Suite per orchestra d’archi (Piccola suite), op. 1


Musica: Carl Nielsen (1865 - 1931)
  1. Präludium
  2. Intermezzo
  3. Finale
Organico: archi
Composizione: 1888 (revisione 1889)
Prima esecuzione: Copenhagen, Tivoli Concert Hall, 8 settembre 1888
Edizione: Wilhelm Hansen, Copenhagen 1890
Guida all'ascolto 1 (nota 1)

Carl Nielsen è stato uno dei più rappresentativi compositori danesi della prima metà del secolo attuale. Studiò nel Conservatorio di Copenaghen; iniziò la sua carriera come primo violino nell'orchestra di corte; dal 1908 al 1914 ne fu direttore; dal 1915 al 1927 fu direttore della Società Musicale e condirettore del Conservatorio della stessa città. Ha composto fra l'altro le opere Saul e David e Maskerade; sei Sinfonie, Concerti, alcune Suites per orchestra, Quartetti, Sonate per istrumenti diversi, liriche vocali, pezzi vari per pianoforte, ecc.

L'odierna Suite è un'opera giovanile, essendo stata composta nel 1888, e fra le sue più note.

Guida all'ascolto 2 (nota 2)

La Little Suite op. 1 di Cari Nielsen, compositore e direttore d'orchestra danese vissuto fra il 1865 e il 1931. Composta a soli 23 anni, questa suite è una pagina gradevolissima che si apre con un Präludium dominato dal mesto canto del violoncello il quale, sopra un delicato tappeto ritmico-armonico di violini secondi, viole e bassi, ripete il tema due volte: la prima in tonalità minore, la seconda in tonalità maggiore. Dopo un'intensa progressione cromatica ascendente in crescendo, che culmina con un tremolo fortissimo di tutta l'orchestra, Nielsen riprende il tema principale, affidandolo ora alle viole, sorrette dal pizzicato dei bassi e dal tremolo dei violini. La pagina va poi morendo in pianissimo.

Nell'Intermezzo sono evidenti gli influssi mahleriani, soprattutto nella seconda parte, quando i bassi scandiscono il ritmo ternario, sul quale violini primi e secondi innalzano un delicato tema di Ländler. La pagina vive dell'alternanza sapiente e ben dosata di questo tema e del tema principale udito in precedenza, in tonalità minore, pieno di nostalgia, ricordo forse di antiche canzoni popolari nordiche.

Il Finale si apre con un'introduzione che riprende il tema principale del primo movimento, quasi a voler sottolineare la ciclicità dell'opera. Nell'Allegro con brio che segue il tema principale, vivace e solare, è caratterizzato da veloci guizzi in semicrome dei violini, mentre il secondo, nella canonica tonalità della dominante, è più cantabile e viene esposto due volte, prima nel registro medio poi in quello acuto. Dopo un episodio di sviluppo intenso e drammatico abbiamo la regolare ripresa dei due temi e una sezione conclusiva Più mosso, nella quale Nielsen riprende elementi motivici tratti dai due temi principali.

Alessandro De Bei


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia,
Roma, Basilica di Massenzio, 20 agosto 1957
(2) Testo tratto dal libretto inserito nel CD allegato al n. 206 della rivista Amadeus

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Ultimo aggiornamento 15 marzo 2019