Sprezzatura. Termine in uso verso la fine del Cinquecento, nella Camerata fiorentina, per indicare genericamente la libertà vocale del nuovo stile monodico accompagnato, sia nella condotta ritmica sia nella pratica degli abbellimenti (ornamentazione), per togliere al canto «una certa terminata angustia e secchezza» e renderlo «piacevole, licenzioso e arioso» (G. Caccini). Il principio della sprezzatura esteso da I. Peri all'accompagnamento, segnerà l'inizio di un linguaggio armonico non più fine a se stesso, ma in funzione del testo (Monteverdi).


Garzantina Musica, Garzanti Libri s.p.a, Milano, 2009