Io credei che felice, H. 338

Cantata per soprano e basso continuo

Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
  1. Recitativo: Io credei che felice fosse stato per me
  2. Aria: (si bemolle maggiore) - Quei dolci sguardi vibrano dardi
  3. Recitativo: Ma, oh Dio! che in un baleno sparir da questo seno
  4. Aria: (re minore) - Di due lumi al vago lampo
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta

Attribuzione incerta
Testo

Io credei che felice
per soprano e basso continuo

Recitativo
Io credei che felice
Fosse stato per me quel caro giorno
In cui lieto mirai
Di Mitilde la bella i vaghi rai;
Ma le nere pupille
Ove Cupido la sua face accende
Avventar tante fiamme a questo core,
Ch’arsi al foco fatal del Dio d’Amore

Aria - (si bemolle maggiore)
Quei dolci sguardi
Vibrano dardi
Che rie ferite m’aprono al cor.
Ma a poco a poco
Svegliano un foco
Che lento, e mite
Sparge l’ardor.

Recitativo
Ma oh Dio che in un baleno
Sparir da questo seno quei vaghi rai
E vi lasciar l’ardore,
Onde il misero core
Arde penando, e geme
Senza rimedio al duolo, e senza speme

Aria - (re minore)
Di due lumi al vago lampo
Senza scampo
Pena l’alma, et arde il cor.
Perché il sol che in duol si pose
Si nascose
Né più miro il suo splendor.


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Ultimo aggiornamento 24 giugno 2025