Ascanio
in Alba
Festa teatrale in due parti, K
111
Musica:
Wolfgang Amadeus Mozart
Libretto:
Giuseppe Parini
Personaggi:
- Venere (soprano)
- Ascanio, (mezzosoprano)
- Silvia, Ninfa del Sangue d'Ercole (soprano)
- Aceste, sacerdote (tenore)
- Fauno, uno dei principali pastori (soprano)
- Coro di geni, pastori e pastorelle
Organico:
2 flauti, 2 oboi, 2 fagotti, 2 serpenti, 2 corni, 2 trombe, timpani,
archi
Per i recitativi: clavicembalo e violoncello
Composizione:
Milano, 30 Agosto - 23 Settembre 1771
Prima esecuzione:
Milano, Teatro Regio Ducale, 17 Ottobre 1771, in occasione delle nozze
dell’arciduca Ferdinando
Sinossi
La dea Venere mostra a suo figlio Ascanio il paesaggio
ameno dove sorgerà la città di Alba, in uno
scenario bucolico popolato da Ninfe e Pastori, dove ella è
venerata e su cui Ascanio dovrà regnare dopo aver sposato
Silvia, la Ninfa della stirpe di Ercole, che gli è stata
promessa.
Ascanio è preoccupato perché
Silvia non lo conosce; la madre gli rivela che da quattro anni Amore
appare in sogno alla Ninfa con le fattezze dello stesso Ascanio e ne ha
conquistato il cuore. Ascanio potrà parlare alla Ninfa senza
però rivelarsi.
Il sacerdote Aceste intanto sta facendo i preparativi
per le nozze; Fauno e i Pastori cantano le lodi a Venere. Silvia vede
Ascanio e rimane profondamente turbata: lo desidera ma pensa di essere
promessa ad un altro. Aceste la tranquillizza.
Silvia e i Pastori si preparano ad accogliere la dea con
cori e ghirlande di fiori. Venere compie un miracolo: tramuta gli
alberi in colonne. Silvia viene condotta da Fauno al Sacro Monte.
Dal momento che Ascanio ancora non può
rivelarsi, Silvia si convince di essere stata ingannata. Ascanio cerca
di parlarle ma lei fugge via.
Pastori, Ninfe e Pastorelle, e in seguito anche Aceste e
Silvia, intonano magnifici cori in onore della dea. Le nubi si
squarciano e la dea appare in tutto il suo splendore accompagnata da
Grazie e Geni. Ascanio rivela la sua identità e con Silvia e
Aceste espongono i loro sentimenti e ringraziano Venere. Al loro si
aggiunge il coro solenne di Grazie, Geni, Pastori e Ninfe.
Struttura musicale
- Ouverture
- Allegro assai (re maggiore) - 2 flauti, 2 oboi, 2 corni, 2 trombe,
timpani, archi
[Alla Sinfonia d'ouverture è aggiunto il
Finale K1 120 (K6 111a)]
Parte I:
Scena I:
- Balletto
- Andante grazioso (sol maggiore) - 2 flauti, 2 oboi, 2 corni, archi
- Di te
piu amabile - Coro (Geni e Grazie) - Allegro (re
maggiore) - 2 flauti o oboi, 2 corni, 2 trombe, timpani, archi
- Geni,
Grazie, ed Amori - Recitativo (Venere, Ascanio)
- L'ombra
de' rami tuoi l'amico suolo aspetta - Aria (Venere)
- Allegro (sol maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
- Ma la
ninfa gentil - Recitativo (Ascanio, Venere)
- Di te
piu amabile - Coro (Geni e Grazie) - Allegro (re
maggiore) - 2 flauti o oboi, 2 corni, 2 trombe, timpani, archi
Scena II:
- Perchè
tacer degg'io? - Recitativo (Ascanio) - Andante. Allegro.
Andante. Andante un poco Adagio. Più Andante. Un
poco Adagio. Un poco Allegro. Andante - archi
- Cara,
cara lontano ancora - Aria (Ascanio) - Allegro (si bemolle
maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
Scena III:
- Venga
venga de' sommi eroi - Coro (pastorelle)
- Allegro (sol maggiore) - 2 flauti, 2 oboi, 2 fagotti o
violoncelli, 2 corni, basso
- Ma qual
canto risona? - Recitativo (Ascanio, Fauno)
- Venga,
venga de' sommi eroi - Coro (pastori) - Allegro
(sol maggiore) - 2 flauti, 2 oboi, 2 fagotti o violoncelli, 2 corni,
basso
- Ma tu
chi sei che ignoto - Recitativo (Fauno, Ascanio)
- Se il
labbro piu non dice - Aria (Fauno) - Tempo grazioso (la
maggiore) - archi
- Quanto
soavi al core - Recitativo (Ascanio, Fauno)
Scena IV:
- Hai di
Diana il core - Coro (pastori, pastorelle, ninfe)
- Allegro comodo (fa maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
- Oh
generosa Diva - Recitativo (Aceste)
- Venga
venga de' sommi eroi - Coro (pastori) - Allegro
(sol maggiore) - 2 flauti, 2 oboi, 2 fagotti o violoncelli, 2 corni,
basso
- Di
propria man la Dea - Recitativo (Aceste)
- Venga
venga de' sommi eroi - Coro (pastori) - Allegro (sol
maggiore) - 2 flauti, 2 oboi, 2 fagotti o violoncelli, 2 corni, basso
- Oh mia
gloria - Recitativo (Aceste)
- Per la
gioja in questo seno - Aria (Aceste) - Allegro aperto (si
bemolle maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
- Misera!
che farò? - Recitativo (Silvia, Aceste)
- Si, si,
si, ma d'un altro amore - Cavatina (Silvia) Andante (mi
bemolle maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
- Ah no,
Silvia t'inganni - Recitativo (Aceste, Silvia)
- Come e
felice stato quello d'un alma fida - Aria (Silvia) -
Allegro (do maggiore) - 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, archi
- Silvia,
mira che il sole omai s'avanza oltre il meriggio
- Recitativo (Aceste)
- Venga
venga de' sommi eroi - Coro (pastori) - Allegro (sol
maggiore) - 2 flauti, 2 oboi, 2 fagotti o violoncelli, 2 corni, basso
Scena V:
- Cielo!
che vidi mai! - Recitativo (Ascanio, Venere)
- Ah, di
si nobil alma quanto parlar vorrei - Aria (Ascanio) -
Adagio (re maggiore). Allegro. Andante grazioso. Adagio.
Allegro - 2 oboi, 2 corni, 2 trombe. archi
- Un'
altra prova a te mirar - Recitativo (Venere, Ascanio)
- Al
chiaror di que' bei rai - Aria (Venere) - Allegro
(la maggiore) - archi
- Di te
più amabile - Coro (Geni e Grazie)
- Allegro (re maggiore) - 2 flauti o oboi, 2 corni, 2 trombe,
timpani, archi
Parte II:
Scena I:
- Star
lontana non so - Recitativo (Silvia)
- Spiega
il desio le piume - Aria (Silvia) - Allegro (sol
maggiore). Andante grazioso. Allegro - 2 oboi, 4 corni, archi
- Già
l'ore sen volano - Coro (pastorelle) - Un poco
Allegro (do maggiore) - archi
Scena II:
- Cerco
di loco in loco la mia Silvia fedele
- Recitativo (Ascanio)
- Numi!
che fo m'appresso? - Recitativo (Silvia, Ascanio) - 2
oboi, 2 fagotti, 2 corni, archi
Scena III:
- Silvia,
Silvia ove sei? - Recitativo (Fauno, Silvia, Ascanio)
- Dal tuo
gentil sembiante risplende un' alma grande - Aria (Fauno)
- Allegro moderato (si bemolle maggiore). Andante ma adagio (mi
bemolle maggiore) per archi. Allegro moderato (si
bemolle maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
Scena IV:
- Ahime!
Che veggio mai? - Recitativo (Ascanio)
- Al mio
ben mi veggio avanti - Aria (Ascanio) - Un poco Adagio (mi
maggiore). Allegro. Adagio. Allegro - archi
- Ferma,
aspetta, ove vai? - Recitativo (Silvia) - archi
- Infelici
affetti miei - Aria (Silvia) - Un poco Adagio (mi bemolle
maggiore). Allegro. Un poco Adagio - 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni, archi
- Anima
grande - Recitativo (Ascanio, Silvia)
- Che
strano evento turba la vergine in questo di! - Coro
(pastorelle) - Allegro (si bemolle maggiore) - archi
Scena V:
- Ah! la
crudel - Recitativo (Ascanio)
- Torna
mio bene ascolta - Aria (Ascanio) - Andante grazioso (fa
maggiore) - 2 flauti, 2 serpenti o corni inglesi, 2 fagotti, 2 corni,
archi
Scena VI:
- Venga
venga de' sommi eroi - Coro (pastori) - Allegro (sol
maggiore) - 2 flauti, 2 oboi, 2 fagotti o violoncelli, 2 corni, basso
- Che
strana meraviglia del tuo cor mi narrasti
- Recitativo (Aceste)
- Sento
che il cor mi dice che paventar non dei - Aria (Aceste) -
Allegro (la maggiore) - archi
- Si,
padre - Recitativo (Silvia, Aceste)
- Scendi,
celeste Venere - Coro (pastori, pastorelle, ninfe)
- Andante (do maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
- Ma
s'allontani al men da gli occhi miei - Recitativo (Silvia,
Aceste, Ascanio)
- No, non
possiamo vivere - Coro (pastori, pastorelle, ninfe)
- Andante (do maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
- Ecco,
ingombran l'altare le fauste nubi intorno
- Recitativo (Aceste)
- Scendi,
celeste Venere - Coro (pastori, pastorelle, ninfe) -
Andante (do maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
- Invoca,
o figlia - Recitativo (Aceste, Silvia, Ascanio,
Venere)
- Ah caro
sposo, oh Dio! - Trio (Silvia, Ascanio, Aceste) - Andante
(si bemolle maggiore). Allegro - 2 oboi, 2 corni, archi
- Eccovi
al fin di vostre pene - Recitativo (Venere)
- Che bel
piacere io sento - Trio (Silvia, Ascanio, Aceste) -
Allegro (si bemolle maggiore) - 2 oboi, 2 corni, archi
- Ah! chi
nodi piu forti - Recitativo (Venere, Silvia, Ascanio,
Aceste)
- Alma
Dea, tutto il mondo
- Coro finale (Geni, grazie, pastori, ninfe) - Allegro molto
(re
maggiore) - 2 oboi, 2 corni, 2 trombe, timpani, archi
Sull’onda del recente successo (dicembre 1770)
di Mitridate re di Ponto, al figlio quindicenne di Leopold Mozart
veniva offerta un’occasione da non rifiutare: la composizione
di un’opera celebrativa, nel quadro dei festeggiamenti di un
matrimonio imperiale. Gli sposi erano Maria Ricciarda Berenice
d’Este, erede del Ducato di Modena, e l’arciduca
Ferdinando, terzogenito di Maria Teresa e nuovo governatore della
Lombardia austriaca. La festa teatrale affidata al giovane Wolfgang
andò in scena due giorni dopo le nozze, ottenendo un
successo straordinario: la coppia arciducale ne fu entusiasta, Mozart
ricevette dalle mani di Maria Teresa un orologio d’oro ornato
di diamanti, mentre Ferdinando propose alla madre, purtroppo invano,
l’assunzione del giovane talento. Questi era riuscito anche
nell’intento insperato di sbaragliare la temibile
concorrenza: l’opera seria commissionata
all’illustre coppia Hasse-Metastasio (Ruggiero, ovvero
L’eroica gratitudine , ultima fatica teatrale per entrambi),
battuta in modo «indescrivibile», come scrive con
orgoglio papà Leopold alla moglie. Parini,
all’epoca poeta del Regio Ducal Teatro, aveva confezionato
una vicenda pastorale-allegorica allusiva a tutti i protagonisti delle
«felicissime nozze»: sotto i panni di Venere si
nascondeva Maria Teresa, sotto quelli di Ascanio Ferdinando, mentre
Silvia - in quanto discendente di Ercole - rappresentava la casata
d’Este. In uno scenario idillico-pastorale Venere promuove le
nozze tra Ascanio e Silvia; quest’ultima però non
deve conoscere l’identità del ragazzo, che gli
appare in un sogno premonitore. Nella seconda parte, lungo un impervio
percorso psicologico di paure e inquietudini, viene saggiata la
virtù della giovane coppia: virtù che,
contrapposta all’irrazionale inclinazione
dell’eros, viene programmaticamente additata
all’alma grande dei nobili sposi, attraverso un gioco di
riferimenti impliciti tra la vicenda sul palcoscenico e gli augusti
spettatori in sala. La fantasia del giovane compositore prende il volo
proprio lungo questo percorso, nel superamento del segreto che
impedisce ai ragazzi di seguire l’attrazione reciproca,
descritto nella trepida palpitazione dei recitativi accompagnati e
delle arie destinate ai due innamorati; tra queste, l’aria di
Silvia "Infelici affetti miei" è una delle pagine
più notevoli di questa fortunata prova giovanile di Mozart,
arricchita anche da un apparato di cori festivi.
(1)
"Dizionario
dell'Opera 2008", a cura di Piero Gelli, edito da Baldini Castoldi
Dalai editore,
Firenze