Glossario

Quintetto in si minore per clarinetto e archi, op. 115

Musica: Johannes Brahms
  1. Allegro (si minore)
  2. Adagio (si maggiore)
  3. Andantino (re maggiore). Presto non assai, ma con sentimento
  4. Con moto (si minore). Un poco meno mosso
Organico: clarinetto, 2 violini, viola, violoncello
Composizione: Ischl, estate 1891
Prima esecuzione: Vienna, Großer Musikvereinsaal, 5 Gennaio 1892
Edizione: Simrock, Berlino, 1892

Guida all'ascolto (nota 1)

La musica strumentale e da camera è il campo in cui si è sviluppata con risultati spesso sorprendenti l'attività creatrice di Brahms. Anzitutto vanno annoverati molti importanti lavori per orchestra, con o senza strumento solista, come le due Serenate op. 11 e op. 16, le otto Variazioni sopra un tema di Haydn, la Akademische Festouvertüre e la Tragische Ouvertüre, le quattro Sinfonie, i due Concerti per pianoforte op.15 e op. 83, quello per violino op. 77 e il Doppio Concerto per violino e violoncello op. 102. Inoltre si segnalano diversi pezzi per coro con o senza accompagnamento d'orchestra, con o senza voci soliste, come, per limitarci a due capolavori di generi diversi, Ein deutsches Requiem per soli, coro e orchestra, di straordinaria intensità emotiva, e gli otto Liebesliederwalzer per quattro voci, con accompagnamento di pianoforte a quattro mani. Ma il resto della produzione brahmsiana più rilevante è rappresentato da tre Quartetti per archi op. 51 n. 1 e n. 2 e op. 67, da tre Quartetti con pianoforte op. 25, op. 26 e op. 60, da quattro Quintetti (due per archi, uno con pianoforte e uno con clarinetto), due Sestetti per archi, quattro Trii per violino, violoncello e pianoforte, più un Trio con corno e uno con clarinetto, tre Sonate per violino e pianoforte, due per clarinetto o viola e pianoforte, senza parlare del grande numero di composizioni (sonate, fantasie, ballate, capricci, rapsodie, valzer, intermezzi, studi, variazioni, danze) per il pianoforte solo, e della vastissima raccolta di Lieder (l'ultimo pezzo postumo è costituito dagli undici Preludi-corali per organo op. 122 di cui Busoni fece una trascrizione pianistica).

Il Quintetto in si minore per clarinetto e quartetto d'archi fu composto nell'estate del 1891, quasi contemporaneamente al Trio in la minore op. 114 per clarinetto o viola, violoncello e pianoforte. In quell'anno il musicista conobbe a Meiningen il celebre clarinettista Richard von Mühlfeld, che lo invitò a scrivere un pezzo per lui. Brahms lo aveva sentito suonare nel Quintetto di Mozart e nel Primo Concerto di Weber ed era rimasto entusiasta della interpretazione di questo clarinettista, che nel novembre del 1891 eseguì a Meiningen sia il Trio che il Quintetto, accolti con molto successo dal pubblico. In particolare il Quintetto piacque per quel senso di struggente malinconia e di intima delicatezza spirituale, così caratteristiche dello stile di Brahms.

Il primo Allegro è carico di penetrante emozione psicologica, resa più incisiva e persuasiva dal timbro dolcissimo del clarinetto, uno strumento molto amato dal musicista. Il secondo tema ha uno spessore armonico più denso, pur tra pause di accorata tristezza. Nell'Adagio in si maggiore il clarinetto ha un tono trasognato, quasi schumanniano, ed è sorretto dagli archi in sordina. Molto efficace il discorso melodico con i suoi accenti crepuscolari e nostalgici, che sono riproposti successivamente dopo una sezione centrale alla zingaresca, più vivacemente rapsodica con uscite anche virtuosistiche del clarinetto. L'Andantino ha una linea discorsiva di nobile musicalità spezzata da un Presto fantasioso e spigliato. Il Finale (Con moto) è puntato su cinque variazioni, con accenti ora appassionati, ora umoristici, ora fantastici ora estasiati (nella quarta, in tonalità maggiore). Ritorna poi il tema iniziale del primo movimento in un clima di pirofonda emozione in cui il compositore si ritira in se stesso, quasi un congedo dall'attività musicale.


(1) Testo tratto dal programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia,
Roma, Auditorio di Via della Conciliazione, 28 Aprile 1989, Quartetto Academica, Vincenzo Mariozzi clarinetto

Ultimo aggiornamento 4 giugno 2011
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