II vecchio Bocconio, prossimo alle nozze con la nobile Eugenia, viene deriso da Pulcherio, Don Asdrubale e dalla nipote Bettina per i suoi progetti matrimoniali. Giunta a Livorno dal promesso sposo, Eugenia riconosce l'amato Don Asdrubale, che credeva morto, ma presto si rende conto che questi gli è conteso da altre due spasimanti, Bettina e Metilde. Dopo mille intrighi Eugenia e Don Asdrubale si ricongiungono e Bocconio resta solo, assistendo anche all'unione di Bettina con Pulcherio e di Metilde con Gervasio.
Poco dopo aver abbandonato la composizione de L'oca del Cairo, nel 1783 o nel 1784 Mozart iniziò a scrivere un'altra opera buffa, dal titolo Lo sposo deluso ossia La rivalità di tre donne per un solo amante. Il libretto, per lungo tempo attribuito erroneamente a Lorenzo Da Ponte, era basato su quello dell'intermezzo Le donne rivali, probabilmente scritto da Giuseppe Petrosellini e messo in musica con successo da Cimarosa (Roma 1780).
Mozart aveva già in mente la distribuzione delle parti in riferimento alla compagnia italiana attiva a Vienna, ma l'opera non fu mai portata a termine, forse perchè non era legata a un incarico preciso. Si conservano, abbozzati, l'ouverture e il quartetto a essa collegato all'inizio del primo atto, un'aria di Eugenia e una di Pulcherio e un terzetto con Eugenia, Asdrubale e Bocconio, l'unico pezzo scritto per esteso in tutte le parti. Dopo la morte di Mozart, un suo allievo completò l'orchestrazione dell'ouverture e del quartetto per la vedova Constanze, che presentò il quartetto e il terzetto in un concerto a Praga nel 1797. Nonostante il manoscritto sia molto lacunoso, i frammenti hanno certa rilevanza anche perché testimoniano il desiderio di Mozart di confrontarsi con le problematiche dell'opera italiana, che affronterà con successo pochi anni dopo nelle Nozze di Figaro.
Clelia Parvopassu