Già di trionfi onusto (Il Germanico), H. 297

Cantata per soprano e basso continuo

Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: Benedetto Pamphilj
  1. Recitativo-arioso: Già di trionfi onusto, Germanico posava
  2. Aria: (mi bemolle maggiore) - Fidi amici, è poco vanto
  3. Recitativo e arioso: Dunque nel fior degl’anni ai parenti
  4. Aria: Largo (do minore) - Sola tu non vendicarmi
  5. Recitativo-arioso: Misto d'ira e di pianto
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: prima dell'ottobre 1691
Testo

Già di trionfi onusto
per soprano e basso continuo

Recitativo-arioso - (mi bemolle maggiore)
Già di trionfi onusto
Germanico posava a l’Istro in riva:
E fu al’hor, che si udiva
Per la morte d’Augusto,
Del suo primo signor, vedova Roma.
Le falangi latine,
Di Germanico il crine
Dell’onor che languia cinger tentaro
E scoté dalla chioma
Il destinato serto;
E nella patria giunto
Fu sua pena il valor, delitto il merto.
Sedea Tiberio in trono e come raro
Vitio e virtù stanno congiunti insieme
A sedar d’oriente i novi moti,
Repente il destinaro,
O cieca invidia o gelosia d’impero.
Poi dall’Armenia vinta
Le abbattute corone,
Per opra di Pisone hebbero in sorte,
Stratij, inganni, veleno, oltraggi e morte.
Ma di veleno infetta
La lingua di Germanico non cede
E d’ingiusta mercede
Si querela così bella vendetta.

Aria - (mi bemolle maggiore)
Fidi amici! è poco vanto
Il bagnar d’inutil pianto
Le mie ceneri gelate;
Se gli dei non siano in ira
Al furor, che al cor v’inspira
Il tenor della mia sorte,
La mia morte vendicate.

Recitativo-arioso
Dunque nel fior degl’anni
Ai parenti, alla patria, ai figli tolto
Sarà con la mia spoglia il duol sepolto?
Dite al padre, al germano:
Colmo di qual’insidie,
Di quai strazij ripieno,
In braccio dei nemici i giorni io chiuda.
In questa spoglia ignuda
Palesate col foco
L’oprar di quel veleno,
Tanto crudele più, quanto celato
Risvegliate il Senato,
Invocate le leggi.
Alla mia cara patria
La vedova Agrippina al fin trahete:
E vedrete il mio fato
Nel nemico abbattuto,
O privo di perdono o non creduto.
Se più di me che di mia sorte haveste
Cura, famosi eroi, a voi s’aspetta
L’honor della vendetta.

Aria - Largo (do minore)
Solo tu, non vendicarmi,
Amatissima consorte:
De miei fidi bastan l’armi
Per ristoro alla mia morte.
Il nemico è assiso in trono,
Fa più miti i tuoi consigli:
Se non puoi dare un perdono,
Dona pace a’ nostri figli.

Recitativo-arioso
Misto d’ira e di pianto un suon confuso
Udissi in quell’istante; e ogni sua voce
Fu nel cor de suoi fidi una seatta.
Vinse al fin la vendetta e a un punto solo
Mille voci s’udir: non fia deluso
Di Germanico il fato. Indi i suoi duci
Presa la destra al capitan, che langue,
Giurar sul proprio sangue
Di vendicar l’offesa. Egli confuse
Rese l’ultime voci,
E in braccio della morte i lumi chiuse.


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Ultimo aggiornamento 10 febbraio 2025