Glossario



Concertino in si bemolle maggiore per clarinetto e piccola orchestra op. 48, KV 276

Musica: Ferruccio Busoni
Organico: clarinetto solista, 2 oboi, 2 fagotti, 2 corni, triangolo, archi
Composizione: marzo - aprile 1918
Prima esecuzione: Zurigo, Tonhalle, 9 dicembre 1918
Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia, 1918
Dedica: Edmondo Allegra

Guida all'ascolto (nota 1)

Col Concertino op. 48 per clarinetto e piccola orchestra di Busoni si ritorna in un clima neoclassico o meglio in quello di una nuova classicità, di una «Junge Klassizìtät» come lo stesso Busoni qualificava il fulcro della sua poetica. Mentre il neoclassicismo, almeno nell'accezione corrente degli anni venti, comportava la estrinseca desunzione di moduli e di forme da modelli preesistenti, la classicità postulata da Busoni, pur non escludendo il diretto riferimento a modelli del passato (soprattutto a quelli offerti dal grande Bach) cercava le sue premesse «nella padronanza, nell'esame, nello sfruttamento di tutti i risultati delle esperienze passate» e nell'innovazione incessante dei portati formali della tradizione senza atteggiamenti polemicamente critici, senza fare del radicalismo modernista un fine a sè stesso. Busoni era perfettamente consapevole delle difficoltà che le sue musiche, e soprattutto quelle del suo ultimo periodo, avrebbero incontrato presso il pubblico. Infatti in una lettera a Mario Corti egli scrisse testualmente: «Nell'ultimo mio modo di scrivere la mancanza di sensualità colpisce l'uditore una forma che non gli è familiare... I miei suoni devono necessariamente sembrare astratti, inafferrabili, non spasmodici; anzi piuttosto riflessivi, riservati. E' uno dei miei consci ideali di arrivare all'illimitato nell'espressione musicale, mantenendo una forma perfettamente concreta e costruttiva...» Al gruppo di lavori fioriti nell'aura metafisica che circonda il supremo capolavoro di Busoni, Doktor Faust, appartiene anche il Concertino op. 48 per clarinetto e piccola orchestra.

Composto nel 1919 all'intenzione del clarinettista zurighese Edmondo Allegra, che ne è il dedicatario, il Concertino è dedicato forse intimamente alla memoria del padre Ferdinando Busoni il quale era stato estroso clarinettista. Formulato in un solo movimento senza soluzioni di continuità il Concertino presenta quattro sezioni distinte. La prima è un Allegretto sostenuto, alla breve, dal carattere introduttivo. La seconda, un Andantino pastorale in sei ottavi, presenta un'ambiguità tonale tipicamente busoniana. Un recitativo funge da ponte verso un vìrtuosistico Allegro. Un Minuetto, ironicamente quanto teneramente pomposo, conclude il Concertino.

Roman Vlad


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di via della Conciliazione, 27 ottobre 1974

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Ultimo aggiornamento 19 settembre 2013
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