Clori, allor ch'io ti vidi, H. 123
Cantata per soprano e basso continuo
Musica: Alessandro Scarlatti (1660 - 1725)
Testo: autore ignoto
- Recitativo: (mi minore) - Clori allor ch'io ti vidi
- Aria: A tempo giusto (si minore) - Quanto devi o bella Clori
- Recitativo: Già ti veggio risorta
- Aria: Andante (si minore) - Se la vuoi ne' mali tuoi
Organico: soprano, basso continuo
Composizione: 17 aprile 1702
Testo
In placida sembianza
per soprano e basso continuo
Recitativo
Clori allor ch’io ti vidi
Su le morbide piume
Tra languida e vezzosa
Dal temerario insulto
Dela tua febre ria cercar ristoro
Prima nel tuo bel volto i lumi affissi
Poi mi volsi a me stesso e cosi dissi.
Occhi, che mai vedeste?
Che bellezze son queste?
Se a la febre soggiace
Beltà mortal rassembra,
Ma il bel di quelle membra
Ha sembianza fatale
Partenope non è di Cipro è il Lido.
Aria - A tempo giusto (si minore)
Quanto devi o bella Clori
Al tenor de la tua stella.
Serbi sempre i tuoi splendori
Ed inferma ancor sei bella.
Recitativo
Già ti veggio risorta,
Ed’alla tua beltà
Ridir vorrei con sincero consiglio
I sensi miei a bastanza il trionfo
Riportasti del’Alme.
Lascia di far più prede,
Che dela tua possanza
Tanti lasci e ferite a noi fan fede.
Aria - Andante (si minore)
Se la vuoi ne mali tuoi
Habbi ancor d’altrui pietà.
E il tuo bel che a tutti piace
Di quel male a cui soggiace
È maggior il mal che fa.
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Ultimo aggiornamento 8 luglio 2025