La face d'amore ch'il core m'arde, H. 358

Cantata per soprano e basso continuo

Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: Antonio Ottoboni
  1. Aria: Andante lento (la minore) - La face d'amore ch'il core m'ardè
  2. Recitativo: Speranza lusinghiera tu soffri nella fiamma
  3. Aria: Adagio (sol maggiore) - S'il core ai sensi è vita
  4. Recitativo: Pur se dispero un aspro duol m'affanna
  5. Aria: Andante (la minore) - Del mio ben decida un guardo
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: prima del 1710
Testo

La face d'Amore, ch'il cor m'ardè
per soprano e basso continuo

Aria - Andante lento (la minore)
La face d’Amore,
Ch’il cor m’ardè,
Fù prima timore,
Poi speme si fè.
S’accese il mio petto
Per vaga beltà,
Ma ancor non si sà,
Se speme ò sospetto
Prevalgano in mè.

Recitativo
Speranza lusinghiera,
Tu soffri nella fiamma e la conservi,
Tu dal timor preservi
Il geloso mio cor, qual’or dispera.
Cede alle tue lusing[h]e il mio timore
E spera più, quando più soffre il core.

Aria - Adagio (sol maggiore)
S’il core ai sensi è vita,
La speme è vita al cor.
Se manca il cor, si more
E senza speme Amore
Non ha respiro e muor.

Recitativo
Pur se dispero, un’ aspro duol m’affanna.
Se spero, son tradito
Dalla speme, che inganna,
Ne distinguer sa ancor la mia costanza,
Se viva di timore o di speranza.

Aria - Andante (la minore)
Del mio ben decida un guardo
Con un lampo di pietà.
Da qual’arco uscì quel dardo,
Che quest’Anima piagò,
Se la speme lo scagliò
O se fu la crudeltà.


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Ultimo aggiornamento 26 febbraio 2025