Egmont, op. 84
Musiche di scena per la tragedia di Johann Wolfgang von Goethe
Musica:
Ludwig van Beethoven
- Ouverture – Sostenuto ma non troppo.
Allegro (fa minore)
- Aria di Klärchen "Die
Trommel
gerühret" – Vivace (fa minore)
- Intermezzo I - Andante (mi maggiore)
- Intermezzo II - Larghetto (mi bemolle maggiore)
- Aria di Klärchen "Freudvoll
und liedvoll"
- Andante con moto (la maggiore)
- Intermezzo III - Allegro (do maggiore)
- Intermezzo IV - Poco sostenuto e risoluto (mi
bemolle maggiore)
- Morte di Klärchen -
Larghetto (re minore)
- Monologo di Egmont - Poco sostenuto (mi bemolle
maggiore)
- Sinfonia di Vittoria - Allegro con brio (fa
maggiore)
Organico:
soprano, voce recitante maschile,
ottavino, 2 flauti, 2 oboi, 2 clarinetti, 2 fagotti, 4 corni, 2 trombe,
timpani, archi
Edizione:
Breitkopf & Härtel, Lipsia 1810
«Egmont»
- il più esteso ed importante gruppo di musiche sceniche
beethoveniane - fu scritto - come disse l'Autore - «soltanto
per amore del poema di Goethe», nel 1810, anche se egli era
stato invitato a comporre l'opera dal Teatro Imperiale di
Vienna, dove, - sono parole di Beethoven - «trattarono la mia
musica senza nessuna cura, come del resto erano soliti fare».
Il soggetto della tragedia di Goethe era particolarmente adatto a
muovere l'ancestrale lato fiammingo del carattere di Beethoven: la sua
«passione per la libertà» fu di nuovo
chiamata ad operare e infiammò la sua ispirazione musicale.
L'Ouverture
- divenuta celeberrima nelle esecuzioni in concerto - è uno
splendido esempio del nuovo spirito impresso a questa forma dal
musicista. Essa, anziché costituire un semplice brano
orchestrale introduttivo, ci offre, in una sfera sinfonica autonoma,
una raffigurazione sintetica dei motivi che danno vita al dramma.
Questo esalta, nella figura dell'eroico martire dell'indipendenza belga
- il conte di Egmont, decapitato dagli spagnoli a Bruxelles nel 1568 -,
la lotta per la libertà e il sacrificio per amore di patria:
temi, ripetiamo, congeniali all'animo fiero e generoso di Beethoven:
che qui li trattò, come disse Goethe, «con un
genio ammirabile». La parte introduttiva dell'ouverture, dove si
alternano rudi accordi degli archi e dolenti accenti dei fiati, come a
simboleggiare la presenza brutale degli oppressori e i gemiti degli
oppressi - conduce ad un drammatico Allegro che, dopo
un serrato e teso sviluppo degli elementi in lotta, risolve in un
vittorioso Allegro con
brio culminante in una luminosa fanfara contrappuntata da
temi di folgorante energia.
La collocazione scenica degli altri pezzi musicali fu
indicata dallo stesso Goethe: si tratta di quattro Intermezzi
orchestrali, del brano che descrive la morte di Chiaretta, del
«melodramma» per il sogno di Egmont e della Sinfonia di vittoria,
che interviene dopo che il sipario è calato sulla tragedia.
Ci sono inoltre due Lieder
di Chiaretta, che costituiscono due tra le più belle liriche
vocali scritte da Beethoven. In tutti questi pezzi è da
notare, peraltro, la stupenda orchestrazione: che, giovandosi
dell'esperienza delle sei Sinfonie
scritte fino allora da Beethoven, ha il magico potere di evocare le
figure dei protagonisti, l'ambiente dell'azione e il clima psicologico
della tragedia.
LIED DI CHIARETTA
Chiaretta intona una sua preferita canzoncina militare, le cui parole
riportano il suo pensiero all'amato Egmont.
INTERMEZZO I
Un brano che, nell'animazione dell'
Allegro
a note ripercosse e sincopi, sembra dipingere la rivolta dei fiamminghi
contro gli spagnoli e il rabbioso sgomento degli oppressori.
INTERMEZZO II
Commenta lo stato d'animo di Egmont dopo il colloquio con Guglielmo
d'Orange, che sembrava aver comunicato la sua ansia al protagonista.
LIED DI CHIARETTA
All'invito fattole dalla madre di accondiscendere all'amore di
Brackenburg, Chiaretta risponde con una canzone che esprime un candido
e giovanile amore. Ancora una volta, il suo pensiero è volto
ad Egmont.
INTERMEZZO III
Un brano che segue al dialogo d'amore fra Egmont e Chiaretta: ma non
c'è più l'atmosfera di quel tenero
momento: vi si preannuncia, invece, la prossima lotta del
popolo fiammingo e la sanguinosa repressione ordinata dal Duca d'Alba.
INTERMEZZO IV
Questo pezzo, in cui si alternano accenti dolorosi e guerreschi, sembra
esprimere il presagio di una tragedia imminente.
MORTE DI CHIARETTA
Condannato a morte, Egmont è in prigione. Chiaretta si
uccide col veleno. La musica esprime con intensa efficacia il doloroso
episodio.
«MELODRAMMA»
Com'è noto, col termine di «melodramma»
si designa qui un
melologo;
accoslamento di un testo declamalo ad un accompagnamento strumentale.
Egmont rinchiuso in carcera ha nel sonno la visione della
Libertà (nelle sembianze di Chiaretta). La musica ha
carattere piuttosto dolce e contemplativo. Ma quando Egmont si sveglia
e riprende conoscenza della realtà il commento orchestrale
si fa eroico, con scoperto uso di trombe e segnali di guerra: rulli di
tamburi lontani gradalamente si avvicinano. La musica raggiunge il
massimo della forza con le ultime parole di Egmont: «E per
salvare quello che vi è più caro, cadete con
gioia, coma io ve ne do l'esempio!».
SINFONIA DI VITTORIA
Dopo le ultime parole del monologo di Egmont, l'orchestra riprende
l'inno trionfale costituito dall'
Allegro
dell'
ouverture,
che qui, però, alla luce della musica già udita,
acquista un significato nuovo e di «effetto
incomparabile».
Nicola Costarelli
(1) Testo
tratto dal
programma di sala del Concerto dell'Accademia di Santa Cecilia;
Roma,
Auditorio di Via della Conciliazione, 10 Febbraio 1963, direttore
Fernando Previtali
Ultimo aggiornamento 12 Maggio 2011