Lontan dall'idol mio, H. 393
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
- Recitativo: Lontan dall'idol mio mi tormenta un desio
- Aria: Adagio (si bemolle maggiore) - Ergo che langue di sete ardente
- Recitativo: E come di te privo, caro Nume terreno
- Aria: (sol minore) - Quanto contento ancor godrebbe questo cor
Organico: soprano (o contralto), basso continuo
Composizione: 1699
Testo
Lontan dall'idol mio
per soprano e basso continuo
Recitativo
Lontan dall’idol mio
Mi tormenta un desio
Di riveder le sue pupille care
S’inaspriscon le piaghe
Del ferito mio core
E imprestarmi in amore
L’adorata sembianza agli occhi audaci
Fà ch’io mi strugga in pianti
De la bella Amarille io lungi sono
E parmi haverla appresso
Sempre con lei raggiono
Ma torno in me stesso
E infelice m’avveggio
Che Amarilli sta lungi e ch’io vaneggio.
Aria - Adagio (si bemolle maggiore)
Egro che langue di sete ardente
Mentre presente si finge un rio
Rende più fiero l’interno ardor
Arso d’amore sospiro anch’io
E mentre accanto mi fingo il bene
Crescon le pene a questo cor.
Recitativo
E come di te privo
Caro nume terreno
Posso o no venir meno o restar vivo?
Gioia del petto mio
Che fai, dove sei tu, dove son io?
Aria - (sol minore)
Quando [!] contento ancor
Godrebbe questo cor
Di tornarti a veder e poi morire.
Solo la tua beltà
Ogn’hor pensando va
E tragge dal pensier crudo martire.
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Ultimo aggiornamento 7 novembre 2024