Due nemici tiranni, H. 216
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
- Recitativo: Due nemici tiranni, Amor, Fortuna, tormentano
- Aria: (mi minore) - Che farete, o miei pensieri?
- Recitativo: Dunque, due ciechi numi avran forze bastanti?
- Aria: (sol minore) - Più non sento la tua face
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: 1722
Testo
Due nemici tiranni, amor, fortuna
per soprano e basso continuo
Recitativo
Due nemici tiranni, amor, fortuna
Tormentano il mio core e miei pensieri.
L’una nel empio mar della speranza
M’invita a valicar l’onde tranquille
Ed allor che mi scorge
Lungi dal porto e senza guida o stelle
Profonda nel suo seno del mio core
E nocchiero e navicella.
L’altro con dolce inganno
Presenta agl’occhi miei beltà fastosa
Mi addita un crine d’oro,
Due pupillette nere e scintillanti
Ed allor ch’io m’appresso
Allo splendor di quelle luci ardenti
Mi pasce di sospiri e di tormenti.
Aria - (mi minore)
Che farete o miei pensieri
Che risolvi amante cor?
Che fuggirete,
Rispondete o sì o no.
La fortuna inganna e ride
Crudo amore alletta e uccide,
Risolvete,
Così vivere io non vuò.
Recitativo
Dunque due ciechi numi
Avran forze bastanti
Turbar all’intelletto
Il suo voler costante,
Si fugga il nume arciero,
Si detesti fortuna,
Sia mio del core il soglio,
Piacer, sensi malcauti io così voglio.
Aria - (sol minore)
Più non sento la tua face
Falso nume, empio tiranno
Bella pace dileguò
Da questo petto,
Il rispetto ed il timor.
Bella sorte ingannatrice
Più non voglio, più non chiedo,
Godo sol quel che possedo
Son felice
Perché più non brama il cor.
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Ultimo aggiornamento 28 dicembre 2024