Elegie auf den Tod eines Pudels (Elegia per la morte di un barboncino), WoO 110

Lied in fa minore per voce e pianoforte

Musica: Ludwig van Beethoven (1770 - 1827)
Testo: autore ignoto Organico: voce, pianoforte
Composizione: 1803
Edizione: Breitkopf & Härtel, Lipsia 1888
Testo
Elegie auf den Tod eines Pudels
Elegia sulla morte di un barboncino
Stirb immerhin, es welken ja so viele
der Freuden auf der Lebensbahn.
Oft, eh' sie welken in des Mittags Schwüle,
fängt schon der Tod sie abzumähen an.
Tutto finisce, appassiscono
molte delle gioie della vita.
Spesso, prima che sfioriscano nel caldo
mezzogiorno, le falcia via la morte.
Auch meine Freude du! dir fließen Zähren,
wie Freunde selten Freunden weihn;
der Schmerz um dich kann nicht mein Aug' entehren,
um dich, Geschöpf, geschaffen mich zu freun.
Anche tu, gioia mia! Per te scorrono lacrime,
come si piangono gli amici più rari;
i miei occhi non possono contenere
il dolore per te, creatura mandata a rallegrarmi.
Allgeber gab dir diese feste Treue.
dir diesen immer frohen Sinn;
Für Tiere nicht, damit ein Mensch sich freue,
schuf er dich so, und mein war der Gewinn.
Chi tutto dà, ti diede questa salda fedeltà,
ti diede questo umore sempre lieto;
nessun'altra bestiola, amica delle persone,
aveva creato come te, questo è stato il mio premio.
Oft, wenn ich des Gewühles satt und müde
mich gern der eklen Welt entwöhnt,
hast du, das Aug' voll Munterkeit und Friede,
mit Welt und Menschen wieder mich versöhnt.
Spesso, quando io confuso e stanco
sfuggivo il mondo brutto, tu,
con gli occhi pieni di dolcezza e pace,
mi riconciliavi con le persone e col mondo.
Du warst so rein von aller Tück' und Fehle
als schwarz dein krauses Seidenhaar;
wie manchen Menschen kannt' ich, dessen Seele
so schwarz als deine Außenseite war.
Tu, così puro da ogni inganno e vizio,
come nero il tuo folto manto di seta;
quanta gente conosco, la cui anima
è nera, come nero era il tuo pelo.
Trüb sind die Augenblicke unsers Lebens,
froh ward mir mancher nur durch dich!
Du lebtest kurz und lebtest nicht vergebens;
das rühmt, ach! selten nur ein Mensch von sich.
Tristi momenti ho avuto nella vita,
qualche gioia mi veniva solo da te!
Tu hai vissuto poco, ma non invano;
E di poche persone si può dire.
Doch soll dein Tod mich nicht zu sehr betrüben;
du warst ja stets des Lachens Freund;
geliehen ist uns alles, was wir lieben;
kein Erdenglück bleibt lange unbeweint.
Ma non devo piangere più la tua morte;
tu eri l'amico dell'allegria;
tutto ci è caro quello che amiamo;
nessuna gioia terrena dura per sempre.
Mein Herz soll nicht mit dem Verhängnis zanken
um eine Lust, die es verlor;
du, lebe fort und gaukle in Gedanken
mir fröhliche Erinnerungen vor.
Il mio cuore non deve contrastare il destino
per una gioia perduta;
tu, continua a vivere là, e illudi il mio pensiero
coi ricordi più lieti.
(Traduzione di Amelia Maria Imbarrato)


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Ultimo aggiornamento 16 luglio 2021