Fra mille semplicetti augei canori, H. 292

Cantata per soprano e basso continuo

Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
  1. Recitativo: (la maggiore) - Fra mille semplicetti augei canori
  2. Aria: Andante (mi maggiore) - Poscia disee sospirando
  3. Recitativo: Indi con atto in un pietoso e forte, disserrando le porte
  4. Aria: A tempo giusto (fa diesis minore) - Crudo Ciel, sempre sarà l’alma mia fra le catene?
  5. Recitativo: Deh tu, benigno pargoletto arciero
  6. Aria: Adagio (la maggiore) - Con dolce modo sciogli quel nodo
  7. Recitativo: Comparve allor (Chi il crederia?) Cupido
  8. Aria: Allegro (la maggiore) - S’è volere del Cielo costante
  9. Recitativo: E in avvenir m’havrà, o Filomena, compagna
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: 14 agosto 1701
Testo

Fra mille semplicetti augei canori
per soprano e basso continuo

Recitativo - (la maggiore)
Fra mille semplicetti augei canori,
Che in frondosa prigion chiusi tenea
Dorisbe vezzosetta,
Con melodia più eletta
Filomena piangea;
Onde a la bella Ninfa
Si dolce e si gradito il canto giunse,
Che di tenero amor tutta la punse.

Aria - Andante (mi minore)
Poscia disse sospirando
Ancor’io gemo ad’ogn’ora.
Son prigione e non sò
Quando il mio cor ne sarà fuora.

Recitativo
Indi con atto in un pietoso, e forte
Disserrando le porte
Di quel Carcere insieme
Aspro, e gentile
Perche con piena libertà potesse
Spiegar ardito il volo
Il varco aperse a quel pennuto stuolo;
E rivolgendo i mesti lumi all’etra,
Mentre stavan sospesi
In aria i venti,
Sovra musica cetra
Articolò cosi li suoi tormenti.

Aria - A tempo giusto (fa# minore)
Crudo ciel sempre sarà
L’Alma mia fra le catene?
Frà gl’affanni, e frà le pene?
Senza haver mai libertà?

Recitativo
Deh, tu benigno pargoletto arciero
Renditi men severo.

Aria - Adagio (la maggiore)
Con dolce modo sciogli quel nodo
Onde il mio core avvinto more.

Recitativo
Comparve allor, chi il crederia?
Cupido, e con la mano
A saettare avvezza
A Cupido mostrò, che doppo havere
Il suo caro Usignolo
Fatto un piccolo volo
Dall’olmo al Frasso,
E dal Ulivo al Pino
Tornato era sul tetto
Di quell’antico suo cor diletto:
Intese allor Dorisbe il suo destino
E tenendo nel suol le luci affisse
Apri la vaga bocca,
E cosi disse.

Aria - Allegro (la maggiore)
S’è volere del cielo costante,
Che sempre sia amante
D’Eurillo, che adoro
D’verranno i tormenti ristoro
Non sarà più il mio laccio pesante.

Recitativo
Comparve allor, chi il crederia?
E in avvenir m’havrai, ò Filomena
Compagna nel piacer, e nel la pena.


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Ultimo aggiornamento 17 febbraio 2026