La fiera di Venezia
Commedia per musica in tre atti
Testo del libretto
ATTO PRIMO
Scena prima
Piazza di Venezia con casotti di ricche
Marcanzie; ove sono i rispettivi Mercanti;
e distinguosi il Capellaio, l'Argentiere,
lo stracciajolo, il Perruchiere, la Venditora
di Gallone, la Fruttajola, e la Ciambellaja.
Cristallina con scattola di pizzi sulla Fiera.
Grifagno solo. Ostrogoto, Falsirena in bautta
passeggiando insieme. Belfusto seguitando
Falsirena di nascosto al Duca. Altre Maschere,
e compratori sulla fiera.
Coro di Mercanti
Chi compra? Chi spende?
Qui tutto si vende
A prezzo onestissimo
Qui tutto si da.
Cristallina
Bautte.
Gallonaia
Galloni.
Parrucchiere
Parruche.
Fruttaiola
Limoni.
Stracciaiolo
Tabarri.
Cappellaio
Capelli.
Ciambellaia
Pasticci, confetti.
Grifagno
Di quei Pasticcetti
Gran voglia mi fa.
Falsirena
Mio Duca . . . . oh! Ecco là,
Grifagno mio Padre.
Ostrogoto
E' sciocco, m'è noto.
Falsirena e Ostrogoto
Spassiamoci un poco.
Bramar Ostrogoto / Falsirena
Più grato, e bel gioco
Di quel che a te piace
Mia pace . . . non sà.
Belfusto
Che finta! Che ingrata!
Che trista sfacciata!
Di rabbia, e martire
Morire . . . . mi fà.
Ciambellaia
Son caldi,
Grifagno
O preziosi!
Ciambellaia
Son dolci.
Grifagno
Oh famosi!
Cristallina
Più bei Manichetti
La Fiandra non ha.
Fruttaiola
Aranci.
Stracciaiolo
Corpetti.
Argentier
Posate.
Gallonaia
Fiocchietti.
Coro
A prezzo onestissino
Qui tutto si dà.
Grifagno
Saziamo un pò la gola.
Ciambellaia
Chi mangia pasticcetti?
Falsirena
A un zecchin l'uno.
(va dal canto della ciambellaia, e ne imita la voce)
Grifagno
Oh senti prezzo onesto! Oggi digiuno.
Cappellaio
Chi compra un bel Capello?
Ostrogoto
Per due soldi.
(va dal canto del capellaio, e ne imita la voce)
Stracciaiolo
Ho abiti, e Tabarri.
Ostrogoto
A soldi due.
(come sopra)
Grifagno
Per quattro soldi un abito, e un tabarro!
Argentiere
Una spada d'argento.
Ostrogoto
A due soldi.
(come sopra)
Grifagno
Una spada
Per si poca moneta! Non son questi
Negozj da lasciar.
Gallonaia
Punti di spagna.
Falsirena
A due soldi.
(come sopra)
Parrucchiere
Perrucche.
Ostrogoto
A due soldi.
(come sopra)
Cristallina
Bautte.
Falsirena
Per due soldi.
(come sopra)
Grifagno
Oh stravaganza! Tutto val due soldi;
E i pasticcetti costano un zecchino!
Compriam quel che più torna. Ehi stracciaiolo
Portatemi quell'abito.
Stracciaiolo
La servo.
(lo veste)
Grifagno
Proviamolo. Argentier, quà quella spada .
Argentiere
Eccola.
(gliela mette accanto)
Grifagno
Perrucchiere, un peruccone.
Parrucchiere
E' pronto.
(glielo accomoda in testa)
Grifagno
Ehi da Cappelli, il meglio.
Cappellaio
E' questo.
(glielo porta)
Grifagno
Anche un Tabarro.
Stracciaiolo
E' lesto.
Grifagno
Ho inteso il prezzo già di tutto, e tutti
Ora vi pago. Un, due, due due, due, due.
(da due soldi per uno)
Argentiere
Che ci dà!
Grifagno
Vi dò quel che avete chiesto.
Parrucchiere
Due soldi per ciascun?
Cappellaio
Che siete matto?
Grifagno
Matto a me? Cospettaccio! . . .
Tutti
E' matto, è matto.
Grifagno
Malcreati! Canaglia!
Tutti
Indietro la mia robba.
(vogliono spogliarlo, e Grifagno si difende)
Ostrogoto
Fermatevi.
(s'avanza, avendo finora riso con Falsirena in disparte)
Tutti
Signor . . . .
Grifagno
Sappia . . . .
Ostrogoto
Lo so.
Hai ragione Grifagno; io pagherò.
Grifagno
Ho ragion. Lo so ancor io
E ringrazio sua Eccellenza,
Che col rendermi Giustizia
Sa reprimer l'insolenza,
Sà confonder la malizia
Di chi matto dirmi osò.
Ho ragion. Voi m'intendete,
Insolenti, Manigoldi.
Se più matto mi direte:
Colla spada da due soldi.
Il trattar v'insegnerò.
Il mio straccio . . . sotto al braccio
Ancor via portare io vò.
(prende da terra l'abito, che si sarà cavato, e parte)
Scena seconda
Ostrogoto, Falsirena, Cristallina,
e Belfusto.
Ostrogoto
Lasciate andar colui. Questa è una borsa:
Pagatevi.
(da una borsa ai mercanti)
Tutti
Obbligato a sua Eccellenza.
(tornano ai loro posti.)
Ostrogoto
Cara la mia Ragazza.
Non vuoi nulla per te?
Falsirena
Nulla mi piace.
Belfusto
(all'orecchio di Falsirena.)
Si: di fare la birba.
Falsirena
(piano a Belfusto.)
Taci, o và via.
Ostrogoto
(vedendo Belfusto.)
Chi è quella Figuraccia?
Falsirena
Belfusto mio Cugino.
Belfusto
E servo suo.
Ostrogoto
Gran faccia d'assassino!
Belfusto
Son Galantuomo.
Ostrogoto
Oibò.
Belfusto
Signor m'offende,
Senza ragion.
Ostrogoto
Birbante.
Belfusto
Ma . . . .
Ostrogoto
Vattene.
Belfusto
Eccellenza un Negoziante
Non si tratta così.
Falsirena
Va via seccante.
Ostrogoto
(a Falsirena in faccia a Cristallina.)
A questa faccendiera
Ordina quel che vuoi.
Cristallina
Da Cristallina
Ben servita sarà.
Falsirena
Mi porterai
Pizzi di Fiandra; ma si fini, e belli
Che mai stati vi sian simili a quelli.
Cristallina
Senz'altre chiacchere
Avrà tai merli
Che nel vederli
Ne Stupirà
Quando poi quelli
Su suoi capelli
Andrano in gloria
Per la città.
Parrà che altera
L'istessa Pallade
D'ornar sia stata
La sua beltà.
(parte.)
Scena terza
Belfusto in disparte, Ostrogoto, Falsirena, e Rasojo.
Rasojo
Siora Maschera ascolti una parola
(tira, il Duca in disparte, e gli dice all'orecchio)
E' giunta la Marchesa Calloandra.
Ostrogoto
(La Sposa? Ohimè!)
Rasojo
Le manda
Questo viglietto.
Ostrogoto
E sai
Dove alloggia?
Rasojo
Da me.
Ostrogoto
Da te! Che imbrogli !
Che Diavolo ho da far? Queste due Donne
Si scopriranno subito,
E ne nascerà certo un precipizio.
Rasojo
Al resto pensi lei col suo giudizio.
Per dovere, per rispetto
Venni pronto col biglietto:
Io son muto; son discreto;
Ma l'avviso con segreto
Della brutta novità.
Lei risolva, dia rimedio
Io farò quel che vorrà.
Ostrogoto
Senti . . . . va . . . .
Rasojo
Compatirà.
Or son troppo affaccendato:
Ho Foresti, Viandanti,
Vagabondi, bettolanti,
E Schiavoni, e Dalmatini,
Turchi, Greci e Pellegrini.
Quando è Fiera all'Osteria
Viene gente in quantità.
Ostrogoto
Si lo so . . . basta . . . dirai . . .
Rasojo
(Oh cospetto! V'è de' guai.)
Se la sbrogli a suo capriccio.
(Sarà questo un bel pasticcio,
Un bel caso in verità.)
(parte)
Scena quarta
Ostrogoto, Falsirena, e Belfusto.
Ostrogoto
"Da Vicenza son giunta. Al Bove nero"
(da se leggendo, e passeggiando inquieto.)
"V'aspetto impaziente."
Falsirena
(Parmi pensoso il Duca!)
Ostrogoto
(Che strano contrattempo!)
Falsirena
(Gran cosa c'è!)
Ostrogoto
(Meglio sarà ch'io mandi
Falsirena lontana, e cerchi intanto,
Di condur la Marchesa in altro alloggio.)
Falsirena
(al Duca.)
Che vi turba mio bene?
Ostrogoto
Un grande affare.
Mi separa da voi, ma presto amore
A voi mi renderà.
Belfusto?
Belfusto
Eccomi qui.
Ostrogoto
Prendi, una barca
(gli dà de' denari.)
Cerca Grifagno, e poi con tua Cugina
Conducilo a Castello. A desinare
Tutti raggiungerò.
Falsirena
(con tenerezza.)
Ma sarà vero?
Ostrogoto
E perchè no?
Falsirena
M'annoja
Senza di voi la vita.
Ostrogoto
Eh del mio cor tu sei la calamita.
Il pargoletto amabile
Figlio di Marte, e Venere
Ha già ridotto in cenere
Col foco de' tuoi lumi
Il povero mio cor.
Ah con quegli occhi neri
Mi struggi, e mi consumi,
E tutti i miei pensieri
Sono rivolti a te.
Non dubitar di me,
Che se da te lontano
La sorte mia mi chiede:
Per ritornarti al piede
L'ali mi presta Amor.
(parte.)
Scena quinta
Falsirena, e Belfusto.
Falsirena
A questo stravagante
Io non credo una sillaba. Chi sà!
Forse qualch'altra Femmina,
Forse un novello impegno
L'allontana da me. Quel suo disturbo,
Quel messo, quel biglietto
Con ragione mi mettono in sospetto.
(risoluta)
Non lo voglio ubbidir.
Belfusto
Degni pensieri
Del suo bel cor con chi di lei si fida.
(con ironia)
Falsirena
Oh! Eccoci alle solite
Seccanti gelosie . . . Lasciami . . . parti
(Voglio il Duca seguire ovunque vada.)
Belfusto
Eh finta!
Falsirena
E che sei matto? E non ti basta
Che per non palesarți al tuo rivale
Credere ho fatto che mi sei Cugino?
Belfusto
No; non mi basta. Io voglio
Essere amato solo.
Ma non vo' Cicisbei.
Falsirena
Non gli averò quando sarò tua Moglie.
Belfusto
E intanto?
Falsirena
Intanto lasciami
Respirare un tantino,
(Che se il Duca mi sposa
Mando al Diavol l'amante, ed il Cugino.)
Belfusto
Quanto sarebbe meglio,
Che tu fossi sincera
E col Duca, e con me!
Falsirena
Tu m'hai seccato.
Belfusto
Dunque . . .
Falsirena
Dunque và via.
Belfusto
Vado. Ma senti . . . almeno
Io dubito . . .
Falsirena
Via dinne
Un altra delle tue.
Belfusto
Temo che tu c'inganni tutti due.
Falsirena
Fai torto orribile
All'amor mio,
Ingrato! Oh Dio!
Fermati, guardami . . .
(con premura arrestando Belfusto, che vuol partire)
Sentimi, credimi,
Non dubirar.
(con affetto)
Non più sospetti,
Nè gelosia.
Finta non sono,
Via ti perdono;
Ma in questo instante
La mano mia
Sommesso amante
Vieni a baciar.
(con autorità)
Ah ci sei giunto!
Cosi mi piaci . . .
(scherzosa mentre Belfusto le bacia la mano)
Via non più baci . . .
Sol di allegrezza
Senz'amarezza
Fra noi, mio bene
S'ha da parlar.
(parte)
Scena sesta
Belfusto, solo.
Belfusto
Chi può di lei fidarsi? Io non conobbi,
Ne meno fra le Zingare
Più accorta Donna. Alla beltà del volto
Unisce mille incanti! Ella ricama
Canta, balla, dipinge, suona, e parla
Sei lingue, e più; ma poi si val di tutto
A danno degli amanti. Ora protesta
D'essere a me fedel. Tu che ne dici
Infelice cor mio? Ohimé tu gridi:
Chi può fidarsi di costei si fidi.
Oh Donne, Donne a dirvela
Tanti difetti avete,
Che a consumarvi un secolo
Non li potrei contar.
Talun vorrei scusarvene;
Ma quel di sempre fingere
Non è da sopportar.
Finger con chi vi biasima,
Pazienza, via, pazienza.
Ma fingere, e mentire
Con quelli, che vi adorano,
Si fidano, vi credono . . .
No, Donne mie carissime
Nol posso perdonar.
(parte)
Scena settima
Camera nella Locanda di Rasojo destinata a
Calloandra con tavolino, e specchio da un lato;
Cimbalo dall'altro; e sedie per tutto.
Calloandra, e poi Ostrogoto seza bautta.
Calloandra
Col Zeffiro, e col rio
Piango e sospiro anch'io
Sfogando le mie pene.
Piango nel mio dolore,
Piango per troppo amore
Sospiro il caro bene.
E il caro bene, oh Dio!
Col Zeffiro e col rio
A me crudel non vola!
Non cura le mie pene.
Oh Dio! Chi mi consola,
Se l'Idol mio non viene?
E il mio Sposo Ostrogoto
Non comparisce ancora!
Ostrogoto
Amata Sposa
Son quì. V'abbraccio. Appena
Intesi il vostro arrivo . . . .
Calloandra
Ah caro! Ah quanto
Lungi da voi, v'ho sospirato, e pianto!
Ostrogoto
Ma perché scender qui? Si deve a voi
Più degno Albergo.
Calloandra
Intesi,
Ch’ era il vostro, mio bene; e a preferenza
Qui mi fermai.
Ostrogoto
No: ne prevenni un altro
Più decente, e più comodo.
Venite.
Calloandra
Ma sto bene - scusatemi:
Quì con voi resterò. Mi piace il sito
In vista alla Laguna.
Ostrogoto
Lasciate rimirar l'acqua alla Luna,
Almen per compiacenza,
Soffrite ch'io v'induca
Il quartiere a cambiar.
Scena ottava
Cristallina con scatola di pizzi, e detti.
Cristallina
Serva Sior Duca.
Ostrogoto
(Ci mancava costei!)
Cristallina
Ecco i Merletti,
Ostrogoto
Posali.
(a Cristallina che cava i merli dalla scatola, e l'ubidisce)
Sopra quel tavolino. (Oh contratempo!)
Calloandra
Scuffie Mantiglie! E per chi son?
Ostrogoto
Per voi.
Calloandra
Per me! Mi meraviglio!
Di questi abbigliamenti
Io son provvista. Ora son giunta; e prima
Gli avete comandati. Ah non vorrei . . .
Ostrogoto
Voi sospettate a torto
D'un cor, che sola voi rispetta, ed ama.
Scena nona
Falsirena senza bautta, e detti.
Falsirena
M'inchino al Cavalier; serva alla Dama.
Ostrogoto
(Ora sì che sto ben!)
Falsirena
(Non m'ingannai
Scopersi la rival.)
Calloandra
E chi ci onora?
Ostrogoto
Marchesa io non conosco sta Signora.
(Capirà Falsirena)
Falsirena
Io sono una cantante
(Fingiam noi pur.) chiamata Alamirena:
Son molti mesi già senza Teatro
E far desio del mio orologio un lotto;
Lo raccommando a lor.
Calloandra
Dunque voi siete
Virtuosa di Musica?
Falsirena
A servirla.
Calloandra
Anch'io di canto, mi diletto assai,
Però vedete il cimbalo. Mio Padre
E' l'Impresario di Vicenza; e voi
Se or di farvi sentir non isdegnate,
A lui vi proporrò.
Ostrogoto
Ma chi volete
Che l'accompagni?
Calloandra
Io stessa.
Falsirena
Ubbidirei;
Ma meco non ho arie.
Calloandra
E' quì un duetto,
(accenna la musica, che è sopra il cimbalo)
Lo canteremo insieme.
Falsirena
All'improvviso?
Calloandra
Difficile non è s'avanzi il cimbalo,
Falsirena
Farò quel che potrò compatiranno:
Stò mal di voce: E ch'io non canto è un anno.
(Calloandra siede al cimbalo, e suona il ritornello.
Falsirena resta in piedi, e canta presso alla Marchesa.
Ostrogoto; e Cristallina l'ascoltano)
Calloandra
Aci ben mio, tu sai
Quanto il mio cor t'adora;
E puoi temere ancora
Da me l'infedeltà ?
Falsirena
Ah Galatea mia Diva
Lo sò, tu sei Fedele;
Ma il mio Destin crudele;
A te m'involerà.
Calloandra
Il fier Ciclope arriva!
Falsirena
Oh me infelice: oh Dio!
Calloandra e Falsirena
Che mai sarà ben mio,
Che mai di noi sarà?
Ostrogoto
Brava, brava; anzi brave.
Calloandra
Cantate molto ben; ma il Padre mio
Non fà opera seria.
Falsirena
Io recito anche il Buffo.
Eccole una scenetta:
Rapresento una Dama alla toeletta!
"Il Cavaliere mio non giunse ancora!
Che non curanza è questa?
Come ho male assettata oggi la testa.
Vo' mettermi una ſcuffia . . . E ancor non viene . . ."
(si mette la cuffia)
"Oh meglio assai . . . Ma il vezzo non và bene."
(prima si specchia, poi si mette il vezzo)
"Legherò pur quest'altro . . . E' mezzo giorno
Nè comparisce il perfido! A chi sà . . ."
(con ironia verso il Duca mettendosi i manichetti.)
"Forse d'altra beltà . . .
Forse d'un altro affetto . . . I manichetti
Ohimè! Son troppo stretti,
Mi stroppiano le braccia.
Quanto convien soffrir per parer belle
A questi uomini ingrati!
Proviamola Mantiglia . . . oh Dio! . . . m'affoga!"
(si mette la mantiglia)
"Aria, Aria . . . Gran caldo
Gran Fumi, gran vertigini! Un pò d'acqua,
Un spirito; un profumo; un elisire . . .
Il signor Cavalier non vuol venire."
Rabbia, bile, affanno, e stizza
E dispetto, e gelosia
Il mio core, e l'alma mia
Incominciano a stracciar.
Voglio andar per ogni via
Quell'ingrato a ricercar
Son tradita, disprezzata,
Furibonda, e disperata,
Non mi posso più frenar.
(parte)
Calloandra
Brava. Assai spiritosa!
Bella grazia, bel brio, bel portamanto.
Cristallina
Certo: bel portar via l'assortimento.
OOstrogoto
Eh tieni, pago io, glielo regalo.
(gli dà denari)
Calloandra
(Quello spirito suo poco mi piace:
Godo che sia partita)
Falsirena
Gli è piaciuta la scena?
(ritorna al Duca)
Ostrogoto
Assai pulita.
(E' ritornata presto)
Pensiamo al Lotto; l'orologio è questo?
(guardando l'oriolo al fianco di Falsirena)
Falsirena
Si Signor.
Ostrogoto
Quanto vale?
Falsirena
Val sessanta zecchini.
Ostrogoto
Sassanta bigliettini io presto spaccio,
Ehi Rasojo.
Scena decima
Rasojo, e detti.
Rasojo
Eccellenza?
Oh Cristallina! Addio.
(vedendo Cristallina corre ad essa, e si danno la mano)
Cristallina
Tu sei garbato.
Ostrogoto
Qui per fare all'amor non t'ho chiamato.
Rasojo
M'onori.
Ostrogoto
Fa venir quanti in locanda
Hai ospiti, che vogliano
Mettere a un lotto, a spese mie.
Rasojo
Gli onesti
Non vorranno venir.
Ostrogoto
Chiama le serve,
I servi, i cuochi, e i sguatteri.
Rasojo
Ho capito,
Ehi, ehi, dalla locanda. Ehi sior Grifagno
Venite quà.
(ad alta voce verso la scena e parte)
Scena undicesima
Falsirena, Ostrogoto, Calloandra, Cristallina, e Grifagno.
Calloandra
Chi è questo?
Falsirena
E' il Padre mio.
Grifagno
Oh Falsiren . . .
Falsirena
(Eh!)
(gli fa cenno cbe taccia)
Ostrogoto
(Maledetto)
Calloandra
Come?
Falsirena
Ha sbagliato il mio nome.
Grifagno
E non ti chiami Falsire . . .
Falsirena
Mi chiamo
Alamirena.
Grifagno
Orsu: quando ti frutta;
Fatti chiamare ancor Cisolfautta.
Calloandra
(Oh che buon Genitore!)
Scena dodicesima
Belfusto, Rasojo, Cecchino, servi, serve, cuochi-cuoche, e detti.
Belfusto
Servo signori miei. Vengo invitato
Con questa compagnia.
Rasojo
Son pochi ancor?
Ostrogoto
No; bastano.
(a Rasojo, che parte)
Belfusto
Oh saluto
La fiera Fal . . .
(con ironia a Falsirena)
Falsirena
Che tu diventi muto.
(gli chiude la bocca)
Belfusto
Grazie infinite.
Falsirena
E questo è il mio cugino.
(a Calloandra)
Grifagno
Come Cugin?
Falsirena
(a Grifagno con voce alta)
Cugino, si Cugino
Gran novità!
Grifagno
Ma tu vuoi farmi matto!
Ostrogoto
(piano a Grifagno)
T'ho sempre conosciuto un mentecatto.
Calloandra
(Qual pasticcio è mai questo?) Amato Duca
Sbrigate questa gente.
Rasojo
Ecco i biglietti,
Fatti per trar de' lotti.
(porta due urne e da scrivere)
Ostrogoto
Oh buon, facciam la lista.
Rasojo
Io scrivo.
(si pone a tavolino)
Ostrogoto
Io detto
Belfusto
Io mescolo.
(prende l'urna delle polizze)
Grifagno
E quest'altra
Mescolerò poi io,
(prende l'urna vota, nella quale vengono posti i numeri)
(Se posso tanto l'orologio è mio)
Ostrogoto
Venti numeri alla Dama,
Venti poi la Virtuosa.
Falsirena e Calloandra
Gli fo i miei ringraziamenti.
Rasojo
Scriverò dall' uno al venti
La Marchesa Calloandra.
Ostrogoto
Calloandra nò: Penelope.
Calloandra
Che vuol dir.
(piano al Duca)
Ostrogoto
Donna fedel.
(piano a Calloandra)
Calloandra
Fedeltà da me si vanta.
Rasojo
Dal ventun fino al quaranta?
Ostrogoto
Scrivi: Circe.
Rasojo
Circe?
Falsirena
Come!
Ostrogoto
Si.
Falsirena
(piano al Duca)
Cos'è?
Ostrogoto
(piano a Falsirena)
Di Maga è un nome,
Bella, e scaltra come te.
Falsirena
(piano al Duca)
Mi fa scaltra l'amor mio.
E la mia sincera fè.
Rasojo
Circe, Circe.
Ostrogoto
(a Rasojo)
Al quarantuno
Scriverete un Epulone,
Questo è il Padre.
Grifagno
Obbligatissimo.
Da pur qua ch'io questo numero
Vo’ mischiar.
(a Rasojo, che vuol mettere il numero nell'urna,
ed ei se lo nasconde in mano.)
Rasojo
(al Duca)
Quarantadue?
Ostrogoto
Scrivi un bue.
(gli batte sulle spalle)
Rasojo
Come?
Ostrogoto
Un bue:
Non capisci?
Rasojo
Ah sì: per me.
Ostrogoto
Scrivi ancora Trufaldina.
Cristallina
Sarò io.
Ostrogoto
Brava indovina.
Un Birbante.
Belfusto
Grazie tante.
Ostrogoto
Ti conosci, eh?
Belfusto
Si Padrone.
Tutti
Sempre splende l'ambizione
Ne' caratteri d'onor.
Ostrogoto
Scrivi or tutta questa gente.
Rasojo
Lo farò più facilmente,
Ecco sedici biglietti
Li spartiscan fra di loro.
Ostrogoto
Bravo.
Tutti
Grazie del favor.
Calloandra
Or per trarre i bigliettini
Ci vorrebbe un innocente.
Grifagno
Son qua io.
Ostrogoto
Matto.
Rasojo
E' qui Checco
Il Figliol del Mastro Cuoco.
Ostrogoto
Vien qua Checco, e cava fuori
Un biglietto qui, e un qui.
Grifagno
Eh l'insegno adesso io:
Vien qua Checco (questo è tuo:
(gli dà una moneta)
Quando senti gridar; Grazia:
Devi prender quel biglietto,
Che avrò sotto a questo dito)
Hai capito?
Checco
Signor si.
Belfusto e Grifagno
Cominciamo, mescoliamo,
Rivoltiamo ben così.
Ostrogoto
Cava.
(Checco cava un biglietto, e lo da a Falsirena)
Falsirena
Quà Bianca.
Calloandra
Quatordici.
Cristallina
Ci son'io.
Rasojo
No: la Penelope.
Ostrogoto
Ad un altro.
Falsirena
Bianca.
Calloandra
Nove.
Rasojo
La sudetta.
Criastallina e Rasojo
Or si vedrà.
Falsirena
Bianca.
Calloandra
Trenta.
Rasojo
Circe.
Falsirena
Bianca.
Calloandra
Ventun.
Rasojo
Circe.
Cristallina e Rasojo
Io giocherei,
Che costei . . . poi vincerà.
Falsirena
Bianca.
Calloandra
Sette.
Falsirena
Oh! Questa è grazia!
Tutti
Grazia! Grazia! Evviva, Evviva,
Oh che gusto s'io gadagno!
Calloandra
Zitti, al punto.
Quarantuno.
Rasojo
Epulone. V'è Grifagno.
Grifagno
Grazia! Grazia! Evviva, Evviva!
L'Orologio ho guadagnato.
Tutti
Quel Vecchiaccio sciagurato,
Ci scommetto, l'ha truffato.
Grifagno
Come a dir? Mi maraviglio.
Falsirena, Calloandra e Cristallina
Via non fate qui scompiglio.
Grifagno
Vien la grazia a me di giusto:
Mi appartiene in realtà.
Tutti
Non é ver.
Grifagno
Poter del Mondo!
Belfusto e Grifagno
Chi è Grifagno già si sa.
Calloandra e Cristallina
E' un uccello di rapina.
Che, ghermito il premio avrà.
Ostrogoto e Rasojo
Quest'uccel sera, e mattina
Và beccando qua, e la.
Grifagno
Non è ver.
Falsirena
Or li confondo.
Che mio Padre è galantuomo
Lo san tutte le persone;
Mero caso, e non ragione
Nelle riffe il premio dà.
Tutti
Brava, Figlia! L'ha difeso
Come il fior de' buoni Padri.
Oh che Ladri
Che si dà!
Grifagno
Cospettacio . . . . Se non fosse . . .
Maledetti, m'invidiate;
Ma schiattate,
Eccolo qua.
(mostra l'orologio)
Falsirena, Ostrogoto, Calloandra, Belfusto, Rasojo e Cristallina
Oggi amore, e la Fortuna
Mostrar vonno i lor capricci.
Oh che impicci.
Vi sarà.
(partono tutti)
Fine dell'Atto Primo.
ATTO SECONDO
Scena prima
Veduta del Ponte di Rialto.
Grifagno, Falsirena, Belfusto, Cristallina, e Rasojo.
Poi due facchini con un cesto grande retto
dalle loro spalle per mezzo di un palo.
Grifagno, Falsirena, Belfusto, Cristallina e Rasojo
Chi và di qua,
Chi và di là,
Chi monta su,
Chi scende giù,
Varia così
Fortuna qui,
Ch'oggi è per me
Doman per te;
Fin'or però
A me toccò
Solo pericoli,
Solo disgrazie
A superar.
Grifagno
(a Falsirena)
Per non passar traghetto,
Qui si cammina un miglio. Alfin noi siamo
In Merceria risolvi.
Falsirena
Ho risoluto.
Vo’ mascherarmi, e ritornar dal Duca.
Belfusto
Se ritorni dal Duca
Ti ci vengo a strozzare.
Falsirena
Vo' far quel che mi pare.
Cristallina
(a Falsirena)
Questi facchini han gl'abiti,
Che ordinati ella m'ha per travestirsi.
Falsirena
Falli portare in casa tua, ch'io vengo.
(a Cristallina, e parte)
Scena seconda
Grifagno, Belfusto, Cristallina, e poi Rasojo.
Belfusto
Non voglio: non andrai.
(vuol trattener, Falsirena e Grifagno trattiene lui)
Grifagno
Lascia che vada:
Belfusto sulla strada
Non m'inquietar. Noi siamo amici vecchi;
Ma tu spada, e ricami ancor non hai;
E la mia Figlia rispettar dovrai.
Belfusto
Deh resta Cristallina . . . .
Grifagno
Va Cristallina . . . .
Rasojo
E' brava Cristallina
Per far con questo, e quel la Civettina!
Cristallina
Ora una faccendiera
Favellar non potrà con chi bisogna!
Fatemi anche il geloso, e finiremo
Caro Signor Rasojo;
Perche a fare all'Amor con voi m'annoio.
Non contento di seccarmi,
E di starmi
Ognor fra' piè;
Il Padrone ancor vuol farmi:
Vuol gridar senza perchè.
Io non sono come tante,
Non mi lascio strapazzar.
Se indiscerto è poi l'amante,
Gli dò il bando;
E già lo mando
Con un altra a delirar.
(parte)
Scena terza
Grifagno, Belfusto, e Rasojo.
Belfusto
(a Cristallina)
Senti . . .
Rasojo
Lasciate andar quella ragazza.
Grifagno
Io vo' parlarle.
Belfusto
Anch'io.
Grifagno
Tu non le parlerai.
Belfusto
Vediamo.
(in atto di seguir Cristallina)
Grifagno
Indietro.
Rasojo
Indietro.
(lo impediscono)
Grifagno
Andar vogl'io . . .
Rasojo
Fermati.
Belfusto
Or ora
Vi mando tutti quanti alla malora.
Grifagno
Oh se mi scappa . . .
Belfusto
Oh se mi salta . . .
Rasojo
Se non avrete
Voi più giudizio:
A tre
Un precipizio
Qui vi farò.
Non mi spaventano
Quei brutti grugni,
E a calci, e pugni
Lo proverò.
(partono minacciandosi)
Scena quarta
Camera nella locanda destinata alla Marchesa.
Ostrogoto, poi Calloandra.
Ostrogoto
Mi lasciò, ma senza pace
La Tiranna del cor mio:
Ah scordarmi non poss'io
Chị mi seppe innamorar.
Tengo ancor la Dama in petto,
E il rispetto . . . . a lei dovuto;
Ma il mio core è combattuto.
E lo sento palpitar.
Calloandra
Siam pur soli una volta,
Che strepito! Che gente!
Che inciviltà! Dite che Donna è quella
Con quel bel Signor Padre
Con quel caro cugino . . . Eh vergognatevi,
Ostrogoto
E' giusto: condannatemi, sfogatevi.
(Eh si vinca una volta
La debolezza mia). Sposa diletta
Qui nessun di coloro
Senza far altro esame
Non tornerà mai più.
Scena quinta
Falsirena travestita da mercantessa Francese
con cesta d'ampolle, e detti.
Falsirena
Bon jour Madame,
Bon jour Monsieur.
Calloandra
Chi ricercate Voi?
Ostrogoto
Cosa volete?
Falsirena
Savonettes de France
Pommade pour le teint,
Mouches, pastille, Essance
De bergamotte, et de jasmin.
Ostrogoto
Costei parla Francese.
Calloandra
Io ben l'intendo.
Ostrogoto
Un poco anch'io.
Calloandra
(a Falsirena)
Ma voi.
Non parlate Italiano?
Falsirena
Oh point de tout Madame.
Ostrogoto
E in Venezia che fate?
Falsirena
J'y vens mon bon Signeur
Ce qu'à l'instant je viens de dire:
Mais ce rouge sour tout merite qu'on l'admire!
C'est la nature même, il fait illusion.
Madame, faites en votre provision.
Calloandra
(Che ardita) Andate, andate
Io non adopro impiastri, nè belletti.
Falsirena
Mais vous achetterez quelche chose peut être.
Calloandra
(Oh che importuna)
Ostrogoto
Via, quanto vuoi di tutta
Questa tua Mercanzia?
Falsirena
Dix Ducats.
Ostrogoto
Prendi, contali, e va via.
(gli da denaro.)
Falsirena
(Vorrei scoprirmi, e parlar seco)
Calloandra
Ehi là?
Falsirena
Mais tout ce ci, Monsieur, ou faut il le remettre?
Calloandra
Non v'è nessun! Via tutto
Da me riponerò.
(prende la cesta, e parte)
Falsirena
Guarda Ostrogoto,
Riconosci la tua fedele amante
Falsirena tradita. E' questo ingrato
Di Castello il Convito?
Son queste, o menzogner, l'ali d'Amore
Che ti rendono a me? Vieni ritorna
A mantenere i giuramenti tuoi:
A rendermi il tuo core, e la tua mano.
Ostrogoto
Oh Dio! . . . . Perdona . . .
Falsirena
Infido!
Non lo sperar. Ti sarò sempre intorno
Sin che il tuo cor non manterrà la fede
Giurata per mercede
All'antico amor mio; non avrai più
Nè pace, ne riposo. Entendez vous?
(Calloandra torna)
La Marquise revient, il faut changer de ton.
Je veux vous regaler, Monsieur, d'une chanson.
L'Amour est un Dieux cauteleux,
Quand il se masque c'est pour cause,
Et sous une metamorphose
Souvent il ne paroît que mieux
Pour lui c'est une bagatelle
De tromper les yeux des jaloux,
Mais c'est le plus sûr de ses coups
De tromper ceux d'une Femelle.
(parte)
Scena sesta
Ostrogoto, Calloandra, poi Belfusto trasportato dalla collera.
Calloandra
Che insipida canzone! Io non capisco
Niente altro, che costei
E' una Francese molto impertinente.
Ostrogoto
(Eh capisco ben'io.)
Belfusto
(Dov'è l'infida?)
(guarda intorno sensa salutare alcuno)
(Si: qui la vo' strozzar, ma non la veggo!
Fuggi s'ascose, o cieco son di rabbia)
Calloandra
Temerario, che cerchi?
Belfusto
Ohimè!
(si cava il cappello, e pensa)
Ostrogoto
Birbante
Screanzato, che vuoi?
Belfusto
Perduta stamattina ho una medaglia,
E disperato son, se non la trovo.
(finge cercar per terra)
Ostrogoto
Era d'oro?
Belfusto
No: falsa.
Ostrogoto
Antica?
Belfusto
Oibò: moderna,
E d'una trista lega.
Ostrogoto
Via non la curar più: se questo è vero
Prendi questa, che è d'oro.
(gli dà una moneta)
Belfusto
Io la ringrazio.
Ostrogoto
Sò, che sai negoziar: ma quanto in Fiera
Rubbato avrai quest'anno?
Belfusto
Ancora i conti,
Signor non feci.
Calloandra
(Oh che discorsi stolti)
Ostrogoto
E questa Fiera in che consiste?
Belfusto
Ascolti.
In primis: quà si spacciano
Gemme preziose e rare
Ma costano un pò care
E spesso gran discapito
Il Comprator vi få.
Le Donne poi qui vendono
De' portentosi specchi,
Che fan vedere agl'uomini
Il nero per il bianco.
Vi si contrattan'anco
Con paroline tenere
Trine, vezzetti, e gioje,
Cristalli, armi, e coralli,
Stoffe, zendali, e maschere,
E merci d'ogni genere,
Che fabbricansi quà.
Dal Lido poi d'America,
Dal Lido d'Asia, ed Affrico,
Di Russia, e d'Alemagna,
Di Napoli, e di Spagna,
Di Francia, e d'Inghilterra,
Di Persia, e di Turchia
Vien tanta Mercanzia,
Che di Venezia il traffico
Al non plus ultra è già.
(parte)
Scena settima
Ostrogoto, Calloandra, e Rasojo.
Rasojo
E' quì giunta, Signori, una Tedesca
Baronessa, che vuol quartiere ad anno:
Io lor chiedo licenza
Di fargliela veder.
Ostrogoto
Ti si dispensa.
Rasojo
Obbligato; ma sappia . . .
(piano al Duca)
Calloandra
Via, non fare aspettar la Baronessa.
Rasojo
Subito l'introduco. (Eppur vorrei
Ostrogoto avvertir, che travestita
(in atto di partire poi si ferma.)
Questa Tedesca e Falsirena)
Calloandra
E stai
Li ſermo?
Rasojo
Eh vò. (Questa sposina è furba)
(come sopra)
Signor!
(va di nascosto all'orecchio del Duca)
Calloandra
Non vai?
Rasojo
Si: vado. (Ah mi disturba.)
(in atto di partire, poi torna e all'orecchio del Duca)
La Baronessa
Che qui s'appressa
M'ascolti . . . è Fa . . .
Calloandra
E?
Rasojo
E' faticata
Dal viaggio.
Calloandra
Via falla entrar.
Rasojo
La servo subito.
(Possa crepar.)
Senta Sior Duca . . .
(in atto di partire, poi torna come sopra)
Questa Tedesca
E' Fa . . .
Calloandra
Che dici?
Rasojo
E fa la sol fa mi
La sol fa mi re do.
Calloandra
Come! Solfeggi!
Così, le Dame,
Sai rispettar?
Rasojo
Perdoni: a dirla
Sono stordito;
Corro Illustrissima
Corro a servirla.
(Maledetissima
Possa crepar!
Una parola
Segreta, e sola
Non fù possibile
Di pronunziar.)
(parte)
Scena ottava
Ostrogoto, e Calloandra; poi Falsirena travestita da Baronessa Tedesca.
Calloandra
Che pretende colui?
Ostrogoto
Per dire il vero
Parmi ubbriaco. (Io non intesi un zero)
Calloandra
Ecco la Baronessa.
Falsirena
Was verfluchte benkermäsige Lehrmagen
Sind doch die Gondeln: Mir ists:
Als säs ich noch darinn: mir scheints,
Als gieng das Haus mit mir uni und um.
Ich fürchte beständig zu fallen.
Ich kann nicht grade stehen . . .
Ha! Ihre Dienerinn meine Herren!
Ostrogoto
Che dice?
Calloandra
Ci saluta.
Ostrogoto
Umilissimo.
Calloandra
M'inchino.
Falsirena
Sind dies die Zimmer, die zu verlehnen?
Calloandra
Si, si.
Ostrogoto
Star queste.
Falsirena
Pfui!
Sie sind ganz sinster . . Ah! der Tag verschwindt
Vor meinen Augen . . . Mir wird übel.
Ostrogoto
Che c'è?
Falsirena
Mein Kopf! . . . Aumeh!
Ostrogoto
Che? Le vien male?
Diamoci da seder.
(gli dà una sedia)
Falsirena
Ja mein Herr!
Ich zittre vom Kopf bis zu den Füsen
(siede)
Wie schlägt mir das Herz!
Mir ist beis . . . mich friert . . Hilse! ich sterbe.
Calloandra
Vuol dell'erbe?
Ostrogoto
Costei vien di Germania
A morir qui di smania.
Falsirena
Ah!
(sviene)
Calloandra
S'è svenuta.
Ostrogoto
Soccorrerla convien.
Calloandra
Rasojo?
Ostrogoto
Ehi!
Calloandra
Donne?
Ostrogoto
Cameriere?
Ehi Signora?
(a Falsirena)
Calloandra
Oh quelli spiriti,
Che or, or compraste, adesso
Opportuni saran; volo a pigliarli.
(parte)
Ostrogoto
Oggi capitan quì tutti li Diavoli,
Con tutte l'Avversiere.
Falsirena
Ah t'ho pur colto
Anima senza fede!
(s'alza, affera il Duca per il collo, e lo minaccia con uno stile)
Falsirena son’io: tutto ho saputo:
E' Calloandra un altra sposa tua;
Voglio ammazzarti.
Ostrogoto
Un stile!
Falsirena
A me un tal torto!
Ostrogoto
Eh!
Falsirena
Se gridi, sei morto.
Ostrogoto
Eh . . .
Falsirena
Ma . . .
(minacciandolo)
Ostrogoto
Non parlo.
Falsirena
Giura da Cavalier di venir meco.
Ostrogoto
Eh . . . si . . lo giuro. E vuoi?
Falsirena
Passar teco al Festin tutta la notte,
E domani sposarti, e partir teco.
Ostrogoto
(Gran Diavola!) Verrò.
Falsirena
Vien Calloandra;
Guardati di mancarmi, o di scoprirmi.
(nasconde lo stile, e torna a sedere da svenuta)
Ostrogoto
Son Cavalier.
Calloandra
Proviamo
Se questa sanspareille
Rinvenir la farà.
Ostrogoto
Credo di sì.
Calloandra
Coraggio.
Falsirena
Wie ist mirs? bin ich noch am Leben?
Calloandra
Chi può capirla?
Ostrogoto
Orsů. D'accompagnarla
Penso ſin giù; mel permettete?
Calloandra
Andate.
Ostrogoto
Venir con me, venir.
(a Falsirena reggendola)
Falsirena
Ja meine Herr? Aber nur ganz sachte.
Alles thut mir weh. Das Blut wallt
Mir in den Adern und steigt mir alls in Kopf.
So wie bey den deutschen Tänzen
Bey uns öfters pflegt zu gehn,
Wo in zirkelrunden Gränzen
Jünglinge die Mädchen drehn:
So gehn Wände, Bett und Stüble
Alles mit mir um und um;
Das ich nichts mehr seh, noch sühle . . .
Ach zur Hilf . . . Ich bin ganz dumm.
(abbracchia il duca, e lo fa girare intorno.)
Ostrogoto
Cos'è? Fermatevi!
Ohe! Mi precipito!
Quando strascinano
Qualcuno all'Erebo
Certo che i Diavoli
Giran così
Calloandra
Signora Svizzera
Siamo in Italia,
Torni in Germania,
A far la stolida
Che qui si legano
Ancor le Femmine
Se a lor il cerebro
Gira cosi.
Falsirena
Ich zittre: ich hebe.
Ah! Eine neue Ohnmacht!
Calloandra
Ora gli tornano
Tutti gli spasimi.
Ostrogoto
La guido in gondola,
E torno subito.
Falsirena, Calloandra e Ostrogoto
(Che giorno torbido
E' questo qui.)
(parte il Duca, e Falsirena da un lato, e Calloandra dall'altro.)
Scena nona
Appartamento di Falsirena.
Grifagno, e poi Cristallina.
Grifagno
Quando una cosa se la mette in testa
Falsirena la spunta. Oggi al Festino
Andrà col Duca, ed io
La voglio accompagnar: Vedrò fra tanto
Di piluccar denaro, che se alfine
Io non divengo Suocero del Duca
Buono sarà. Non temo
Molto della Marchesa; ma sospetto
Che della Figlia mia possa Belfusto
Svogler la volontà.
Cristallina
Signor Grifagno.
Grifagno
Che c'è?
Cristallina
Cinque vestiti ho dati a vostra figlia,
E m'ha detto che voi mi pagherete.
Grifagno
E quanto v'ho da dare?
(E' molto duro sto dover pagare.)
Cristallina
Tre lire del tabarro,
Quattro della bautta,
Cinque del vestimento alla Francese,
Sei di quel da Tedesca . . .
Grifagno
E sette anni di guai, che il Ciel t’accresca.
Cristallina
Perché?
Grifagno
Sempre un di più?
Cristallina
Sicuro,
Che n’ho d'aver poi sette
D'un altro, che m'ha detto
Di tenergli allestito.
Grifagno
Oh maledetto!
Che conto indiavolato!
Che prezzo esorbitante!
Critallina
E discretissimo:
Fà venticinque lire.
Grifagno
Io voglio defalcar due terzi almeno
E chiaro il conto a modo mio far voglio.
Ecco lapis, e foglio.
(Or con bella maniera io me la sbroglio.)
Sette, e un otto, e cinque dodici:
Ah si; tredici. Ho sbagliato:
Voi però siete bellina,
Siate meco ancor bonina;
Alta fronte, e capel biondo,
Viso tondo,
E vita fina:
Ah mia cara Cristallina
Siete proprio da dipingere:
Giacchè il Lapis ho qui pronto:
Io vi voglio ritrattar.
Si: faremo ancora il conto.
Facciam l'occhio più giocondo;
Và la bocca assai più stretta;
Non abbiate tanta fretta.
Presto il conto sarà fatto;
Vo' finir prima il ritratto:
Via, voltatevi di qui:
No: voltatevi di là.
Buon: restate un pò cosi.
(parte)
Scena decima
Cristallina, poi Calloandra.
Cristallina
Oh bella in verità;
Voltatevi di qui
Voltatevi di là;
E intento non mi paga, e se ne và.
Calloandra
Mi stancai d'aspettar: vengo a cercarlo
Io stessa . . . Hai visto il Duca?
Cristallina
(Ora mi vendico)
Calloandra
Accompagnò da basso
Una certa Tedesca Baronessa,
E più non torno sù.
Cristallina
Che Baronessa!
Quella, Signora mia, è una barona,
Che seco l'ha condotto,
Al Festin del Ridotto.
Calloandra
Come! Se non potea moversi appena?
Cristallina
Quella, se vuol saperlo, è Falsirena.
Calloandra
Chi? Parla: Di?
Cristallina
La figlia
Di quel raggiratore,
Che alloggia in questa casa. Quella appunto
Che il vostro sposo adora. Ella si finse
Mercantessa Francese
Si vestì da Tedesca,
E fece traballare il vostro Duca.
Calloandra
Oh me infelice; Ecco avverati or tutti
I dubbi miei, i miei sospetti. Amore
Furore, gelosia, tutti mi sento
Rabbiosi in seno . . . in quel Festino io voglio
Il perfido seguir . . . Venga Rasojo
Meco lo condurrò: da mascherarmi
Cercami tu.
Cristallina
Provvista
Ho Falsirena, e tengo
Un simil bautta,
Un Tabarro compagno. Ora la servo.
(parte)
Calloandra
Il mio destin protervo
Troppo in pace sopporto, e doppio sdegno
Merita il mio rossore.
Ah non s'abbia pietà d'un traditore.
Troppo l'offesa è grande,
Ma chiede onor vendetta:
La gelosia m'affretta:
Mi stimola il furor.
Vaghe di vendicarmi
L'idee più memorande,
Corrono a provocarmi
Contro del Traditor.
(parte)
Scena undicesima
Vicoli, o Caleseļle attraversate da stretti Canali;
e piccoli ponti, per i quali si passa al Festino, ed al
Ridotto: lampioni, che servono di scorta alle Maschere.
Ostrogoto, e Falsirena in bautta, poi Belfusto in disparte
mascherato trivialmente colla maschera al viso.
Falsirena
E si viene al Feſtin cosi patetico?
Ostrogoto
Dirò . . .
Falsirena
Gli sta sul core
Quella bella Damina?
Ostrogoto
Eh non è amore,
Che a lei pensar mi fa; parmi mancare
Ad dovere, e al rispetto
Nel lasciarla cosi.
Falsirena
Questo è l'affetto,
Ch'Ella ha dunque per me? Pazza son'io
Ad arrischiar la vita
Ognor per un ingrato. Sconoscente!
Va: torna pure alla Marchesa tua!
Ma ti farò pentire
Di avermi abbandonata.
Belfusto
(Ecco la scellerata)
Ostrogoto
Anima mia . . .
Falsirena
Che dice?
Ostrogoto
Placati, andiam, farò quanto tu brami:
Licenzierò la Dama,
E tuo sposo sarò.
Belfusto
(Che sento!)
Ostrogoto
Or lieti,
Rivolgimi, o mia vita,
Que' begli occhi adorati;
Ma non sieno mai più meco sdegnati!
Se ridendo mi guardi, o mie viscere
Lieto il core mi brilla nel seno,
Come ad uomo che splender sereno
Vegga il cielo, che udi fulminar.
Già mi scordo quegli atti tuoi barbari,
Ciechi figli d'un ira funesta;
Qual nocchiero che obblia la tempesta,
E si specchia nel placido Mar.
(parte)
Scena dodicesima
Falsirena, e Belfusto
Belfusto
Fermati non seguirlo.
(arresta Falsirena, che vuol seguire il Duca)
Falsirena
Eh ti conosco;
Belfusto non far chiasso:
Lascia ch'io segua il Duca, o se ritorna . . .
Belfusto
Ritorni pur: ma pria che tu lo segua
Hai da vedermi affogar disperato
(la strascina vicino ad un canale, e mostra di volervisi gettare dentro.)
Dentro a questo Canal.
Falsirena
Sei tu impazzito?
(trattenendolo))
Belfusto
Si: ma per tua cagion.
(come sopra)
Falsirena
Belfusto, ah ferma!
Belfusto
No: vedimi morire.
Falsirena
(Mi fà pietà, gli voglio bene) Eh via
Deponi, gioia mia,
Questo stolto furor, non dar sospetto . . .
Belfusto
Io vo' morire, o voglio
Una prova sicura,
Che tu sarai mia Sposa, e non del Duca.
Falsirena
Eccola. Io ti prometto un pò più tardi
Piantare il Duca, e venir teco.
Belfusto
E dove?
Falsirena
A spasso per Venezia;
E in altro modo mascherati, a ridere
Ritornerem su questa istessa Festa.
Belfusto
Eh tu mi mancherai.
Falsirena
E quando ti promessi, e ti mancai?
Quando fù, che s'io ti dissi:
Vien da me: non mi trovasti?
Quando invano m'aspettasti,
S'io ti dissi: vengo a te.
Ah Furbetto Malignetto,
Mille prove hai di mia fede.
Non temer già tua mercede
E' il mio core, e la mia fè.
(parte.)
Belfusto
Proviam se dice il vero. Oh che gran Donna!
Che gran Donna è costei! Sà tutte l'arti
Di mantener gli amanti. A suo talento
E ride, e piange; è mansueta; è fiera;
E' umile; e superba,
E' placata, è sdegnata. Ora minaccia,
Ora lusinga: ora disprezza; or prega:
Donna non si puo dir: ma maga, o strega.
(parte)
Scena tredicesima
Magnifica sala illuminata per il ballo.
Orchestra con suonatori. Luogo
da mangiare , e luogo da giocare
alla Bassetta.
Coro di maschere alla veneziana, che seggono intorno,
poi Falsirena con Ostrogoto, Grifagno, Calloandra con
Rasojo, Belfusto, indi Cristallina, tutti in maschera.
Coro di maschere
Allegre, allegre,
Signore Maschere,
In festa, e in giubilo
Qui s'ha da star.
Fra giochi, e balli
Bagordi, e musica
Sempre all'amore,
Qui s'ha da far.
(ballano alcuni minuetti, poi replicasi il detto Coro.)
Falsirena
Mio caro Adone.
Ostrogoto
Mia bella Venere.
Falsirena e Ostrogoto
Seguiam l'esempio
Di giubilar.
Grifagno
(a Falsirena)
Fra tanti spassi,
Figlia carissima,
Un par di carte
Vorrei tentar
Ma . . .
Falsirena
(a Grifagno)
Già capisco.
Duca carissimo
Vizioso è il Padre,
Vorria giocar.
Ma . . .
Ostrogoto
Già capisco.
Queste son Doppie.
(Da denaro a Falsirena, e Falsirena lo da a Grifagno.)
Grifagno
(Oh non son pazzo
Di ariscar.)
(va a finger di giocare)
Rasojo
(alla Marchesa, colla quale si ferma in disparte)
Ecco là il Duca,
Che per sua maschera
L'astuta Donna
Fà passeggiar.
Calloandra
Zitto, Rasojo:
E qui fermiamoci,
Ciò che succede
Ad osservar.
Falsirena
Mio caro Adone.
OOstrogoto
(passeggiando)
Mia bella Venere
Falsirena e Ostrogoto
Seguiam l'esempio
Di giubilar.
Belfusto
(da se stando in disparte)
Oh maledetta:
Con quel suo fingere
Il fiato, e l'anima
Mi fà cascar.
Grifagno
Tutte son'ite
Sopra d'un paroli;
(torna a Falsirena)
Ne di rifarmi
Posso sperar.
Falsirena
(a Grifagno forte)
Che cosa dite?
Grifagno
Non c'è più doppie.
Ostrogoto
E l'hai perdute?
Grifagno
Senza fiatar.
Ostrogoto
Vien qua, vo' darti
Da riscattarle.
(lo trae in disparte)
Belfusto
(piano a Falsirena)
Adesso il tempo
Saria d'andar,
Falsirena
Si: già son teco;
Ma tosto in maschera
Da' gondolieri
(a Belfusto, e parte seco)
S'ha da tornar.
Calloandra
Or che si scosta
La scaltra femmina:
Rasojo, avanti
Lasciami andar.
(s'avanza sola)
Ostrogoto
(a Grifagno, dandogli denaro)
Con più giudizio
Avverti, giocale;
E sopra all'asso
L'hai da puntar.
Grifagno
Io la ringrazio
Con tutta l'anima.
(Ma non son pazzo
D'arriscar.
(torna a finger di giocare)
Calloandra
(al Duca)
Mio caro Adone.
Ostrogoto
(da il braccio alla Marchesa credendola Falsirena)
Mia bella Venere
Calloandra e Ostrogoto
Seguiam l'esempio
Di giubilar.
Rasojo
(Oh Cristallina
Qua veggo in maschera;
E seco in pace
Vorrei tornar.)
(a Cristallina)
La riverisco.
Cristallina
Non ha più macchina?
Rasojo
Se del suo braccio
Mi vuol degnar.
Mi farà grazia.
M'è onor grandissimo
Cristallina e Rasojo
(s'accompagnano)
Con lei Signore/a
Di passeggiar.
Falsirena
Bel Momoletto
Belfusto
Mia cara Momola.
Falsirena e Belfusto
(tornano travestiti alla barcarola)
Allegramente
Vegniamo a star
Calloandra
Mio caro Adone.
Ostrogoto
Mia bella Venere.
(passeggiando insieme)
Calloandra e Ostrogoto
Seguiam l'esempio
Di giubilar.
Grifagno
(a Calloandra credendola Falsirena e tirandogli la veste)
Digli, che ancora
Perduti ho gl'ultimi.
(Io qualcos'altro
Vorrei cavar)
Calloandra
(Che vuol quest'uomo?
Mi strappa l'abito)
Ahi pizzicotto!
Lasciami star.
(Grifagno la stuzzica, e pizzica, ed ella gli dà uno schiaffo)
Grifagno
(con strepito
Un schiaffo al Padre?
Falsirena e Belfusto
Questo xe un spasso,
Che il cuor m'alletta,
La Furlanetta
Voggio ballar.
(ballano la Furlana)
Grifagno
(minaccioso)
Un schiaffo al Padre?
Corpo del Diavolo . . .
Rasojo
(trattenendo Grifagno)
Si fermi
Cristallina
Ascolti.
Ostrogoto
(a Calloandra)
Lasciam gridare.
Tuo Padre a' sordi:
Lasciam ballare
Questi balordi;
Ed a godercene
Andiamo a cena,
Mia Falsirena
Dea del mio cor.
Calloandra
(si cava la maschera)
Ah riconoscimi
O Traditor.
Ostrogoto
Che mai veggo!
Grifagno
E' Calloandra!
E mia figlia dove sta?
Ostrogoto
Che mi avvenne?
Tutti, e il coro
Che avverrà?
Ostrogoto e Grifagno
Son restato qual uomo, che sogna,
E non vede che immagini strane!
Confusione, rimorso, e vergogna
Muto, muto tremare mi fa.
Calloandra
(a Ostrogoto)
Sposo ingrato, spergiuro, infedele
A una Dama par mia tanto scherno?
A una sposa mercè si crudele?
Ah la rabbia morire mi fa.
(sviene)
Falsirena
Ohe! Saldi! Sviene.
CRistallina
Cospetto! Ehi gente?
Coro
Che cosa è stato?
(corrono tutte, e portono da sedere)
Ostrogoto
Non sò che farmi.
Falsirena
Xe convulsioni,
Non sarà niente.
Belfusto
(a Ostrogoto)
Comanda gondola
Falsirena
Voria battelo?
Cristallina
Ci vuol dell'acqua.
(parte)
Grifagno
Ci vuole aceto.
(parte)
Rasojo
Ci vuole un spirito.
(parte)
Ostrogoto
Perdo il cervello.
Falsirena
Ghe vuole un Miedego.
Belfusto
Ghe vuol barbier.
Falsirena
Nol staga a crederghe
A mio Mariò.
Belfusto
Nol staga a crederghe
A mia Mujer.
Falsirena
Ghe vuole un Miedego.
Belfusto
Ghe vuole barbier.
Ostrogoto
Via Boja, o Diavolo
Fate venir,
Falsirena e Belfusto
Da Commar Momola
Da Compar Momolo
Falsirena e Belfusto
Mi i vo' servir.
(partono poi tornano)
Rasojo
Ecco uno spirito;
Cristallina
Qui pronta è l'acqua.
Rasojo
Sotto il bel naso
L'appoggerò.
Cristallina
Nel viso pallido
La spruzzerò.
Grifagno
Con questo aceto
Meglio io farò.
Rasojo
Voi state cheto,
Che siete un Asino.
Grifagno
A me dell'Asino!
Come! Cospetto!
Rasojo
Se mi ci metto:
Grifagno e Rasojo
E calci, e pugni.
Ti renderò.
(s'attaccano a pugni)
Coro d'uomini
Orsù finitela
Siori smargiassi;
O se sia luogo
Da dare schiaffi.
Chiamando i Zaffi
V’insegnerò.
Ostrogoto
Nasce scompiglio
Sopra scompiglio:
Son disperato
Non ho consiglio . . . .
Cristallina
Già rinviene.
Calloandra
Ahi fier tormento!
Falserina
Voria aseo?
Belfusto
Voria triaca?
Rasojo
Vuol Cordiale?
Grifagno
Vuol salasso?
Calloandra
(s'alza con sdegno)
Io vorrei, che Santanasso
Vi portasse tutti via.
Tutti e coro
Non sò più dov'io mi sia,
Non sò più quel che mi fò!
Tutti fuori che Falsirena e Calloandra
Di due Donne innamorate
Rabbia impegno, e gelosia.
Falsirena
D'una afflitta innamorata
Sdegno, picca, e gelosia.
Calloandra
D'una furba interessata
L'imprudenza, e la pazzia.
Tutti
Oh che imbrogli; che disordini,
Che scompigli cagionò!
(partono)
ATTO TERZO
Scena prima
Camera nella locanda.
Rasojo, ed Ostrogoto.
Rasojo
Eccelenza tant' è: più la Marchesa
Non vuol saper di nozze:
Non vuol più rivederla, ed ha risolto
Di tornare a Vicenza.
Ostrogoto
Faccia pure
Io non posso pensar che a Falsirena;
Ma però non capisco,
Come sotto al mio braccio
Diventò Calloandra.
Rasojo
Or glielo spiego.
Falsirena partì: prese il suo braccio
Di Falsirena invece
La Marchesa sua sposa; e quella in Maschera
Tornò da Barcariola.
Belfusto era il suo Momolo, ed entrambi
Si burlaron così della Marchesa
E di vostra Eccellenza.
Ostrogoto
Estro bizzarro!
Unirsi col cugino . . .
Rasojo
Oh si cugino . . .
Ella è pur bono a crederlo!
Belfusto è un altro amante
Di Falsirena, amato
Più che vostra Eccellenza.
Ostrogoto
Olà linguaccia!
Come attestar ciò puoi?
Rasojo
(cava un biglietto e lo da al Duca)
Con questa lettera
Scritta da Falsirena, ed inviata
Poc'anzi per Checchino, al qual l'ho tolta.
Ostrogoto
Vediamo. E' suo carattere.
(legge
"L'ambizion, l'interesse entro al mio core
Caro Belfusto mio cede all'Amore.
Io non mi curo diventar Duchessa
S'ho da lasciarti. E come
Ieri burlammo il Duca, un altra volta,
Voglio che corbelliam quel barbagianni
Poi tua sposa sarò. Frattanto in casa
T'aspetto con mio padre
Per concertare il modo; . . ."
Ora gli aggiusto.
(parte in fretta)
Scena seconda
Rasojo, e Cristallina.
Rasojo
Vorrei ridurlo in pace
Colla Marchesa; e poi . . .
Cristallina
Buon dì Rasojo.
Rasojo
Pensavo appunto a te. Volevo dirti,
Che s'io sperar potessi,
Che tu ben mi volessi,
E che fossi poi fedel davvero:
Oggi ti spolerei.
Cristallina
Che bel pensiero!
Rasojo
Dunque farem le Nozze.
Cristallina
Io son contenta.
Rasojo
Ebben vattene a casa; io mi trattengo
Sol per parlare al Duca; e da te vengo.
Cristallina
Dal gran contento
Voglio saltar.
Gia il cor mi sento
Nel sen brillar,
Caro sposino
Vieni a me presto:
T'aspetto lesto:
Ti lascio il cor.
Non mi tradire,
Ch'io ti son fida:
Così ci arrida
La sorte ognor.
Scena terza
Ostrogoto passeggiando, e sbuffando bruscamente, e Rasojo.
Rasojo
Ebbene: s’è convinto?
Ostrogoto
Zitto: non mi parlare.
Rasojo
(Oh come è tinto!)
Ostrogoto
Una pipa.
Rasojo
E' qui pronta.
(va a prender una pipa, e gliela reca)
Ostrogoto
Ehi?
Rasojo
Mio Signore!
Ostrogoto
Che la tua gente sia
Unita con la mia, ſinchè adempito
Resti quel che ordinai.
Rasojo
Sarà servito.
(parte)
Ostrogoto
Che indegna! . . . Che bricconi! . . . Adesso io veggo . . .
(passeggiando e fumando)
Adesso non son cieco . . . Gran furfanti . . .
Che finta! . . . E per Costei
Sprezzata, disgustata
Ho una Dama onorata,
La mia sposa fedel . . . che farò adesso
Per placarla, acchetarla . . .
Rasojo
Ho dato gli ordini
Ostrogoto
Cheto.
Rasojo
Ma qui . . .
Ostrogoto
Che c'è?
Rasojo
Son già legati
Da' servi suoi gli amici.
Ostrogoto
Tutti?
(sempre fumando)
Rasojo
No.
Ostrogoto
Manca?
Rasojo
Il meglio:
Falsirena fuggì
Ostrogoto
Si trovi.
Rasojo
Subito
L'ordinerò.
Ostrogoto
Grifagno,
E Belfusto qui voglio.
Rasojo
Li manderò: ma intanto
Sappia . . . .
Ostrogoto
Più non parlare.
Rasojo
Ma pur,
Ostrogoto
Va via.
Rasojo
(Che pazzo da legare!)
(parte)
Scena quarta
Belfusto, e Grifagno, condotti colle
mani legate dietro da servi del Duca, e Ostrogoto.
Ostrogoto
Perseguitarmi tanto, ed invaghirmi
Solo per tormentarmi e per tradirmi!
Belfusto e Grifagno
Dopo il ben ne viene il male,
Dopo il mal ritorna il bene;
Ma il malanno, che ci assale
Ogni danno eccederà.
Ah di noi che s'ha da credere
Se nè meno si può chiedere
Nè perdono, nè pietà.
Ostrogoto
Venite avanti.
(sempre fumando)
Grifagno
Ahi!
Belfusto
Che sarà?
Ostrogoto
Belfusto . . .
Veramente . . . Bel . . . Fusto!
Grifagno
Perdono.
Ostrogoto
Tu Grifagno!
Gran ladro . . .
Belfusto
Compassion.
Ostrogoto
Fuora birboni
Grifagno
A piedi suoi . . .
Ostrogoto
Birboni.
Belfusto
L'innocente distingua.
Ostrogoto
Via . . . non parlar . . . Ti fò tagliar la lingua.
Belfusto e Grifagno
Dopo il ben ne viene il male,
Dopo il mal ritorna il bene;
Ma il malanno, che ci assale
Ogni danno eccederà.
Ah di noi che s'ha da credere
Se nè meno si può chiedere
Né perdono, nè pietà.
(partono co' servi.)
Scena quinta
Ostrogoto, e Calloandra.
Ostrogoto
Chi dubitato avria, che quel Belfusto
(getta la pipa)
Fosse un felice mio rivale?
Calloandra
Ho intesa
La fortunata istoria
Delle vostre avventure.
Ostrogoto
(Oh mio rossore!)
Calloandra
Che bella fedeltà, che dolce amore!
OOstrogoto
Perdonate, o Marchesa
Le debolezze mie.
Calloandra
Poche parole.
Ve le perdono a condizion, che subito
Partiate da Venezia.
Ostrogoto
Io voglio prima
Avere in poter mio quella sfacciata.
E col suo vecchio padre, e il suo diletto
Dentro ad un trabocchetto
Vuò farli seppellir.
Calloandra
Che bel concetto!
Un azione si nera
Non è degna di noi,
Offesa più di voi
Io fui da Falsirena; e pur vorrei
Scordarmi, e perdonarle i torti miei.
Ostrogoto
Oh che bel cor! Marchesa
Arrossisco di me! Quel che vorrete
In avvenir farò. Da Cavaliero
Vi giuro eterna fè. Con voi fra poco
Partirò per Dalmazia.
Calloandra
Terminerà in piacer questa disgrazia
Vi sono sposa e amante;
Siate ancor voi costante:
E ognor più di me stessa
Fedel v'adorerò.
E pur che ognor concessa
Mi sia la vostra grazia:
Più in là della Dalmazia
Ancor vi seguirò.
(parte.)
Scena sesta
Ostrogoto, poi Cristallina, indi servitori.
Ostrogoto
Gran buona Dama! E' degna
D'ogni condiscendenza.
Cristallina
(Son pagata) Eccellenza
Falsirena desidera parlargli,
Però sappia, e stupisca
Che non ardisce presentarsi..
Ostrogoto
Ardisca.
Cristallina
Sà, che Vostra Eccellenza
Tutto ha scoperto, ed è mortificata.
Ostrogoto
Eh fingerà; ma venga,
Venga di stile armata,
O di lusinghe accorte:
Vedremo chi di noi sarà più forte.
Cristallina
Dunque . . . .
(in atto di partire)
Ostrogoto
Aspetta. (M'assale
Un росо di paura, e non vorrei,
Che di nuovo il coltello
Mi mettesse alla gola) Ehi?
(sortono i servi)
Cristallina
(Che vuol fare?)
Ostrogoto
Quattro di voi qui restino.
Datemi un tavolino,
Datemni da seder. Con brutta cera
Saprò bene atterrir quel cor protervo.
Chiamala adesso, e falla entrar.
Cristallina
La servo.
(parte)
Scena settima
Ostrogoto, poi Falsirena.
Ostrogoto
L'antico Adoratore
(si pone a sedere a tavolino)
Non trovi in me. Mi vegga,
Giudice offeso, disprezzato amico,
Tradito Amante, e suo crudel nemico
(Eccola . . Su . . coraggio
Non par più lei)
Falsirena
(in distanza)
(Misera: dunque è quello
Il muso d'Ostrogoto? Ah mai non ebbe
Gli occhi si stralunati!)
Ostrogoto
(I falli suoi
L’han tutta scontraffatta)
Falsirena
(Pare un Gattomammon.)
Ostrogoto
(Pare una matta.)
Falsirena
(Non m'ardisco inoltrar.)
Ostrogoto
(forte)
T'avvanza.
Falsirena
Oh voce
Da farmi annichilir!
Ostrogoto
Sei sorda?
Falsirena
(Io tremo)
(avanza)
Ostrogoto
Sei muta?
Falsirena
Si Signor: son sorda, e muta
Nel vedere in quel grugno
Tante grinze, e boccaccie. Ah quel che avanti
Mi prefissi di dir si scioglie in pianti
(piange)
Ostrogoto
Se qualche altra insolenza
Voi farmi, falla pure.
Chi affronta un Cavalier con un coltello
E chi seppe tradirlo, e minchionarlo
Con trappole, e bugie solenni, e sudice
Tremar non deve di sbeffare un Giudice.
Falsirena
(Parla serio costui! Non ci perdiamo
Adopriamo l'astuzia) Amore io finsi
Con chi meco lo finse. Io strascinai
Meco al Festin per forza un Cavaliero
Perchè sopra il suo core
Data ragion m'avea,
E s'Egli non sapea, ch'io più di Lui
Amassi un del mio rango; io non sapea
Ch'ei più di me stimasse
Una del rango suo. Non siam del pari?
Ostrogoto
Dunque tu non ti penti?
Falsirena
Io no.
Ostrogoto
Nen vuoi
Chieder perdono?
Falsirena
Oibò . . . La Donna io sono
Io devo perdonar. Su questo articolo,
Delle donne i diritti
Io manterrò.
Ostrogoto
Pensaci ben.
Falsirena
Pensai.
Voglio sodisfazione.
Ostrogoto
E che pretendi?
Falsirena
Saper per qual ragione
Lo Sposo, e il Padre mio legati or sono.
Ostrogoto
Per nessuna ragion; chiedo perdono.
Quegli uomini di garbo a me non hanno
Tramato alcun inganno
Dell'innocenza loro ecco la prova,
E' di tua mano.
(mostra il biglietto)
Falsirena
(Ahimè!)
Ostrogoto
Questo è il bel premio
Del bene, ch'io ti feci,
E che far ti volea.
Falsirena
Signor . . .
Ostrogoto
T'accheta.
Perversa, iniqua scellerata, indegna,
Maestra di perfidie,
Di tradimenti, e d'ingannevoli arti.
Falsirena
Ma pensi alfin.
Ostrogoto
Più non parlarmi, e parti.
Scordati, o Donna ingrata
Per sempre il nome mio.
Morto per te son'io,
Morta per me sei tu.
Falsirena
Ah più clemenza. Oh Dio!
Grazia, pietà, perdono.
Alfin pentita io sono.
Ostrogoto
Và, non ti credo più.
Falsirena
Si plachi al mio lamento.
Ostrogoto
Lamento di Sirena.
Falsirena
Si pieghi al pianto mio
Ostrogoto
Pianto di Falsirena.
Falsirena
E pur verace è il labbro
Ed é pentito il cor.
Ostrogoto
Se questo è ver: ti rendo
Il tuo Belfusto, a patto
Che tu lo sposi, e fida
A lui tu viva ognor.
Falsirena
L'esempio suo mi guida
Già nella via d'onor.
Ostrogoto
La mia vendetta è questa.
Si sciolghino i legati
(ai servi che partono)
Falsirena
Giammai saremo ingrati
A tanto suo favor.
Ostrogoto e Falsirena
Giusto, e cortese un atto
Di nobile vendetta
Suol render sodisfatto
L'offeso, e l'offensor.
Falsirena
Lo prova or l’Alma mia.
Ostrogoto
Lo prova ora il mio cor.
Ostrogoto e Falsirena
Non credo che mai dia
Tanto piacere amor.
(partono)
Scena ottava
Orto ameno sulla riva della Zueca, e
contiguo alla Locanda del Bove nero, con
tavole da mangiare situate sotto a frondosa
pergolata diramante vivacissime rose; ma la
florida verdura, e i deliziosi vasi lasciano
godere la placida Laguna; e vedesi dall'altra
riva il magnifico aspetto della Città di Venezia,
e quasi a dispetto della lontananza ridistinguesi
di essa la Piazza della Fiera. Le più vicine
fabbriche sono le Dogane. E presso al Lido vi
è una Filuga.
Rasojo apparecchiando, e Cristallina.
Rasojo
Presto cara sposina
M'aiuta un pò. Colla Marchesa, il Duca
Dentro a quella Filuca
Vuol partir per Dalmazia; ed ho promesso,
Dargli una colazion prima che parta,
Sotto a questa verdura
Di torte, pasticetti, e confettura.
Cristallina
Una gondola vien.
Rasojo
Certo egli arriva.
Scena nona
Grifagno da una gondola a un remo, e Detti.
Grifagno
Nozze, nozze sior Oste. Allegri evviva!
Rasojo
Siete sposo anche voi.
Grifagno
No: ma mia figlia.
Rasojo
Oh bravi! Anch'io
Oggi son sposo a Cristallina.
Grifagno
Assai
Me ne rallegro.
Cristallina
Un altra
Gondoletta s'appressa.
Rasojo
Questo il Duca sarà colla Duchessa.
Scena decima
Belfusto, e Falsirena da una gondola a due remi, e Detti.
Falsirena
Il Duca, e la Marchesa
Son gia sposati, e vengono
In una bella barca
Tutta quanta indorata, e preceduta
Da un'altra con rinfreschi,
Musici, e suonatori.
Grifagno
Eh faranno le nozze da signori.
Scena ultima
Segue la marcia di corni, e flauti, che in
un remurchio attraversano la Laguna. Intanto da
ricca, e pomposa Peotta sbarcano Ostrogoto, e
Calloandra con seguito di servitori.
Calloandra
(a Falsirena)
Siete qui?
Falsirena
Si Signora,
Per chiederle perdono . . .
(s'inginocchia)
Calloandra
Eh non si parli
Che d'allegria. Vi perdonai. Sorgete.
Ostrogoto
Si: venga una lautissima merenda.
Ognun magni, ognun beva, e niuno spenda.
Tutti
Viva, viva il Duca sposo
Generoso Cavalier.
Rallegrar ci faccia il cor
Imeneo, Bacco, ed Amor.
Rasojo
Col buon vin di mia cantina
Io saluto Cristallina.
Cristallina
Col buon vin, che dolce ingoio
Rendo il brindisi a Rasojo.
(battonsi i bicchieri insieme, e bevono.)
Rasojo e Cristallina
Si: tocchiamoci il bicchier;
E de' Sposi Eccellentissimi
In onor torniamo a ber.
Tutti
Rallegrar ci faccia il cor
Imeneo, Bacco, ed Amor.
Belfusto
Colla dolce Malvagia
Spegnerò la gelosia.
Falsirena
Gusta meco il buon Toccai
Gelosia più non avrai.
Belfusto e Falsirena
Sì. tocchiamoci il bicchier:
E de' Sposi Eccellentissimi
In onor torniamo a ber.
(come sopra)
Tutti
Rallegrar ci faccia il cor
Imeneo, Bacco, ed Amor.
Ostrogoto
Come io trinco il Chianti schietto
Il mio core a voi prometto.
Calloandra
Come io bevo il Cipro puro
La mia fede vi assicuro.
Ostrogoto e Calloandra
Via tocciamoci il bicchier.
E di questa fede istessa
In onor torniamo a ber.
Tutti
Rallegrar ci faccia il cor
Imeneo, Bacco, ed Amor.
Grifagno
Un saluto anch'io vo' fare
Ma non seppi mai rimare,
E poi sol da me qui sto:
Con chi dunque toccherò?
Toccherò fiasco, e bicchier,
E del Duca, e la Duchessa
In onor per due vo' ber.
Tutti
Viva, viva il Duca Sposo
Generoso Cavalier.
Coro di Marinari
Ohe! In barca.
Falsirena
In barca . . .
Ostrogoto e Calloandra
Andiamo.
Belfusto e Grifagno
Già quì tutto è l'equipaggio.
Rasojo e Cristallina
Fà bel tempo. Buon viaggio.
Belfusto e Falsirena
Sposi illustri . . .
Ostrogoto e Calloandra
Amici . . .
Tutti
Addio.
Ostrogoto e Calloandra
Con voi resti Amore, e pace.
Tutti
V'accompagni
Il contento, ed il piacer,
E speriam, se un dì al Ciel piace
Di tornarci a riveder.
(Ostrogoto, e Calloandra s'imbarcano, e partono.)
Belfusto e Falsirena
Sposi . . .
Ostrogoto e Calloandra
Amici . . .
Tutti
Addio, addio.
FINE.
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Ultimo aggiornamento 12 gennaio 2026