Lucio Tarquinio Superbo, per stabilirsi con più sìcurezza nel Soglio di Roma, maritò la sua Figliuola ad Ottavio Mamilio Tusculano, il quale, era fama, che discendesse da Ulisse, e da Circe, e fece intendere à tutti i Capi de' Latini, che in un giorno stabilito si radunassero nella Selva di Ferentina per trattare di cose appartenenti all'uno, e l'altro Popolo. Tutti vi si trovarono all'apparire del giorno, toltone Tarquinio, che vi giunse presso al tramontar del Sole: Turno Erdonio Aricino, impaziente di sì lunga tardanza, si querelava di Tarquinio. Egli intanto sopraggiunse, e subito fece scusa della sua dimora, mà Turno aspramente rispondendogli si partì dal luogo del Consiglio. Simulò all'ora Tarquinio l'offesa; mà poi, per vendicarsene, mediante l'opera di alcuni Aricini contrari à Turno, corruppe con denari un suo Servo, accioche lasciasse nascondere nell'albergo del suo Padrone gran quantità d'armi, ed essendosi ciò fatto quella stessa notte, Tarquinio la mattina per tempo fece chiamare à se tatti gli altri Capi de' Latini, e diede loro ad intendere, che Turno macchinava di dar morte à lui, ed à loro, per usurparsi egli solo la Signoria del Lazio e che à quest'effetto teneva nascoste in Casa molte Armi, il che, ò vero, ò falso, che fosse, subito si poteva scoprire, e perciò pregava tutti, che andassero seco all'Abitazione di Turno; vi andarono, e trovate l'Armi, senza attendere le sue difese, fu condennato ad esser precipitato nel capo dell'Acqua Ferentina; dopo il qual fatto riuscì à Tarquinio di coliegarsi vantaggiosamente coi Latini. Troverai più diffusa l'Istoria nel primo Libro della prima Deca di Tito Livio. Il resto si finge come osserveraì nel Drama.
Richiamato da i Sovrani Comandi della S. C. R. M. V. comparisce Turno su le Scene della Favorita con ardimento maggior dell'usato contro Tarquinio: ma quanto si mostra ardito alla presenza del Rè Superbo di Roma, altretanto umile, e riverente s'inchina alla Cesarea Maestà della Clementissima Imperatrice de' Romani, e fa, che io presentando i miei profondissimi rispetti al suo Trono Imperiale, abbia l'onore di gloriarmi d'essere
Della S.C.R.M.V.
Umilissimo, Divotissimo, ed Ossequentissimo Servitore
SILVIO STAMPIGLIA
Vienna 26 Luglio 1707.