Flagellava nel cielo (Il Narciso), H. 287

Cantata per soprano e basso continuo

Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
  1. Recitativo: (mi minore) - Flagellava nel cielo della fera d’Alcide il tergo aurato
  2. Aria: (re minore) - Ruscelletto che fugace corri al mar
  3. Recitativo: Ombra che ombra non sei, ma sol degl’occhi miei
  4. Aria: (re minore) - Quell’imago ch’il cor mi ferì
  5. Aria: (si bemolle maggiore) - Luci più belle chi vidde mai?
  6. Recitativo: Lasso, ma che deliro? A chi narro i miei pianti?
  7. Aria: (sol minore) - Acque gelide che in questo loco
  8. Recitativo: Qui svenne l’infelice, e troncando gl’accenti
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta

Attribuzione incerta
Testo

Flagellava nel cielo
per soprano e basso continuo

Recitativo - (mi minore)
Flagellava nel cielo
De la fera d’Alcide il tergo aurato
Con saette di rai lo dio di Delo
Cadean in braccio all’erba
Languidi e tramortiti
Ansi da Sirio e di pallor dipinti
Con deliquio odoroso i fiori estinti.
Quando agl’orli d’un fonte
Nei cui vaghi zaffiri
Di sua bellezza affigurò l’imago
Con gemiti e sospiri
Queste note dolenti
Da volubili argenti al marzo assiso
Nel piant’immerso articulò Narciso:

Aria - (re minore)
Ruscelletto che fugace
Corri al mar con piè d’argento
E con fremito loquace
Compatisci il mio lamento
Ferma l’instabil corse
Né ti turban ch’intanto
Con lacrimoso eio
T’amareggi la sponda il pianto mio.

Recitativo
Ombra, ch’ombra non sei
Ma sol degl’occhi miei
Dimmi perché t’ascondi
Tra l’acqua e non rispondi
Dhe sorgi ombra cortese
Ricorri a questo seno
Volgimi un guardo almeno
Ah sventurato
Con finte larve il mio dolor lusingo
Rivagheggio t’abbraccio e nulla stringo.

Aria - (re minore)
Quell’imago ch’il cor mi ferì
Ogni speme dall’alma disgombra
Per mio danno si cangiano qui
Le speranze in deliri e un sole in ombra.

Aria - (si bemolle maggiore)
Luci più belle chi vidde mai
Vincon le stelle sì dolci rai
Venga chi veder vuole
Sotto l’ombre d’aquario ardere il sole.

Recitativo
Lasso, ma che deliro
A chi narro i miei pianti
Oh d’acceso destino
Oh di barbaro Amore
Stravaganze inudite
Idolo et idolatra
Del mio volto muto
E di sensi privo nin questa sponda
Estatico rimango me stesso adoro
E per me stesso piango.

Aria - (sol minore)
Acque gelide ch’in questo loco
Al mio pianto ogn’hor crescete
Del gorgo stiggio rampolli siete
Se da voi nasc’il mio foco
Maledice i vostri humpro
Un amante avvelenato
Se da voi corre assetato
Acque no ma beve ardori.

Recitativo
Qui svenne l’infelice
E troncanto gl’accenti al suo dolore
Per volere del fato
Su la sponda del rio cangiossi in fiore
Ma seguendo il costume delle memorie antiche
Ove deluso giacque
La sua forma vagheggia anche nell’acque.


I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente agli aventi diritto.


Ultimo aggiornamento 23 agosto 2025