castigava l’ardor de lampi estivi,
Del mar presso alle sponde,
Cui baciavan l’arene i salsi argenti,
Mesto e solingo un dì
D’Amor mi dolsi e favellai così:

Aria - Allegro (si minore)
Non più lacci, non più strali,
Son legato, son ferito,
Hai vinto Amor, hai vinto!
D’un tremulo crine
La bionda procella
Ritorta in anella,
Intesse fatali
Catene al mio cor.

Non più lacci, non più strali,
Son legato, son ferito,
Hai vinto Amor, hai vinto!
Pupilla, che splende,
Co’ i sguardi m’accende,
Ma l’alma infelice
Qual nuova Fenice
Ritrova i natali
D’un ciglio all’ardor.

Recitativo
Vuol Cupido, ch’io mora
E la mia fè negletta
Di severa beltà l’orgoglio adora.
Così genio fatale
Mi costringe ad amar con duolo eterno
Sotto angeliche spoglie alma d’inferno.

Aria - Allegro (re maggiore)
Sirena, ch’alletti
Con vezzi homicidi,
Dolcezze prometti,
Ma, perfida, uccidi.

Co’ i cenni furtivi
Di lieta sembianza
Le ceneri avvivi
Di morta speranza.

Recitativo
Stelle, barbare stelle,
Ch’il mio voler forzate,
L’inumano rigore
Nel cor di Filli ò la mia fè cangiate.

Aria - (mi minore)
Navigar l’Egeo d’amore
Contro vento è gran sventura.
Nell’onda torbida, che rauca freme,
Si perde l’ancora d’amica speme,
Che d’un ciglio lo splendore
Degl’amanti è cinosura.

Recitativo-arioso - (si minore)
Mio cor, se di Fortuna
Spira un aura nemica,
Per non restar tra le tempeste absorto
Chiudi le sparse antenne e riedi al porto.


I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.


Ultimo aggiornamento 10 dicembre 2025