Insieme con l'aria «Se
ardire e speranza» KV 82 (73o), «Se tutti i mali
miei» KV83 (73p) risale al soggiorno
romano di Mozart, nella primavera del 1770. Il testo è
ancora tratto da Demofoonte
(II, 6): condannata a morte per essersi sposata in segreto con Timante,
Dircea si rivolge a Creusa, destinata dal re Demofoonte a sposare lo
stesso Timante, cercando di suscitare in lei compassione e proclamando
la propria innocenza. Si tratta, in sostanza, di una aria patetica.
L'interpretazione mozartiana appare ispirata e di ammaliante
amorevolezza nella parte principale: una vellutata e malinconica
morbidezza connota le quattro successive intonazioni del testo, nelle
quali il semplice canto sillabico si avvicenda a una condotta poco
più fiorita e ad alcuni espressivi passaggi vocalizzati in
prossimità delle cadenze. Assai più convenzionale
e
perfino antiquata risulta invece la parte secondaria.
Cesare Fertonani