Ah che pur troppo è vero, H. 16
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
- Recitativo: Ah che pur troppo è vero che il nume d’amor
- Aria: Andante (do maggiore) - Col partir vla bella Clori
- Recitativo: So che di me ti lagni, che in quel momento
- Aria: Adagio (si bemolle maggiore) - Care mura, a voi d’intorno
- Recitativo: Numi ingiusti e spietati, Amor tiranno
- Aria: (la minore) - Come langue il fior nel prato
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Testo
Ah che pur troppo è vero
per soprano e basso continuo
Recitativo
Ah che pur troppo è vero
Che del nume d’Amor son prigioniero
Finché dolci catene
Mi strinsero al mio bene
Vissi felice e non conobbi affanno
Or che destin crudele
M’involò l’idol mio
Provo che il cieco Dio è un dio tiranno.
Quando del tuo partir Clori adorata
Giunse l’ora fatale
Ahi con qual pena soffrisse il mio core
Clori pensalo tu tel dica Amore
Aria - Andante (do maggiore)
Col partir la bella Clori
Si partì dall’alma mia
Ogni gioia ogni piacer.
Ma che fido io non l’adori
Non farà la sorte ria
Se mi niega di goder
Recitativo
So, che di me ti lagni
Che in quel momento estremo
Negassi al tuo partir l’ultimo addio
Ma eccesso fu del mio dolente Amore;
Che non potea il core
Soffrir caro mio ben dolor sì rio.
Deh cara ti consola,
Che a pianger,e penar non sei tu sola.
In solitaria parte
Volgo sempre le piante afflitto, e solo,
E sol pensando a te tempro il mio duolo
All’adorate mura
Spesso rivolgo i lumi
Che le lagrime ai fiumi
Versano allor poiché vedove, e sole
Le miro del mio ben del mio ben sole
Aria - Adagio (si bemolle maggiore)
Care mura a voi d’intorno
So che in van raggiro il piè.
Se accogliete Clori un giorno
Accogliete or la mia fè.
Recitativo
Numi ingiusti, e spietati
Amor, Amor tiranno
Perché donasti a Clori
Tanta beltà tal senno e tanta fede,
E a me, già che voleste
Di si caro tesor rendermi Amante
Perché non concedeste
O virtude maggiore o maggior sorte
O togliendomi Clori almen la morte.
Aria - (la minore)
Come langue il fior nel prato
Dal bel maggio abbandonato
Così langue questo cor.
Ancor io di Clori privo
È un prodigio se son vivo
Che in sì dura lontananza
M’alimenta la speranza
Perché io viva al mio martir.
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Ultimo aggiornamento 12 agosto 2025