Forma normalmente utilizzata come aria vocale, avente il generico intento di rievocare il canto dei gondolieri veneziani, la Barcarola venne rivisitata in forma pianistica da Chopin nella sua op. 60. In essa Chopin usa i toni soffusi e la dolcezza melodica tipica dei Notturni, con alcuni impasti armonici che appaiono come delle chiazze sonore, quasi una sorta di impressionismo ante litteram, tanto che Ravel ebbe a scrivere, in un suo articolo, parole di profonda ammirazione per questa pagina straordinaria. Ne č un esempio la pennellata di colore delle tre battute introduttive, dalla quale prende il via il cullante accompagnamento di barcarola della mano sinistra che sostiene il dolce e frastagliato disegno melodico a terze parallele della prima parte (sezione A). Il tema evolve quindi in un libero fluire di nuove invenzioni melodiche arricchite di trilli e rapide fioriture a seste parallele. Un breve episodio interlocutorio di collegamento, nel quale riecheggiano elementi gią ascoltati nel tema, riporta al tema principale riesposto con consistenti varianti armonico-melodiche. Un delicato filo di crome introduce quindi la sezione centrale (B): un'ipnotica ripetizione di un frammento melodico sostenuto dall'ostinato «dondolio» del basso. Dopo un'intensificazione della dinamica l'episodio B si scioglie in un delicato e cullante motivo a terze parallele, terminando con una statica successione accordale e un libero fluire della mano destra che conduce a un'appassionata ripresa del tema principale. Ricompare quindi il motivo cantabile a terze parallele della sezione B, variato e ampliato di dimensioni, seguito da un'ampia coda conclusiva ricca di fantasia, nella quale riecheggiano, tra l'altro, le fioriture a seste parallele della prima parte.
Carlo Franceschi de Marchi