Filli che del mio core (Lettera d'amore), H. 275
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
- Recitativo: Filli che del mio core sei la parte più cara
- Aria: (si bemolle maggiore) - Leggi, o cara, questo pianto
- Recitativo: Queste cifre del cor che l’occhio legge
- Aria: (do minore) - Tutto esangue per te langue
- Recitativo: Se nel ferino cor muove pietade
- Aria: Minuetto (si bemolle maggiore) - Quest’alma mia ch’è già spirante
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: maggio 1700
Attribuzione incerta, forse composizione di Francesco Mancini
Testo
Filli che del mio core
per soprano e basso continuo
Recitativo
Filli che del mio core
Se’ la parte più cara
Hor pria di morire
Questo foglio t’invio
E del mio gran dolor parte ti scrivo.
Aria - (si bemolle maggiore)
Leggi o cara questo pianto
Stille sono del dolor.
Sempre avara fin che infranto
Tu vedrai l’afflitto cor.
Recitativo
Queste cifre del cor che l’occhio legge
Non è inchiostro ma solo
Delle viscere mie il puro sangue
E sappi se venato
Per te mia vita moro
il tuo nome chiamando m’è ristoro.
Aria - (do minore)
Tutto esangue per te langue
questo cor ch’è tutto fé.
Già svenato questo fiato
Pur languendo chiama te.
Recitativo
Se nel ferino cor muove pietade
A tanto amor concedi
Queste rime dolenti
Non sian dal tuo furor dal foco spenti.
Aria - Minuetto (si bemolle maggiore)
Quest’alma mia
Ch’è già spirante
Ancora amante
Pur chiama te.
Per stella ria
Fu bel diamante
E fu costan[te]
Scoglio di fé.
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Ultimo aggiornamento 11 maggio 2025