L. A. Mej (da Hajdamakij di Sevcenko)
N. Rimskij-Korsakov
Goy,
gop, gop, gopak!
Ho amato un cosacco, ma è vecchio, rosso di capelli
e storto.
E' il mio destino ora!
Un destino triste, ma tu vecchietto, vai a prerider l'acqua,
ed io vado nella taverna, prendo un bicchiere e dopo cin e cin...
Il primo bicchiere da sola, il secondo con un ragazzo.
Dopo mi butto nel ballo e dietro di me anche il giovane.
Il vecchio rosso mi chiama, ma io gli faccio un brutto gesto.
«Se ti sei sposato, demonio, abbi cura, di trovar
pane».
Ecco così! Devi aver pietà per i figli, nutrirli
e vestirli,
Ecco come!
Abbi cura, se no sarà peggio, perché ci penso io!
Ascoltami!
Abbi cura, vecchio rosso svergognato! Vai al diavolo!
Solo, vecchio, non dimenticare di muovere la culla nella ninna nanna;
così!
Quando ero giovane e bella, mettevo il grembiule sulla finestra,
e da lì salutavo, ricamando seta.
Goy, Semyou, Ivan, mettetevi il vestito bello
e venite a passeggiare con me,
dopo ci sediamo e cantiamo:
«Goy, gop, gop, gopak,
Ho amato un cosacco, vecchio, rosso, storto e scemo. Goy».
Testo tratto dal
programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia; Roma,
Sala Accademica di via dei Greci, 11 Dicembre 1981