L'Esposizione del primo movimento della Sonata n. 1, Allegro, si apre con un energico tema dal marcato movimento accordale, il cui profilo melodico mette in moto un fugato utilizzato come episodio di transizione. Il secondo gruppo tematico si apre invece con una malinconica melodia (A), nella relativa tonalità minore, seguita da un delicato motivo (B) che si dipana per terze sopra un ribattuto pedale di dominante. La riproposizione variata di questi due elementi (A e B) del secondo gruppo tematico, inframmezzati da un episodio di collegamento con rapide fioriture di sedicesimi e una scala cromatica discendente, completa l'Esposizione, che viene completamente ritornellata.
Lo Sviluppo è quasi interamente costruito sul secondo tema. Il primo episodio è una variazione della frase B (secondo gruppo tematico) che si apre con un piano espressivo contenente brevi accenni imitativi, per poi passare a un forte marcato nel quale il tema è affidato a vigorose ottave della mano destra. La trama musicale si anima furiosamente con percussioni accordali tra le quali si inserisce, con strette reiterazioni, una piccola cellula ritmica estrapolata dal primo tema. Interviene quindi la frase A (secondo gruppo tematico) che viene messa in progressione (solo nella parte iniziale) alternandosi tra mano sinistra e mano destra, fino a che la concitata animazione dello Sviluppo si dissolve in un pianissimo con contìnue reiterazioni della già citata cellula ritmica del primo tema. Lo Sviluppo si conclude con una deliziosa melodia che, pur essendo chiaramente derivata dalla frase A, da essa si distoingue decisamente; la stessa melodia, fiorita da un delicato disegno terzinato, prepara infine la Ripresa. Questa ricalca a grandi linee il percorso dell'Esposizione, eliminando tuttavia il fugato di collegamento con il secondo gruppo tematico, trasposto nella tonalità principale ma in modo minore. In conclusione la frase B viene messa in stretta progressione, per poi lasciar spazio a una grandiosa coda finale costruita sul primo tema.
Nel secondo tempo, Andante, Brahms prende spuntoe dalla melodia di un canto d'amore tradizionale tedesco per dar vita a un tema costituito da due frasi (A e B), ognuna di quattro misure, con ripetizione della prima delle due (struttura A A B). Il tema viene poi riproposto e variato dall'aggiunta di delicati contrattempi nell'accompagnamento pianistico. Vi è quindi un episodio di collegamento che contiene l'incipit di A (mano sinistra) al quale si sovrappone un delicato ricamo di terzine. Tale accompagnamento si prolunga su nuovo elemento tematico, costituito da una sola frase di quattro misure (C) nella tonalità del quinto grado, a cui fanno seguito una variazione sia dell'episodio di collegamento, sia della stessa frase C. Torna, in modo maggiore, la frase B del primo tema, dapprima per esteso e quindi interrotta sul nascere da rapide terzine, seguita successivamente dalla seconda metà di C e da un ulteriore profilo melodico che si intreccia con l'incipit di A in modo maggiore (al basso). Dal motivo C prende spunto infine l'ultimo episodio del movimento che, dopo un progressivo crescendo, si placa nel pianissimo di una coda nella quale riecheggia la figura iniziale del primo tema; nelle tre battute conclusive viene velatamente anticipato il tema del successivo movimento.
Lo Scherzo (Allegro molto e con fuoco) si apre con un tema brillante e risoluto, ricavato, come già detto, dalla cadenza conclusiva dell'Andante. Esso viene subito ritornellato per poi giungere, con una breve progressione, a un crescendo ad accordi ribattuti, che portano alla ripresa del tema stesso, eseguito dapprima pianissimo e quindi con un contrastante fortissimo nel quale il tema viene dilatato con ridondanza fino alla coda conclusiva.
La sezione centrale del terzo movimento, Trio, richiama alcune delle romanze senza parole di Mendelssohn, con un ampio tema cantabile sostenuto da una costante e regolare figurazione pianistica d'accompagnamento, che trascolora dalla serenità della frase iniziale ad accenti più melanconici. Il tema del Trio viene quindi ritornellato e, successivamente, sottoposto a una elaborazione armonica culminante in un luminoso fortissimo nella tonalità maggiore iniziale, che si spegne gradualmente in una coda a cui fa seguito la ripetizione dello Scherzo da capo, senza il ritornello iniziale del tema.
L'Allegro con fuoco dell'ultimo movimento è in forma di libero Rondò. Il refrain si presenta come un leggero fluire di note staccate che adatta il profilo melodico del tema iniziale del primo movimento a una rapida scansione ternaria (tempo composto di 9/8), successivamente interrotta da un improvviso spostamento degli accenti ritmici (scansione binaria). Dopo il ritornello della prima parte, un episodio transitorio, costituito da una breve caduta di bicordi staccati reiterata progressivamente, porta alla ripresa del tema con un'evoluzione armonica differente da quella precedente. Il primo couplet (episodio in alternanza con il refrain) si svolge in tonalità di dominante con un carattere più pacato ed espressivo. Esso comprende una prima parte, sostanzialmente accordale, e una seconda più contrappuntistica. La ripresa ampliata della prima di queste due parti conclude infine l'episodio. Il refrain viene ora elaborato reiterando le due battute iniziali su diversi piani armonici, prima di essere definitivamente completato; il secondo couplet presenta una prima parte con una melodia disegnata da uno scarno movimento accordale nella relativa tonalità minore, e una seconda parte, più dolce ed espressiva, accompagnata da un nuovo ritorno della prima parte, questa volta più ampia e vigorosa. Il refrain, similmente alla precedente ripetizione, presenta una progressione delle due battute iniziali, alle quali però si aggiunge una breve eco mossa per terze che richiama il tema del secondo couplet. Dopo il completamento del tema, ritorna l'episodio di transizione ascoltato inizialmente, che porta a una ulteriore ripresa del refrain, limitato alla parte iniziale; un'ampia coda, con indicazione Presto non troppo agitato, è caratterizzata dalla contrapposizione degli arpeggi della mano sinistra agli accordi della mano destra, sui brevi e incalzanti frammenti melodici che si concludono in una fugace citazione finale del primo tema.
Carlo Franceschi de Marchi