“Voglio non solo conoscere il popolo, ma del tutto affratellarmi ad esso” scriveva il cadetto e proprietario terriero Musorgskij ed a questo motto restò fedele anche dopo aver perso ogni ricchezza familiare con la liberazione nel 1861, dei servi della gleba. Nato a Karevo nel 1839 entra nella Scuola dei Cadetti di Pietroburgo ma ben presto si dedica completamente alla musica. Persa ogni risorsa economica dal 1861 conduce una modesta esistenza alternando il lavoro presso vari Ministeri con l’attività musicale. Nel 1880 abbandona ogni impiego stabile e trascina nella miseria gli ultimi mesi di vita finché nel 1881, muore d’infarto nell’ospedale militare di Pietroburgo. Nonostante le sue precarie condizioni finanziarie, non rincorre il successo e fa della musica un continuo ricercare e sperimentare l’animo popolare russo. Nel 1874 per onorare la memorioa dell’amico architetto e pittore Viktor Hrtmann morto l’anno precedente, compone “Quadri di un’esposizione”, un’opera per pianoforte, ispirata ad una serie di opere dell’amico esposte a Pietroburgo.
La
composizione si presenta
come un
percorso ideale
in cui si alternano
pagine descrittive (quadri) con brevi episodi
musicali che indicano lo
spostamento del visitatore da una sala all’altra (Promenade).
In
realtà l’autore utilizza
spunti e suggestioni
iconografiche per creare con
forza visionaria quadri musicali autonomi che soddisfano diversi
archetipi
creativi: il gusto per le scene popolari, il mondo della fiaba e
dell’infanzia,
il senso del grottesco e del macabro, la concezione epica della storia
e della
tradizione russa, mentre le “Promenade”
in sé estranee ai quadri veri e
propri, gli servono per raccordare sostanziali variazioni di
tonalità, di ritmo
e di ambiente. Nel 1922 Maurice Ravel trascrve per orchestra
l’opera di
Mousorgskij per farne una versione orchestrale. La
geniale trascrizione di Ravel rispetta fedelmente lo spirito ed il
testo dell’originale e comprende i 14 pezzi, di cui quattro
sono costituiti da
una “Promenade”.
Promenade
Allegro giusto, nel modo russico; senza allegrezza, ma poco sostenuto - Ravel presenta il motivo degli spostamenti utilzzando in crescendo prima una tromba e gli ottoni, poi aggiunge i legni e gli archi, e quindi tutti i fiati.
Gnomus
Sempre vivo - Il protagonista del primo quadro è un essere repellente che si muove e si contorce sulle gambe rattrappite; il tono grottesco della rappresentazione sconfina nel demoniaco. Nella prima sezione si susseguono frasi con figure guizzanti e fulminee, chiuse da una pausa. Le singole frasi sono affidate ai legni ed agli archi gravi, alternati a note tenute dei corni, e concluse dagli archi acuti e dalle percussioni. La seconda sezione presenta un tema proposto prima da legni, archi pizzicati, note lunghe degli ottoni, xilofono e timpani, poi da celesta, arpa, glissando degli archi con note tenute del clarinetto basso e del corno. Dopo una ripresa del tema iniziale abbiamo la terza sezione affidata a tutti i legni con corni, su note d’appoggio di arpa, timpani e grancassa con interpolazioni del tema iniziale. Tutti i legni con trombe, tromboni e glissandi discendenti degli archi ci conducono alla ripresa della seconda parte. Ancora in evidenza sono legni e archi gravi (trilli e folate cromatiche), sui quali si appoggiano gli accordi discendenti di legni acuti, arpa, violini e viole pizzicati. L’intervento degli ottoni ci porta alla conclusione affidata alle scale dei legni e degli archi.
Promenade
Moderato commodo e con delicatezza - La seconda “Promenade” abbreviata ed ingentilita, è affidata al corno alternato con i legni.
Il vecchio castello
Andante - Un trovatore intona il suo canto desolato ai piedi di un castello medioevale. La presenza costante di una nota di pedale, la ripetitività incantatoria delle figure ritmiche e melodiche, l’uniformità espressiva danno alla musica una dimensione onirica, sfumata e distante. Il fagotto seguito dagli archi gravi che introducono la nota di pedale, ed il sassofono contralto si alternano nella presentazione del tema che viene poi ripreso dagli altri strumenti: archi, oboe, flauto e corno inglese, flauto e clarinetto fino al sassofono finale.
Promenade
Moderato non tanto, pesante - La “Promenade” viene riproposta con un tono burbero e robusto. All’entrata della tromba sostenuta dai legni bassi segue tutta l’orchestra.
Tuileries (Dispute d’enfants après jeux)
Allegretto non troppo, capriccioso - Il terzo quadro è uno schizzo parigino: fugace, unitario nella lievità dei tratti volubili, ora staccati ora legati, sfrutta l’agilità dei legni e degli archi. Da notare nella parte centrale il flauto ed il clarinetto con i violini.
Bydlo
Sempre moderato pesante - “Bydlo” evoca un carro polacco trainato da buoi. Il carro incede faticosamente sulla scena con una melodia affidata alla tuba su un’ostinato ritmico degli strumenti gravi. Nella sezione centrale il tema passa alla piena orchestra con un cospicuo apporto delle percussioni. Nella ripresa il tema viene attribuito ai legni. Il carro esce di scena in progressivo diminuendo lasciando l’eco sonora del suo passaggio.
Promenade
Tranquillo - Situata nel registro acuto anticipa lo stacco dal quadro successivo. Ravel utilizza qui i legni, i corni e gli archi.
Balletto dei pulcini nei loro gusci
Scherzino. Vivo leggiero - Questo quadro è uno Scherzino con Trio centrale. L’orchestrazione è un autentico gioco di prestigio per il velocissimo zampettare e pigolare di accordi. Nella prima parte sono chiamati in causa legni, arpa ed archi pizzicati. Nel Trio intervengono anche corni, celesta e tamburo. Nella seconda parte si aggiungono triangolo e piatti.
Samuel Goldenberg und Schmuyle
Andante - La tragica ironia del sesto “quadro“ si regge sull’opposta caratterizzazione musicale e sul dialogo di due ebrei polacchi, Samuel Goldenberg e Schmuyle, l’uno ricco e l’altro povero. Il primo è ritratto con un vigoroso tema ebraico affidato a legni ed archi, che assume le fattezze di un recitativo severo e per nulla cordiale. Il povero esprime una tremolante e lamentosa melopea con il suono triste e velato di una tromba accompagnata dalle note basse dei legni. Nella terza parte si mescolano le due figure con il raddoppio delle trombe (ebreo povero) sugli accordi degli archi gravi (ebreo ricco). La chiusa riprende il tema del ricco ebreo affidato nuovamente a legni ed archi.
Limoges – Le marché
Allegretto vivo sempre scherzando - Il settimo pannello evoca una scena di mercato con una mirabolante scrittura orchestrale, iridescente di timbri e colori. Nella prima parte i corni introducono un gioco vivacissimo tra archi e fiati. Nella seconda prosegue il gioco strumentale con un cospicuo apporto delle percussioni. La chiusa è a pieno organico.
Catacombae – Sepulchrum Romanum
Largo - Dal mercato ad una scena macabra: tanto repentino quanto sconcertante è il passaggio all’’ottavo “quadro” ispirato da un acquerello in cui Hartmann ritraeva se stesso a lume di fiaccola, nelle catacombe di Parigi. Nella prima parte Ravel utilizza gli strumenti più gravi e tradizionalmente associati a situazioni metafisiche e mortuarie: gli ottoni rinforzati da fagotti, controfagotto e contrabbassi. Si respira l’oscurità, il senso della morte e la pesantezza dell’aria. In testa alla seconda parte, Andante non troppo, con lamento, Mussorgskij appose un sottotitolo latino, Cum mortuis in lingua mortua, e una didascalia: “Lo spirito creatore di Hartmann mi conduce ai teschi, mi chiama a loro, i teschi si illuminano leggermente”. La scena raccapricciante coinvolge l’autore: i tremoli degli archi traducono il sinistro baluginio dei crani, mentre circola tra i legni e i bassi il tema della “Promenade”, autoritratto di Musorgskij. Nella chiusa compare l’arpa.
La cabane sur des pattes de poule
Allegro con brio, feroce - Al macabro succede l’aggressività grottesca di “La capanna su zampe di gallina Baba-Jagà)”. Il riferimento è ad un progetto di Hartmann per un orologio in stile russo del XIV secolo rappresentante la capanna della fiabesca strega Baba-Jagà. Si tratta di un brano tumultuoso, di scatenata pulsione barbarica, incentrato sulla figura folle e stravolta della strega. Dopo un’introduzione sardonica e percussiva con legni gravi, archi e colpi di timpano e grancassa, compare il tema affidato prima ai corni ed alle trombe e poi agli archi pizzicati. La parte centrale contrappone il sommesso mormorio dei flauti ad una linea tematica affidata al fagotto. Segue uno sviluppo in cui sentiamo l’arpa, la celesta, lo xilofono, i legni con interventi puntiformi, e gli archi suddivisi fra tremoli e pizzicati. Un improvviso cambio di tempo (Allegro molto) ripropone il tema dell’introduzione e ci avvia alla tumultuosa conclusione che ci conduce al brano successivo.
La grande porta di Kiev
Allegro alla breve. Maestoso. Con grandezza - L’ultimo “quadro” si richiama al progetto di Hartmann per una struttura in stile russo antico, dotata di una piccola chiesa, che avrebbe dovuto sostituire le vecchie porte di legno di Kiev. E’ l’apoteosi di una Russia epica, religiosa ed eroica. Il pezzo si presta ad un grandioso trattamento orchestrale. La sezione principale viene esposta da ottoni e legni ma presto è suonata a pieno organico. La sezione secondaria è configurata come una sorta di corale ortodosso affidato ai legni. Il pieno orchestrale che ripropone il primo tema è seguito dai soli legni che suonano nuovamente il corale. I rintocchi della campana con corni, tuba, percussioni e pizzicati degli archi introducono il progressivo ingresso di tutta l’orchestra che ci porta prima alla sezione Meno mosso sempre maestoso e poi al gran finale.
Terenzio Sacchi Lodispoto
I Quadri di un'esposizione, la più rilevante delle composizioni per pianoforte di Musorgskij e uno dei più originali capolavori della letteratura musicale del secolo scorso, furono terminati il 22 giugno del 1874. Il motivo che ne determinò la creazione fu, come è spiegato in una annotazione posta sulla prima pagina dell'edizione originale, la mostra di acquarelli e disegni del pittore Victor Hartmann, scomparso nel 1874 e ottimo amico del musicista. È una serie di dieci pezzi, ognuno dei quali porta il titolo originale del quadro che lo ha ispirato, preceduto da una introduzione detta "Passeggiata", che si ripete spesso fra l'uno e l'altro episodio con variazioni di tonalità e mutamenti di colorito armonico. Con questi interludi l'autore ha voluto descrivere se stesso mentre si aggira nelle sale dell'esposizione; ora lentamente e quasi assorto, ora frettoloso perché attratto da un quadro che suscita maggiormente il suo interesse, talvolta rallentando l'andatura con il pensiero mesto rivolto all'amico morto.
La varietà e la ricchezza timbrica di quest'opera pianistica, che, vivo Musorgskij, rimase completamente ignorata (fu pubblicata nel 1886, cinque anni dopo la sua morte, nella revisione di Rimskij-Korsakov), hanno convinto diversi musicisti a trascriverla per orchestra; tra essi si ricordano Walter Goehr, Leopold Stokowski e Maurice Ravel, che nel 1923 elaborò una magistrale e popolarissima versione strumentale sulla primitiva stesura pianistica di Musorgskij.
I "quadri" si susseguono nell'ordine seguente: Passeggiata (Allegro giusto, nel modo rustico, senza allegrezza, ma poco sostenuto) - 1) Gnomus (Vivo - Poco meno mosso, pesante - Vivo) descrive un nano dalle gambe storte che allunga goffamente i passi: l'andatura grottesca è sottolineata efficacemente con movimenti ora striscianti, ora saltellanti - Passeggiata (Moderato, comodo assai e con delicatezza) - 2) Il vecchio castello (Andante, molto cantabile e con dolore) di stile medioevale davanti al quale un trovatore intona una canzone molto triste - Passeggiata (Moderato non tanto, pesante) - 3) Tuileries (Allegretto non troppo, capriccioso): un viale del giardino delle Tuileries a Parigi animato da un gruppo di bambini con le loro governanti. È una pittura musicale delicatamente fresca, tra il gioioso rincorrersi dei ragazzi e gli affettuosi richiami delle balie - 4) Bydlo (Sempre moderato, pesante) è un carro polacco dalle ruote enormi trainato dai buoi. I bassi sottolineano con fragore il procedere del pesante veicolo, mentre un tema di canzone popolare intonato dal guidatore del carro si espande gagliardamente nell'aria - Passeggiata (Tranquillo) - 5) Balletto di pulcini nei loro gusci (Vivo, leggero): grazioso scherzo di elegante fattura - 6) Samuel Goldenberg e Schmuyle (Andante) è una divertente caricatura su due ebrei polacchi, l'uno ricco e l'altro povero. Due melodie ebraiche si rispondono e si scontrano fra di loro: la prima grave e solenne, l'altra vivace, saltellante e supplichevole raffigurano plasticamente i due personaggi, dei quali uno dall'aspetto massiccio, procede con lentezza come un grosso cane di razza, mentre l'altro, dal corpo esile, si muove e si nasconde come un cagnolino, senza perdere mai di vista il primo. In questa pagina si rivela l'abilità di Musorgskij nel rendere con pochi tratti la psicologia umana attraverso l'essenzialità del discorso sonoro. A questo punto viene accennato di nuovo il tema della "Passeggiata", ma spesso è omesso dagli esecutori e dai trascrittori - 7) II mercato di Limoges (Allegretto vivo, sempre scherzando) rappresenta il frizzante cicaleccio delle donne che chiacchierano animatamente sulla piazza - 8) Catacombe ovvero Sepulcrum romanum (Largo - Andante non troppo con lamento): qui Hartmann aveva disegnato se stesso intento a visitare l'interno delle catacombe di Parigi alla luce d'una lanterna. Nel manoscritto originale Musorgskij scrisse sopra l'Andante: «Cum mortuis in lingua mortua» e poi in russo: «Lo spirito creatore del morto Hartmann mi guida verso i crani e li interroga; i crani si illuminano internamente di un dolce chiarore». Una successione di accordi, ora pianissimi ora fortissimi, si sviluppa su una derivazione ritmica della frase della "Passeggiata" - 9) La capanna di Baba-Yaga (Allegro con brio, feroce - Andante mosso - Allegro molto): è un quadro di straordinario splendore ritmico e descrittivo di un orologio da piazza a forma di capanna della popolare strega della leggenda russa Baba-Yaga, poggiante su zampe di gallina - 10) La grande porta di Kiev (Maestoso. Con ricchezza) rievoca con accordi solenni e maestosi (solo due brevi incisi pensosi sull'amico scomparso) l'ingresso dell'antica fortezza slava della capitale ucraina, Kiev, con le sue imponenti torri e le pesanti campane di bronzo suonate a distesa.