Da l’arco d’un bel ciglio, H. 156
Cantata per contralto e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
- Recitativo: Da l’arco d’un bel ciglio sagittario d’Amore
- Aria: (do minore) - Che tu m’habbia incatenato
- Recitativo: Sì, mia bella tiranna, qual’hor senza pietà
- Aria: (sol minore) - Vago amabile mio viso
Organico: contralto, basso continuo
Composizione: data sconosciuta
Attribuzione incerta
Testo
Da l’arco d’un bel ciglio
per contralto e basso continuo
Recitativo
Da l’arco d’un bel ciglio saggittario [!]
D’amore semplicetto
Garzon languia trafitto
Ne trovando pietade
Nell’adorata Irene
Delle sue acerbe pene
E del suo immenso ardore
Sospiroso e dolente
Un giorno in tali note
Si lagnò con l’arcier Nume inclemente.
Aria - (do minore)
Che tu m’habbia incatenato
Son contento o Dio d’amor
Cor vogli sbranarmi
E le piaghe rinovarmi
È l’estremo del rigor.
Recitativo
Si mia bella tiranna
Qual’hor senza pietà mi vibri il guardo
A quest’anima esangue
Miserabil trofeo di tua fierezza
Vibri una nuova piaga
Onde aspersa di sangue
Su i confin della vita
Da miei pallidi lumi
Sta per fuggir in maschera di pianto
Quando men fiera o bella
Le doglia che m’accora
Non raddolcisci ed in mercè non doni
Un tuo lampo amoroso a chi t’adora.
Aria - (sol minore)
Vago amabile mio viso
Lascia almen che per te senta
Il piacer del mio penar
Lascia o cara e ti rammenta
Che non può nel paradiso
la fierezza mai regnar.
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Ultimo aggiornamento 5 agosto 2024