Il genio di Mitilde, H. 314
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
- Recitativo e arioso: Il genio di Mitilde mente non v'è che penetrar si vanti
- Aria: (do minore) - Tante il mar non ha procelle
- Recitativo: Ella muove talor per vie romite, solinga
- Aria: (la maggiore) - Così d'amor lo strale fugga
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo
Il genio di Mitilde
per soprano e basso continuo
Recitativo-arioso
Il genio di Mitilde,
Mente non v’è che penetrar si vanti.
Sì strani ell’ha i pensieri, si varii i passi
Che rende stanchi e lassi
Gl’arditi spirti a secondarla intenti.
Ah che tant’oltre chi poggiar mai crede,
D’onde pria di partì tornar si vede.
Aria - (do minore)
Tant’il mar non ha procelle,
Tant’il ciel non sono stelle
Quante voglie ha Mitilde nel suo cor.
Mit’allora che più accarezza
Tutta sdegno poi disprezza,
Dona e toglie quando vuole speme, e amor.
Recitativo
Ella muove tal’or per vie romite
Solinga i passi a respirar tra i boschi
Poi sdegnando le selve e gl’antri foschi
A più ameni soggiorni
Volge le piante a viver lieti i giorni,
Quindi altera, e vezzosa in ricche spoglie
Pompa di sua bellezza
Al guardo altrui si rende,
Cortese d’ogni cor gl’ossequi prende.
Dolce canta favella e scherza e ride,
Ma allor che di speranza i cuori ingombra,
Toglie fuggendo di speranza ogn’ombra.
Aria - (la maggiore)
Così d’amor lo strale
Fugga chi vuol goder tranquilla pace.
Ch’il dardo suo fatale
Uccide col piacer ch’allett’e piace.
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Ultimo aggiornamento 4 settembre 2024