La Ciaccona in fa minore per organo di Johann Pachelbel è sicuramente la più nota fra le sei Ciaccone che sono state a lui attribuite. Lo stile maturo rilevato dagli studiosi colloca questa composizione nel suo ultimo periodo compositivo, tra il 1690 e i primi anni del 1700. La ciaccona è una forma musicale che, derivando dall'omonima danza cinquecentesca di origine spagnola, diviene composizione quasi austera; è scritta in tempo ternario ed è caratterizzata da un basso che ripete ostinatamente un disegno melodico, ascendente o più spesso discendente, che va dalla tonica alla dominante. La Ciaccona inizia con la presentazione del tema in fa minore costituito da 8 battute (4+4), al quale fanno seguito ben 21 variazioni e la riproposizione conclusiva del tema principale. Le variazioni sono concepite per aumentare gradualmente l'intensità emotiva del brano: le prime quattro sono semplici ornamenti del tema, dalla quinta all'ottava il discorso si anima con l'introduzione di scorrevoli semicrome; la nona variazione introduce il ritmo puntato, la decima e l'undicesima "giocano" con un disegno ondulante che coinvolge anche il basso. La dodicesima variazione è una dolcissima rimembranza del tema principale, che viene subito sviluppata dalla tredicesima e dalla quattordicesima variazione.
La Ciaccona si rianima subito con le due variazioni successive (quindicesima e sedicesima) per poi fermarsi quasi alla diciassettesima, mesta e introversa. Le ultime tre variazioni sono più virtuosistiche e portano alla ripresa finale del tema principale.
Alessandro De Bei