Dopo aver studiato a Venezia ed essersi formato alla scuola musicale della cappella di San Marco, Antonio Salieri conobbe Leopold Gassmann, compositore di balletti per la corte austriaca, che nel 1766 lo condusse con sé a Vienna e provvide a completarne l'educazione artistica. A Vienna, in parte, Salieri svolse la sua attività operistica, che ebbe presenza e risonanza anche a Parigi e in Italia, alla Scala, a Venezia, a Roma e a Firenze. Egli compose una cinquantina di opere per i teatri italiani, francesi e tedeschi e si può dire che tutte appartengano al meglio di ciò che l'epoca post-gluckiana venne realizzando in tema di musica drammatica. La sua opera più conosciuta e anche recentemente riproposta alla Sagra Musicale Umbra è Les Danaïdes, andata in scena il 10 aprile 1784 a Parigi e dedicata alla regina Maria Antonietta. Les Danaïdes ebbe largo successo e fu replicata per diverse sere, in quanto il pubblico riconobbe il valore di molti ariosi e di alcune arie e squarci corali, che preannunciavano certe impostazioni del teatro di Weber e di Spontini.
Salieri dimostrò un vasto interesse artistico e compose un centinaio di pezzi sacri, tra cui sei messe, un Requiem, una settantina di offertori, senza dimenticare il settore strumentale con sinfonie, balletti, serenate, concerti per organo, per flauto, per oboe, per violino e violoncello e per due pianoforti. Egli morì a Vienna il 7 maggio 1825, quando da oltre venti anni aveva troncato ogni attività teatrale. È noto che la sua memoria di musicista fu offesa dai posteri sulla base di una diceria non provata dai documenti e avvalorata nel 1898 dall'opera Mozart e Salieri di Rimskij-Korsakov e ripresa in questi anni dal film "Amadeus" di Forman. Secondo questa tesi Salieri fu un artista acido e invidioso alla corte di Vienna e nientemeno avvelenatore di Mozart, dal cui fascino come musicista di travolgente ingegno era completamente soggiogato e perseguitato.
Di questo artista, che tra i tanti meriti ebbe anche quello di avere assecondato in veste di insegnante la formazione musicale di Beethoven, Hummel, Moscheles, Liszt e Schubert, viene eseguito stasera il Concertino da camera per flauto e archi in sol maggiore, il cui autografo è conservato alla Biblioteca Nazionale di Vienna. È un pezzo estremamente gradevole e centrato tutto sulla freschezza e scorrevolezza melodica, con il flauto in buona evidenza nel gioco delle modulazioni. Il Concertino, della durata di 12 minuti, può essere eseguito sia per flauto che per oboe nella parte solistica ed offre l'occasione per sentire in sede concertistica un lavoro, anche se di modeste proporzioni, di un compositore che merita rispetto e considerazione, piuttosto che stroncature aprioristiche ed extra-musicali.