Die drei Zigeuner, S 320

per voce e pianoforte

Musica: Franz Liszt (1811 - 1886)
Testo: Nikolaus Lenau
Organico: voce, pianoforte
Composizione: 1860
Edizione: Kahnt, Lipsia, 1860
Dedica: Emilie Merian-Genast

Vedi a S 383 la trascrizione per violino e pianoforte
Vedi a S 374 la trascrizione per voce e orchestra
Testo (nota 1)

Die drei Zigeuner Tre zingari
Drei Zigeuner fand ich einmal
Liegen an einer Weide,
Als mein Fuhrwerk mit müder Qual
Schlich durch sandige Heide.
Vidi un giorno tre zìngari
che stavano su un prato,
mentre la mia carrozza strisciava
faticosamente per la landa sabbiosa.
Hielt der eine für sich allein
In den Händen die Fiedel,
Spielt, umglüht vom Abendschein,
Sich ein feuriges Liedel.
Il primo teneva in mano
un violino, solo per se,
e nella luce del tramonto suonava
un canto appassionato.
Hielt der Zweit die Pfeif im Mund,
Blickte nach seinem Rauche,
Froh, als ob er vom Erdenrund
Nichts zum Glücke mehr brauche.
Ii secondo aveva in bocca una pipa
e ne seguiva il fumo con lo sguardo,
contento, come se del mondo intero
nulla gli servisse per esser piü felice.
Und der dritte behaglich schlief,
Und sein Cimbal am Baum hing,
Über die Saiten der Windhauch lief,
Über sein Herz ein Traum ging.
Il terzo dormiva beato,
la sua cetra appesa a un ramo;
tra le corde passava il vento
e nel suo cuore un sogno.
An den Kleidern trugen die
drei Löcher und bunte Flicken,
Aber sie boten trotzig frei
Spott den Erdengeschicken.
Gli abiti dei tre erano pieni
di bucht, rammendi e toppe,
eppure, testardi e liberi,
si facevano beffe del mondo.
Dreifach haben sie mir gezeigt,
Wenn das Leben uns nachtet,
Wie man's verraucht, verschläft, vergeigt,
Und es dreimal verachtet.
Tre volte mi hanno mostrato
come si affronta la vita ehe ci sfugge
fumando, dormendo e suonando,
e si disprezza tre volte.
Nach den Zigeunern lang noch schaun
Musst' ich im Weiterfahren,
Nach den Gesichtern dunkelbraun,
Den schwarzlockigen Haaren.
A lungo guardai i tre zingari
mentre la carrozza si allontanava,
guardai i loro volti abbronzati,
i capeüi ricci e neri.

(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia Filarmonica Romana,
Roma, Teatro Olimpico, 21 febbraio 1990


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Ultimo aggiornamento 29 agosto 2019