Second Avenue Waltzes

per due pianoforti

Musica: Vittorio Rieti (1898 - 1994)
  1. à Jo - Moderato
  2. à Mar - Sostenuto
  3. à Elsie - Allegretto
  4. à Fabio - Moderato
  5. à John - Cominciar sostenuto, poco più mosso
  6. à Phyllis - Allegro
Organico: 2 pianoforti
Composizione: settembre 1942
Prima esecuzione: Washington, The Coolidge Auditorium of the Library of Congress, 29 ottobre 1944
Edizione: Associated Music Publisher, New York
Guida all'ascolto (nota 1)

Vittorio Rieti terminò i Second Avenue Waltzes, composti quasi di getto, nel settembre 1942. Considerati dall'autore il suo capolavoro, a buona ragione, essi hanno sempre goduto dei massimi riconoscimenti da parte della critica e del pubblico nelle numerosissime esecuzioni del celebre duo pianistico americano Arthur Gold-Robert Fizdale e di vari altri interpreti.

Denominati Second Avenue Waltzes perché nel periodo in cui li compose Rieti abitava in un appartamento di New York, situato tra la 66 Street e la Second Avenue, e concepiti mentre passeggiava nelle vie del quartiere, i valzer furono scritti originariamente per pianoforte a quattro mani e trascritti successivamente per due pianoforti.

I valzer sono sei, dedicati ognuno ad un parente o ad un amico vicino di casa. Il primo (Moderato), è dedicato a Jo de Manziarly, sorella della compositrice Marcelle; il secondo (Sostenuto), a Marcelle de Manziarly; il terzo (Allegretto), forse il più originale, alla moglie Elsie; il quarto (Moderato), al figlio Fabio; il quinto (Cominciar sostenuto, poco più mosso), percorso da una vena di malinconia leggera e preferito da Stravinsky agli altri, all'amico John Colman; l'ultimo (Allegro) è il più brillante e disinvolto ed è dedicato a Phyllis Nahl, un'amica ballerina e coreografa con la quale il musicista realizzerà in seguito il balletto The mute wife. Esso è inoltre caratterizzato, nelle battute iniziali, da un'allusione spiritosa e disinvolta alla melodia del brindisi del primo atto de La Traviata.

Scritti, sorprendentemente, in uno dei periodi più difficili della vita privata del musicista, questi originalissimi valzer sono ariosi, trascinanti, pieni di slancio e di charme; hanno smalto e vitalità straordinari e possono essere considerati compiutamente riusciti, espressione di una piena maturità stilistica. Di essi si può tranquillamente dire che sono nati dal soffio felice della creazione e vivono ora di vita autonoma.

Composte per un'autentica necessità espressiva, queste pagine luminose, incarnazione, si potrebbe dire, dello spirito della danza che anima, più o meno, tutta la musica di Rieti, rappresentano, per l'originalità stilistica, una voce personale tra gli infiniti valzer che si contano nella storia della musica anche se, per ironia della sorte, sono stati scritti da un musicista che non è stato mai in grado di accennare neppure i passi più elementari di qualsiasi forma di danza.

Eseguiti per la prima volta a Washington nel 1944, i Second Avenue Waltzes furono poi utilizzati in versione strumentale, per desiderio di Balanchine che li amava particolarmente, per il balletto Waltz Academy rappresentato a Boston nell'ottobre dello stesso 1944.

Franco Carlo Ricci


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia;
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 29 maggio 1985


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Ultimo aggiornamento 30 aprile 2021