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Variazioni su un tema di Corelli (La Folia)
per pianoforte, op.42

Musica: Sergej Rachmaninov
Organico: pianoforte
Composizione: 19 Giugno 1931
Prima esecuzione: Montreal, His Majesty's Theatre, 12 ottobre 1931, Rachmaninov (pf.)
Edizione: Tair, Carl Fischer, 1931
Dedica: Frizt Kreisler

Guida all'ascolto (nota 1)

Rachmaninov è una delle ultime incarnazioni della figura di concertista-compositore dell'epoca tardo-romantica, secondo la grande tradizione di Liszt e di Busoni, e si può dire che il suo nome sia legato più all'esaltante e ammirata attività di interprete (pianista e direttore d'orchestra) piuttosto che a quella di autore e di creatore di musica, anche se la produzione è abbastanza consistente e comprende tre lavori teatrali (il più noto è la Francesca da Rimini), due oratori, tre sinfonie, diversi poemi sinfonici, un numero esteso di liriche vocali e quattro concerti per pianoforte e orchestra, dei quali il secondo e il terzo godono di ampia popolarità. Infatti Rachmaninov fu un superbo virtuoso della tastiera e riversò innanzitutto nelle composizioni per pianoforte (di fogli d'album, morceaux e préludes ne scrisse parecchi, oltre alle due Sonate, la prima in re minore op. 28 del 1906 e la seconda in si bemolle minore op. 36 del 1913, revisionata nel 1931) il suo mondo espressivo e il suo temperamento introverso e scontroso, incurante e quasi sprezzante verso ogni novità che fermentava nella vita musicale, nel primo trentennio del Novecento.

Egli mantenne costantemente un atteggiamento freddo e distaccato e a volte polemico nei confronti del famoso "gruppo dei cinque" e in special modo di Musorgskij ; subì invece il fascino della musica di Chopin, di Liszt e soprattutto di Cajkovskij, il quale aveva preconizzato all'impareggiabile pianista, quando era ragazzo, un brillante avvenire artistico. Ma ciò non toglie che anche l'arte di Rachmaninov abbia succhiato la propria linfa dal patrimonio folclorico e popolare russo con una evidente propensione verso una visione della vita intrisa di sconsolata malinconia, che è un po' il filo rosso dell'anima poetica slava. Ciò spiega, o aiuta a comprendere, come mai questo artista, lontano dagli ideali della rivoluzione russa del 1917 e diventato cittadino americano qualche anno prima di morire, goda di larga stima in URSS, dove le sue composizioni sono state pubblicate in edizioni critiche e vengono eseguite frequentemente dalle principali società concertistiche.

Un esempio della straordinaria abilità pianistica di Rachmaninov è dato dalle venti Variazioni su un tema di Corelli op. 42, eseguite dallo stesso autore a New York nel 1932 ed elaborate sul tema cosiddetto "della follia", indicato nella Sonata per violino n. 12 di Corelli. Esse si distinguono per varietà inventiva e ricchezza di colori timbrici e possono definirsi uno studio preparatorio della Rapsodia su un tema di Paganini per pianoforte e orchestra, apparsa due anni dopo e accolta subito con grande successo. In effetti le variazioni n. 4 e n. 8 sembrano anticipare certi passaggi di quest'opera posteriore e ben più famosa presso il pubblico. Non c'è dubbio che nell'op. 42 è condensato in nuce il temperamento di. Rachmaninov, malinconico ed estroso allo stesso tempo, e non mancano quelle schiarite liriche tipiche del suo inconfondibile pianismo.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 9 Novembre 1984, Francois-Joel Thiollier pianoforte

Ultimo aggiornamento 9 Giugno 2011


Questo testo scritto da Terenzio Sacchi Lodispoto è di proprietà di © LA MUSICA FATTA IN CASA che ne autorizza l'uso, ed è stato prelevato sul sito htpp://www.flaminioonline.it