Mozart, eccellente pianista sin da bambino, suonò spesso a quattro mani con sua sorella Nannerl (Maria Anna) in ricevimenti e serate musicali in cui dominavano la bravura e il virtuosismo dei due giovanissimi interpreti. Egli comunque ha arricchito questa specifica pratica concertistica a quattro mani ed ha lasciato diverse composizioni che si distinguono per freschezza inventiva e brillantezza espressiva, sul piano certamente più del divertimento che di una profonda necessità intellettuale. Il suo esempio in questo campo non è rimasto isolato, visto che anche Beethoven, Schubert, Schumann, fino a Debussy, Ravel e Stravinsky scrissero pezzi per pianoforte a quattro mani, riproposti nei programmi delle varie Istituzioni musicali. Ci limitiamo a ricordare alcune delle Sonate mozartiane per pianoforte a quattro mani: quella in do maggiore K. 19d, composta nel maggio del 1765 ed eseguita con la sorella Nannerl durante una tournée in Europa, le altre in re maggiore K. 381, in si bemolle maggiore K. 358, in fa maggiore K. 497 e in do maggiore K. 521, scritta nel maggio 1787 per la sorella del suo amico Gottfried von Jacquin. C'è poi l'Andante con cinque variazioni in sol maggiore K. 501, collocato nel 1786 e apprezzato per il suo elegante charme melodico e con esso il pezzo riproposto nel concerto di stasera, cioè la Sonata per due pianoforti in re maggiore K. 448, articolata in tre tempi e improntata ad un clima di festosa piacevolezza sonora. In una lettera del 24 novembre 1781 scritta da Mozart a Vìenna e indirizzata a Salisburgo è detto: «Ieri sono stato invitato dalla famiglia Aurnhammer... Abbiamo suonato un concerto per due pianoforti che ho composto per l'occasione ed ha ottenuto un vivo successo». Si tratta della Sonata in re maggiore K. 448 composta per Joséphine Aurnhammer, una delle prime allieve viennesi del musicista e molto stimata per la sua bravura tecnica e il suo virtuosismo. Infatti la Sonata in re maggiore richiede sin dal primo movimento (Allegro con spinto) un perfetto equilibrio nel dialogo e nella funzione dei giochi sonori, sottolineando lo spigliato e cordiale pianismo a quattro mani. Tale carattere si accentua nel Rondò finale, dove l'atmosfera assume un tono di scoppiettante divertimento, mentre l'Andante centrale in sol maggiore, diviso in tre parti, mostra tinte delicate e sfumate sul piano armonico ed espressivo. Insomma, lo stile della Sonata è galante e inserito in un classicismo di pura fantasia creatrice.