E come, ohimè, poss'io, H. 222
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
- Recitativo: E come, oimè, poss’io mirar le tue bellezze?
- Aria: Adagio staccato (fa maggiore) - Da te lungi, o bella mia
- Recitativo: S’io mi rivolgo a le tue luci belle
- Aria: Largo (mi minore) - Posso dir ch’a te somigli
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: 11 febbraio 1714
Testo
E come, ohimè, poss'io
per soprano e basso continuo
Recitativo
E come ohimé poss’io
Mirar le tue bellezze e non amarti
Crudele idol mio.
Può ben l’alto dolore
Che mi consuma il core
E la tua ferita
Darmi la morte
Ma far non potrà mai
Ch’io non t’adori sempre e ch’io non t’ami
E te mia vita e mio tesor non chiami.
Aria - Adagio staccato (fa maggiore)
Da te lungi oh bella mia
Un tormento mi saria
Con la vita la libertà.
Mi par dolce il tuo rigore
Se ben crudo a tutte l’ore
Mille morti all’alma dà.
Recitativo
S’io mi rivolgo a le tue luci belle,
Al celeste sembiante,
A le soavi note
Ch’escon da labbri tuoi
Vegg’io che qui tra noi
Non v’è chi ti somigli o ti pareggi
E non vorrai ch’io t’ami? Ah se il mio core
Cingesse un duro sasso
Anch’ei s’ammollirebbe a tanto ardore.
Aria - Largo (mi minore)
Posso dir che a te somigli
L’odorosa primavera,
Posso dir che il gelsomino
E’ men vago sul mattino
E che innante
Al tuo fulgido sembiante
Rose e gigli
Son qual ombra della sera.
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Ultimo aggiornamento 25 luglio 2025