Le Serenate, i Divertimenti, le Cassazioni e i pezzi che prendono il nome di musiche notturne sono legati al gusto settecentesco di far musica insieme e riflettono una identica struttura formale in cui si alternano movimenti di danza e passaggi solistici o virtuosistici, riservati ad esecutori bravi e di talento, ma non necessariamente eccezionali. Per questa ragione le Serenate e i Divertimenti per archi e per strumenti a fiato sono musiche di gradevole ascolto, dalla scrittura semplice e lineare e dai segni armonici chiari e precisi, che denotano un classicismo equilibrato e sereno. Si avverte certamente la presenza di uno stile cameristico di solida fattura e di illuministica intelligenza, ma si è ancora lontani dal grande Mozart caratterizzato da una inesauribile forza creativa e da una profonda personalità espressiva. Il dato rilevante delle Serenate e dei Divertimenti è la limpidezza e la trasparenza quartettistica del suono e l'omogeneità e la fusione degli impasti strumentali, in ubbidienza alle regole di un discorso musicale accessibile a tutti e senza quei risvolti tragici e quei tormenti spirituali che pur esistono nell'arte mozartiana.
I Divertimenti mozartiani prevedono una struttura piuttosto varia e sono scritti o per archi e singoli strumenti a fiato oppure per soli fiati, il cui numero non è rigidamente fisso. La formazione più frequente contempla la presenza di due oboi, due corni e due fagotti (K. 213, 240, 252, 253, 270, 289); a volte si aggiungono due clarinetti (K. 196e e 196f, 375, 388), oppure anche due corni inglesi (K. 166 e 186). Non mancano accoppiamenti strumentali molto arditi con due flauti, cinque trombe e timpani (K. 187 e 188). Da ciò si deduce come il timbro strumentale rivesta un ruolo importante in queste composizioni, dove si rivela l'abilità del compositore nel contrapporre, ad esempio, il timbro chiaro dell'oboe alla voce malinconica e leggermente nasale del corno inglese, il suono stridente e metallico del corno di bassetto a quello dolce e pastoso del clarinetto.
Una prova abbastanza indicativa dello stile di queste composizioni viene data dal Divertimento K. 251, scritto da Mozart nel luglio 1776 per il compleanno della sorella Nannerl. Non per nulla il brano è punteggiato da ritmi brillanti, arguti e leggeri di intonazione parigina, sicuramente per assecondare i gusti della sorella, che, da brava claviccmbalista, si era specializzata nella esecuzione della musica francese. Tutto scorre con leggerezza ed eleganza galante, specie nel dialogo tra il suòno caldo e leggermente metallico dell'oboe e le fioriture del primo violino. Il Divertìmento si apre con un tempo in forma di sonata dal ritmo vivace ed allegro; segue un Minuetto in cui il musicista introduce ornamenti e variazioni al tema principale. L'Andantino è un delicato e delizioso rondò con una serie di intermezzi che sembrano tanti siparietti di un'unica scena. Il secondo Minuetto è un tema con sei variazioni, di cui l'ultima si richiama ciclicamente all'inizio del movimento. Anche il quinto tempo (Allegro assai) ha l'andamento di un rondò, sviluppato ampiamente e con ricchezza di invenzione timbrica. Il Divertimento si chiude con una Marcia alla Francese, detta in tal modo per il particolare carattere del ritmo, molto marcato e meno cantabile della maggior parte dei temi di marcia composti in precedenza da Mozart.
Si ritiene, secondo alcuni studiosi mozartiani, tra cui
Alfred Einstein, che il musicista abbia anticipato in questo Divertimento in re maggiore
i temi per il balletto parigino Les
Petits riens composto nell'estate del 1778 e andato in
scena senza il nome dell'autore sul manifesto, insieme all'opera buffa
di Piccinni Le due
gemelle, tanto che il successo andò al
coreografo Noverre e nessuno seppe in quella occasione chi fosse
l'autore dell'ouverture e delle quattordici danze distribuite in tre
quadri.