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Antiche danze ed arie per liuto
Terza suite (secoli XVI-XVII) Trascrizione libera per
orchestra d’archi, P 172
Musica: Ottorino Respighi
Composizione: Novembre 1931 Prima esecuzione: Milano, Conservatorio "G. Verdi", Gennaio 1932 Edizione: Milano, Ricordi, 1932 Guida all'ascolto (nota
1)
II gustoper le antiche musiche e gli antichi strumenti, che è una delle caratteristiche della personalità di Respighi, è alla base delle tre Suites di Antiche danze e arie per liuto trascritte dal compositore, con finezza ed equilibrio, per orchestra. Le Suites risalgono rispettivamente al 1917, al 1924 e al 1932. Esse hanno avuto frequenti esecuzioni nelle sale da concerto internazionali, con costante successo. Nel 1937 furono anche utilizzate per un balletto a cura di Elsa Respighì, con scenario di Claudio Guastalla, dato alla Scala di Milano. La terza Suite
è formata dalla trascrizione per orchestra d'archi di tre
brani per liuto del secolo XVI e di uno del secolo XVII. La serie si
apre con una Italiana
di autore ignoto, che è un Andantino
dall'incedere pacato e austero. Si ha poi una Aria di corte di
Jean-Baptiste Besard, dotto scrittore, compositore e liutista francese,
il quale fu allievo a Roma del liutista Lorenzini e
pubblicò, fra l'altro, il Thesaurus harmonicus divini
Laurencini romani e il suo seguito Novus partus,
importanti
collezioni contenenti composizioni del Besard, pezzi di vari autori e
trascrizioni per liuto; in questa Aria di corte, fra
due riprese di un Andante
cantabile all'inizio e alla fine, si alternano sezioni di
diversa intonazione, e cioè un Allegretto, un Vivace, un Lento con grande espressione,
un Allegro vivace,
un Vivacissimo.
Costituisce la terza parte della Suite
una dolce e nostalgica Siciliana
di autore ignoto, dalla bellissima melodia. Infine, compare
una Passacaglia
di Lodovico Roncalli, musicista vissuto a Bologna sulla fine del
Seicento ed autore nel 1692 di una raccolta di brani in notazione per
liuto intitolata Capricci
armonici sopra la chitarra spagnola, ecc.; la Passacaglia
si apre con accenti maestosi, introducendo poi episodi più
energici ed animati e concludendosi in Largo. (1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia, Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 25 Maggio 1963, direttore Pierluigi Urbini |
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Ultimo
aggiornamento 12 Maggio 2011
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