M'ha diviso il cor dal core, H. 408
Cantata per contralto e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: Antonio Ottoboni
- Aria: Adagio (re minore) - M'ha diviso il cor dal core
- Recitativo: Mi sparisti dagl'occhi idolo amato
- Aria: Andante lento (la minore) - Pur dal mio petto ancora
- Recitativo: É diviso del mondo il clima infido
- Aria: Adagio (mi minore) - Era poco al mio povero petto
- Recitativo: (re minore) - Ma no so qual che nascesti
Organico: contralto, basso continuo
Composizione: 1709
Testo
M'ha diviso il cor dal core
per contralto e basso continuo
Aria - Adagio (re minore)
M’ha diviso il cor dal core
Quel destin, che troppo fiero
Dal mio ben mi separò.
Io lo seguo col pensiero,
Mà in pensier non ha vigore
D’arrestar, chi se n’andò.
Recitativo
Mi sparisti da gl’occhi, Idolo amato,
Mà nel mio core ascoso
Non mi lasci riposo;
E all’or che in van ti cerco, io non sò, come
Mi ritrovo sul labro il tuo bel nome.
Aria - Andante lento (la minore)
Pur dal mio petto ancora
Tu tenti di fuggir.
E perché afflitta io mora,
M’esci dagl’occhi in pianto,
Dal labro n’è sospir.
Recitativo
È diviso dal mondo il Clima infido.
Dove tu porti il piede
Su quel barbaro lido,
Vaccillerai nell’amorosa fede,
Ne del mio Amor saran sicuri i pregi,
Dove salvi non son sul soglio i Regi.
Aria - Adagio (mi minore)
Era poco al mio povero petto
Il dolor dell’accerba partita;
S’un geloso crudele sospetto
Non s’univa à levarmi la vita.
Recitativo - (re minore)
Mà nò, sò qual nascesti, e un tal Amante,
Se costanza giurò, sempre è costante.
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Ultimo aggiornamento 26 settembre 2024