La fortuna di Roma (Il Coriolano), H. 359

Cantata per soprano e basso continuo

Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: Benedetto Pamphilj
  1. Recitativo: (re maggiore) - La fortuna di Roma a debil filo appesa
  2. Aria: (re maggiore) - Miei compagni, e che s'aspetta?
  3. Recitativo: Amici! ecco di Roma il fin bramato
  4. Aria: (re minore) - Caro figlio io so ch'hai vanto
  5. Recitativo: (re maggiore) - Di marito e di filgio al dolce nome
Organico: soprano (o contralto), basso continuo
Composizione: 16 luglio 1689
Testo

Il Coriolano
per soprano e basso continuo

Recitativo - (re maggiore)
La fortuna di Roma
A debil filo appesa
A momenti attendea l’ultima offesa.
Coriolano irritato
Dall’infelice e forse ingiusto esiglio
In vendetta cangiato
Havea l’amor di cittadin, di figlio.
De Volsci unito al bellicoso ardire
Da le tende nemiche
Sovra il Tebro stendea l’ombre guerriere.
Venian gl’amici a schiere
Per frenar del suo cor l’ardire insano.
I più famosi eroi
Chiedevano pietà, ma tutto invano,
Che il Giovane superbo
Al suo campo seguace un guardo gira
E rispondon per lui fortuna ed ira.

Aria - (re maggiore)
Miei compagni, e che s’aspetta,
La fortuna è un sol momento.
Sia virtude o tradimento,
Vuò far bella una vendetta.

Recitativo
Amici, ecco di Roma il fin bramato.
Io giuro su l’honor delle vostre alme,
Che dal nostro valor pende un gran fato.
Volea più dir, mà gli sospese il labro
Un numeroso stuolo
Di nobili donzelle,
A cui facean la scorta
Volunmia bella à Coriolan consorte,
Veturia genitrice.
Così con doppia face Amor ribatte
Dell’ira i mali(?) e in nobil cor combatte.

Aria - (re minore)
Caro figlio, io so, ch’hai vanto
D’atterrar ogni valore,
Ma per vincere il tuo core
Vengo a vincere col pianto.

Sposo amato, un vero ardire
Vuò destar alla tua gloria,
Mà una fiamma di memoria
Destar voglio e poi morire.

Recitativo - (re maggiore)
Di marito e di figlio al dolce nome
Vinta di Coriolan l’ira feroce.
Doppo breve pensier cede, ma poi
Fu da i seguaci il traditor tradito.
A sÌ funesto avviso uscir dolenti
Le Romane donzelle in nero ammanto,
E dove il sangue sparse
Il giovane infelice,
Amarissima corse onda di pianto.
Ivi poi d’urna invece
S’alzò Teatro al femine valore.
Chi vive per tradir, tradito more.


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Ultimo aggiornamento 4 maggio 2025