Savisna
Lied per voce e pianoforte
Musica:
Modest Musorgskij
Testo:
proprio
Organico:
voce, pianoforte
Composizione:
San Pietroburgo, 14 settembre - 9 ottobre 1866
Edizione:
Johannson, San Pietroburgo, 1867
Dedica:
Ts. A. Cui
Luce
mia, Savisna, anima mia,
amami anche se son fuori di senno,
amami anche se sono sfortunato,
non aver ribrezzo verso di me,
non aver ribrezzo del mio destino disgraziato,
vedi, son nato per far ridere la gente,
che poi si prende gioco di me, mi credono pazzo,
mi chiamano «Vania di Dio». E a questo Vania di Dio
la gente dà calci nella schiena, percosse sul collo.
Quando è un giorno di festa, tutti indossano i vestiti
più belli,
sì adornano di bei nastri rosa, e poi portano qualche
briciola di pane
a Vania dolente, per non dimenticarsi di Vania di Dio.
Luce mia, Savisna, anima mia, amami anche se sono brutto, dammi una
carezza, dalla a me, solo e abbandonato.
Quanto ti amo, luce mia, Savisna, anima mia,
credilo o no, ti amo, ti amo tanto,
da non saper dire quanto.
(1)
Testo tratto dal
programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia;
Roma,
Sala Accademica di via dei Greci, 11 dicembre 1981
Ultimo aggiornamento 15 ottobre 2011