L'isle joyeuse fu scritta da Debussy, nel settembre del 1904, a Dieppe dove il compositore si era recato in vacanza abbandonando la moglie, in compagnia della signora Emma Bardac che più tardi avrebbe sposato in seconde nozze. Il pezzo sarebbe e ispirato ad un celebre quadro di Watteau, L'embarquement pour Cythère, e perciò Debussy avrebbe impiegato la grafia antica di "isola", isle, in luogo del oderno ile. Pubblicata nel 1904, senza dedica, la composizione fu eseguita per la prima volta il 18 febbraio 1905 alla Société Nationale da Ricardo Vines, ìnsieme con Masques, e divenne in breve tempo molto nota. Musica "all'aperto" come la rivoluzionaria dans Grenade dell'anno precedente, l'Isle joyeuse è pero di concezione, di struttura e di scrittura strumentale più tradizionali. Si tratta, fatto raro in Debussy, di un pezzo da concerto calcolato in vista del rapporto con il pubblico di una grande sala. Lo "scenario" si richiama alla Fétes galantes di Verlaine e, ataverso questi, a Watteau, non senza un tocco - l'imbarco per l'isola dell'amore - di autobiografismo. Sono evidenti i simbolismi dell'acqua (nel primo tema) e dell'isola dell'amore (nel secondo tema, che arieggia il valzer lento), ma la scrittura è saldamente ancorata alla tradizione virtuosistica postlisztiana ed è di effetto brillantissimo nella sua sapiente mescolanza di dinamiche contrastanti, di rarefazioni e di accumulazioni. La forma, sebbene non legata ad uno schema tiene però conto dell'allegro bitematico della sonata: esposizione di due temi, sviluppo, riesposizione abbreviata e coda. Il recupero della tradizione prevale quindi qui sulla sperimentazione che caratterizza le precedenti Estampes (1903) e che segnerà poi tutta l'opera di Debussy a partire dalla prima serie delle Images (1905). Da qui la grande fortuna concertistica dell'Isle joyeuse nella prima metà del nostro secolo ed il minore interesse che verso di essa fu dimostrato dagli interpreti del trentennio '50-'80. Oggi la composizione sta tornando in repertorio.
Piero Rattalino