Ecco ch'a voi ritorno, H. 243
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: Franesco Lemene
- Recitativo: Ecco ch'a voi ritorno, un tempo liete al core
- Aria: (fa minore) - Pur lusingando va le mie pene
- Recitativo: Quell'augellin che canta su la frondosa pianta
- Aria: Andante (mi minore) - Ditemi almen dov'è, canori augelli
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Attribuzione incerta
Testo
Ecco ch’a voi ritorna
per soprano e basso continuo
Recitativo
Ecco ch’a voi ritorna
Un tempo lieto al core or meste piagge.
Quivi fece soggiorno
La mia Clori gentile
Appunto in questi fiori
Solea sedere e risvegliar gl’amori
Qui giocò qui s’assise in quell’ombrose
Siepi talor s’ascose
Qui colse i gelsomini oh gentil fiore
Ch’esprimea del suo volto il bel candore
Ah che rivedervi o piagge io peno
Ahimè se veggio i fiori
E Clori mia non v’è.
Aria - (fa minore)
Pur lusingando
Va le mie pene
Del caro bene
La rimembranza.
Pur confortando
Va il mio destino
Quel gelsomino
Ch’ha di mia Clori
Vaga sembianza.
Recitativo
Quell’augellin che canta
Su la frondosa pianta
Mi rammenta che Clori un dì cantava
E ’l suo canto imitava.
Quest’aura respirò
Qui d’amor mi parlò
Nel vicino ruscello
Solea specchiar e quello
Quasi di sua beltà s’innamorava
Ma che mi giova ahi lasso
Girare intorno il passo
Al fonte al rivo all’augellin che canta
Ahi pensiero
Ahi tormento
Sento il cantare e Clori mia non sento.
Aria - Andante (mi minore)
Ditemi almen dov’è canori augelli
Ditemi voi che fa fonti e ruscelli
Ditemi tornerà dove s’asconde.
Ditemi voi ma che
Non ho chi mi consola
L’augelli canta e vola
Il fonte tace oh Dio
Mormora e passa il rio
Ma non risponde.
I testi riportati in questa pagina sono tratti, prevalentemente, da programmi di sala di concerti
e sono di proprietà delle Istituzioni o degli Editori riportati in calce alle note.
Ogni successiva diffusione può essere fatta solo previa autorizzazione da richiedere direttamente
agli aventi diritto.
Ultimo aggiornamento 8 ottobre 2024