Eine Ballett-suite in re maggiore, op. 130


Musica: Max Reger (1873 - 1916)

  1. Entrée: Tempo di marcia
  2. Colombine: Adagietto (molto tranquillo)
  3. Harlequin: Vivace
  4. Pierrot und Pierrette: Larghetto
  5. Valse d'amour: Sostenuto - Tempo di Valse
  6. Finale: Presto
Organico: 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe, timpani, triangolo, archi
Composizione: settembre 1913
Prima esecuzione: Zeitz, 31 ottobre 1913
Edizione: C. F. Peters, Lipsia, 1913
Dedica: Josef Stransky
Guida all'ascolto (nota 1)

Max Reger studiò col proprio padre, coll'organista Lindner e con H. Riemann; fu professore di contrappunto nell'Accademia di Musica di Monaco di Baviera, direttore della Società Corale Porger (1905-1906), direttore degli Studi Musicali all'Università e professore di composizione al Conservatorio di Lipsia (dal 1907). Dal 1911 al 1915 fu anche direttore dell'orchestra della corte di Meiningen.

Ha composto una grande quantità di musica, da camera (trii, quartetti e quintetti per pianoforte e archi e per archi soli; sonate e pezzi vari per pianoforte e violino, per clarinetto e pianoforte, per violoncello e pianoforte; opere varie per violino solo; trii per flauto, violino e viola); di musica vocale (250 lieder, cori con orchestra e per voci sole); di musica diversa per pianoforte e per organo. Fra le sue opere orchestrali notiamo: Sinfonietta, Serenata, Concerto nello stile antico, Quattro poemi sinfonici di Böcklin, Suite dì balletto, Variazioni e fuga su tema di Mozart, Varìazìoui e fuga su tema dì Hiller, Prologo sinfonico per una tragedia, Ouvertures; un Concerto e due Romanze per violino e orchestra; Concerto per pianoforte e orchestra.

La Suite dì balletto «è un gruppo di sei pezzi per piccola orchestra, nei quali predomina un senso di grazia e di leggerezza; anche in queste pagine «minori» Reger si manifesta sempre il fortissimo musicista che sa, pur restringendo la propria visione in un piccolo àmbito, esprimere sempre sé stesso e dire parole ben meritevoli d'attenzione. Valgano ad esempio Arlecchino, un delizioso finissimo scherzo, e il Finale, una tarantella assai gustosa». (Desderi).


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Augusteo, 23 novembre 1933


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Ultimo aggiornamento 10 settembre 2020